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Clonazione: ricercatori giapponesi tentano di ricreare il mammut

Una notizia che ricorda da vicino la trama di un famoso film di Steven Spielberg che, nel 1993, ha appassionato spettatori grandi e piccoli.

L'ambientazione è un'isola lontana dalla civiltà dove, spinto da una grande passione, un miliardario decide di ricreare i dinosauri. Parliamo di Jurassic Park e dell'idea alla base della trama, ovvero il tentativo di far rivivere nuovamente grazie alla clonazione esseri preistorici estinti da millenni.
E se quest'idea, fino a qualche tempo fa, sembrava essere buona solo per una fantascientifica trama cinematografica, diventa ora oggetto di studio nella realtà.

Un gruppo di ricercatori dell'Università di Kyoto, infatti, ha deciso di tentare di riportare in vita i Mammut grazie alla clonazione. Base dell'esperimento e punto imprescindibile di partenza diventano i campioni di tessuto di un'antica carcassa di Mammut conservata in Siberia.

I Mammut sono una specie preistorica e ormai estinta di proboscidati. Progenitori degli attuali elefanti, i mammut popolarono il nostro pianeta circa 4,8 milioni di anni fa durante il periodo del Pilocene per poi estinguersi alla fine del pleistocene per cause ancora sconosciute. Le dimensioni che gli esponenti di questa specie potevano raggiungere erano ragguardevoli: secondo le attuali stime, un esemplare maschio poteva anche superare le 12 tonnellate di peso.

Tornando alla ricerca oggetto di questo articolo, bisogna tuttavia sottolinare come l'argomento non sia nuovo nel mondo scientifico, anzi. Alla fine degli anni 70, e precisamente nel 1977, un gruppo di scienziati tentò di far rivivere il mastodontico animale. Forti del ritrovamento di un esemplare di mammutt congelato, i ricercatori cercarono di utilizzare alcune cellule estratte dall'animale per farne nascere un cucciolo da un'elefantessa. E se la cosa si tradusse allora in un nulla di fatto, è possibile che il 2011 sia l'anno decisivo. In effetti l'esperimento potrebbe andare decisamente meglio nei laboratori di Kyoto, dove dalla propria parte i ricercatori hanno le tecniche di clonazione.

Il procedimento che gli scienziati seguiranno è stato puntualmente descritto dalla rivista giapponese Yomuiuri Shimbun, sulla quale che si legge che il DNA estratto dalla carcassa di mammut sarà iniettato nell'ovulo di un'elefantessa privo del nucleo originario per poi essere nuovamente inserito all'interno dell'utero dell'elefante femmina per permetterne la gestazione.
Se tutto va come gli scienziati sperano, nel giro di cinque anni potremmo essere testimoni della nascita del primo mammut dell'era moderna.

Sicuramente si tratta di un evento che lascerà a bocca aperta il mondo intero, poiché non è affatto cosa da poco trovarsi di fronte ad un esemplare di animale preistorico estinto da millenni. Rimangono tuttavia da sondare le implicazioni etiche di un esperimento del genere che, agli occhi dei più, può risultare decisamente inquietante.

19/01/2011