Questo sito contribuisce alla audience di

raccòlta

Guarda l'indice

Lessico

sf. [da raccolto, pp. di raccogliere].

1) L'operazione con cui si raccolgono i frutti della terra: la raccolta dell'uva, delle castagne; anche l'insieme dei prodotti raccolti o da raccogliere: “Era quello il second'anno di raccolta scarsa” (Manzoni); la raccolta si presenta abbondante.

2) Più in genere, l'azione di mettere insieme, di riunire elementi della stessa specie: promuovere una raccolta di fondi; la raccolta di adesioni ha dato buoni risultati; anche l'insieme delle cose raccolte; collezione: una raccolta di francobolli, di poesie cinesi. In particolare: A) in diritto sono dette raccolte i gruppi di leggi messe assieme da privati o da pubbliche autorità per facilitare l'individuazione del materiale giuridico che regola una determinata materia. Loro scopo è dunque di carattere pratico, mantenendo le singole leggi la loro individualità, diversamente da quanto accade nei codici, che sono raccolte ufficiali dove le varie leggi di una materia risultano fuse in un'unica legge, il Codice appunto.B) Operazione di legatoria per raccogliere le singole segnature del libro per formare il blocco. § Il testo unico di pubblica sicurezza vieta le raccolte di armi da guerra o di parti di esse, di munizioni e di uniformi militari senza licenza del Ministero degli Interni. § Le raccolte dei musei, delle pinacoteche, degli archivi, delle biblioteche appartenenti allo Stato fanno parte del demanio pubblico con tutte le limitazioni che ne conseguono tra cui fondamentale la inalienabilità.

3) Riunione, adunata, specialmente militare: chiamare a raccolta, convocare; suonare a raccolta, dare il segnale di adunata.

Etnologia

La raccolta è pratica nota e diffusa fin dagli albori dell'umanità; la sua organizzazione razionale può essere considerata la prima forma di lavoro di gruppo elaborata dall'uomo. Per raccolta non va inteso, però, solo l'atto ma anche i metodi e l'organizzazione socio-culturale che a essa sono connessi. Per il lontano passato è possibile solo fare delle ipotesi sull'organizzazione del lavoro e sulle strutture sociali elaborate dalle genti del Paleolitico o di epoche ancora anteriori: basandosi sui reperti trovati nelle stazioni preistoriche è molto probabile che la raccolta si sia accompagnata alla caccia di piccoli animali là dove i prodotti erano scarsi e sia invece continuata anche quando, per cause ambientali e climatiche, i gruppi umani si dedicavano in prevalenza alla caccia di selvaggina di grande mole. I prodotti raccolti erano in prevalenza frutta, semi, radici, invertebrati terrestri, lacustri, marini: i gusci di questi animali hanno costituito, col tempo, ammassi di notevole entità, i cosiddetti chiocciolai, presenti in ogni parte del globo a testimonianza che ciascun gruppo restava in una zona fino al suo completo sfruttamento. Data la piccola entità numerica dei gruppi umani preistorici, praticanti forme di seminomadismo regionale (solo gli effetti delle glaciazioni hanno portato a spostamenti di grande ampiezza), si può ragionevolmente presumere che essi fossero costituiti da poche famiglie imparentate fra loro, aperte agli scambi con altri gruppi, senza rigide regole sociali. Poiché il tempo necessario a procurarsi il cibo e i pochi beni materiali richiedeva solo 3-4 ore giornaliere, queste genti potevano dedicarsi ampiamente all'osservazione e studio della natura, nonché all'elaborazione di strumenti più idonei al loro modo di vivere, reso sempre più complesso dal costante seppur lento aumento demografico e dalle mutazioni ambientali indotte dall'andamento della glaciazione Würm. Dai reperti degli insediamenti del tardo Paleolitico si può, infatti, riscontrare una certa specializzazione “regionale” nella raccolta, nonché l'acquisizione di tecniche per la conservazione degli alimenti e per una più raffinata elaborazione degli strumenti in pietra, premesse queste del passaggio all'agricoltura e all'allevamento. Le trasformazioni culturali e ambientali furono certamente fra le principali cause dell'introduzione di nuove strutture sociali diverse da gruppo a gruppo, che tuttavia fra le genti dedite alla raccolta mantennero sempre una certa semplicità, forse dovuta al fatto che esse furono progressivamente costrette a vivere in aree marginali forestali, in più o meno voluto isolamento rispetto ai gruppi tecnologicamente più evoluti. In tempi storici la raccolta era praticata ancora da molti gruppi dell'Africa, del Sud-Est asiatico e di varie zone dell'America Meridionale, anche se non di rado accompagnata da caccia e pesca; in questo caso esisteva una precisa suddivisione del lavoro in quanto la raccolta era compito delle donne, aiutate dai ragazzi, mentre l'uomo si dedicava alla caccia (usanza ancora in atto nei gruppi residuali boscimani del Kalahari). Attualmente solo pochi gruppi isolati dell'Amazzonia e del Chaco sudamericani sono dediti alla semplice raccolta in aree di rifugio forestali: le loro strutture socio-culturali, sebbene pervase ancora da una relativa semplicità, non possono però essere prese quali campioni di quelle delle genti preistoriche raccoglitrici, in quanto risultato di una propria evoluzione e di molteplici influssi esterni diretti o indiretti; esse possono servire solo come indice di modi di organizzarsi tipici dei popoli raccoglitori. Infatti non esiste una sola struttura uguale per tutti i gruppi: presso alcuni non vi è alcuna forma di suddivisione del lavoro fra donne e uomini, in altri alle donne è vietata la raccolta da alberi e arbusti spinosi (forse collegata alla funzione riproduttiva e di allattamento), in altri ancora gli uomini provvedono solo alla raccolta di prodotti animali e alla produzione di strumenti. La struttura della famiglia può essere patrilineare o matrilineare, o anche di coppia più o meno aperta; possono esistere capi elettivi, ma sempre con funzioni limitate; gli sciamani o gli stregoni, quando esistono, possono essere anche donne e in genere le loro funzioni sono ereditarie. Tutti i popoli raccoglitori praticano l'animismo, anche se non è rara la credenza in un Essere Superiore; ciascuno segue riti connessi con le proprie credenze e con le strutture socio-culturali, ma tutti dedicano gran parte del proprio tempo ai rapporti interpersonali e all'osservazione del mondo che li circonda, che è fonte del ricco patrimonio di miti e leggende (spesso anche di forme di letteratura orale) le quali presentano non di rado elementi comuni in gruppi anche molto distanti geograficamente tra loro, cosa questa che ha indotto in passato non pochi studiosi a ritenere che le strutture socio-culturali dei raccoglitori fossero il primo stadio dell'evoluzione della civiltà umana.

Media


Non sono presenti media correlati