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Giovanni Paolo II verso la santificazione: il carisma e la devozione del papa polacco che arrivò al cuore dei fedeli

Papa Giovanni Paolo II

Carisma, devozione e apertura sociale: queste le caratteristiche di Giovanni Paolo II,  264° papa della Chiesa Cattolica il cui processo di canonizzazione e santificazione, cominciato nel 2005, prosegue la sua strada verso la beatificazione.

Quello di Giovanni Paolo II è stato uno dei pontificati più lunghi della storia: 27 anni di mandato pontificio durante i quali Carol Wojtyla ha avuto la possibilità di far apprezzare il proprio operato ad ogni livello dello scibile.

Conosciuto come il Papa Polacco, Carol Wojtyla fu in effetti il primo papa non italiano dal 1523. Eletto il 16 ottobre del 1978, egli si riferì a se stesso come 'il nuovo papa chiamato da un paese lontano' ed entrò immediatamente nel cuore dei fedeli accorsi in Piazza San Pietro pronunciando l'ormai storica frase 'Se mi sbaglio mi corrigerete!'.

Un papa venuto da lontano, Giovanni Paolo II, che inaugura un corso nuovo per la chiesa cattolica. Vero e proprio rinnovatore della diplomazia pontificia, Giovanni Paolo II raccolse l'eredità dei suoi predecessori Giovanni XXIII e Paolo VI facendo assumere alla massima carica religiosa una dimensione totalmente nuova e inedita: il suo pontificato fu infatti caratterizzato da un'intensa attività pastorale che si distinse per il dinamismo con il quale fece avvicinare la chiesa alla società contemporanea. Papa Giovanni Paolo II, infatti, intuì l'importanza del ribadire l'iniziativa cattolica, che egli portò avanti grazie alla dimensione pubblica che fece assumere alla figura papale da lui rappresentata.

Missione apostolica, diplomazia, conservatorismo teologico e apertura sociale furono, in sintesi, le caratteristiche principali grazie alle quali Carol Wojtyla è entrato non solo nel cuore dei fedeli ma anche nella storia spirituale e temporale dell'umanità.
Non si può non citare la frase che egli pronunciò nel corso dell'Omelia della messa di inaugurazione del pontificato, nella quale il giovanissimo pontefice racchiude la sua dichiarazione d'intenti: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa!».

Giovanni Paolo II fu infatti capace di portare in lungo e in largo la parola di Cristo: Wojtyla ha viaggiato più di ogni altro pontefice, visitando paesi in cui nessun papa era mai stato in precedenza. Un atteggiamento che lo portò ad entrare in contatto con fedi differenti, con le quali però non smise mai di cercare un comune terreno d'incontro etico e dogmatico. Storica fu la sua visita al Muro del Pianto di Gerusalemme, il suo momento di preghiera nella sinagoga di Roma e i moltissimi incontri col Dalai Lama. Viaggi e incontri con fedi diverse che trovavano comune terreno nella costante ricerca della pace e dell'atteggiamento non violento, capace di parlare al cuore dei fedeli.

L'opera di Giovanni Paolo II non fu però solo apostolica. Fin dall'inizio del suo pontificato, la sfera politica e diplomatica del suo operato fu contraddistinta dalla lotta al comunismo e al socialismo reale, contro i quali aveva dovuto combattere in Polonia quando era ancora un giovane studente. La sua influenza fu talmente grande che è proprio Giovanni Paolo II ad essere considerato uno dei reali artefici del crollo della cortina di ferro che attraversava il mondo intero. Parole aspre e di denuncia comunque, Wojtyla le rivolse anche contro il capitalismo e il consumismo sfrenato, elementi tipici dell’era contemporanea.

Una vita, quella di Giovanni Paolo II che ha accompagnato per circa trent'anni la storia dell'umanità, la quale è stata non solo memore delle opere compiute dal pontefice, ma anche della forza d'animo dimostrata negli ultimi anni della sua vita, caratterizzati dalla malattia. Wojtyla è stato papa fino all'ultimo giorno, senza mai perdere la lucidità e la necessità di avvicinarsi ai fedeli.

E sono stati proprio i fedeli a mostrare quanto Wojtyla fosse entrato nel cuore delle persone: il giorno dei funerali, il 2 Aprile 2005, furono quasi cinque milioni i pellegrini che raggiunsero e affollarono la capitale per dare l'estremo saluto all'amato papa polacco.

28/04/2011

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