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L'arte del '800

Claude Monet

Claude Monet (Parigi 1840 - Giverny 1926) è uno dei massimi esponenti dell'impressionismo. Visse i primi anni a Le Havre, dove venne in contatto con la pittura, intrisa di luce fluida e vibrante, di Eugène Boudin (1824-98), che lo iniziò al paesaggio en plein air.

Appartengono ai primi anni parigini alcuni paesaggi dei dintorni di Honfleur in cui si sente la suggestione di Courbet. L'influsso realista è presente anche in Camille o la donna col vestito verde (Brema, Kunsthalle), esposto al Salon del 1866.

Le vibrazioni cromatiche e luminose

Sempre nel 1866 Monet dipinse Donne in giardino (Parigi, Musée d'Orsay), tappa fondamentale nelle ricerche impressioniste: la tavolozza appare molto schiarita e l'ombra stessa è luminosa e colorata. Da questo momento divenne costante in Monet l'impegno di identificare pittura e natura, immagine e forma, e di cogliere, attimo per attimo, il vero nella trama relativa delle vibrazioni del colore percepite dall'occhio. Nel 1869, ritiratosi a Bougival con Renoir, si dedicò esclusivamente al paesaggio e allo studio dei riflessi della luce sull'acqua. La Grenouillère (1869, New York, Metropolitan Museum) costituisce una delle prime realizzazioni compiutamente impressioniste: l'artista non si propone di imitare obiettivamente il vero, bensì di fissare sulla tela la propria sensazione, "l'impressione", di fronte all'elemento naturale. Ad Argenteuil, lo stile di Monet raggiunse la piena maturità: nelle opere del decennio 1870-80, che esprimono più tipicamente le concezioni impressioniste, egli si servì della giustapposizione dei colori puri secondo la legge dei complementari in tocchi frammentari sempre più minuti.

I capolavori

Indicativi sono capolavori come La colazione in giardino (1872), I papaveri (1873), Il ponte di Argenteuil (1874) tutti a Parigi al Musée d'Orsay, e soprattutto il celebre Impression, soleil levant (1872, Parigi, Musée Marmottan) che suggerì il nome al movimento impressionista. Manet indagò il paesaggio nelle diverse condizioni atmosferiche in opere come Vétheuil d'inverno (1879, Göteborg, Kunstmuseum), Vétheuil d'estate (1880, New York, Metropolitan Museum). Trascorse l'ultimo periodo della sua vita a Giverny, esercitando la sua sensibilità visiva a cogliere le variazioni subite da uno stesso tema nelle diverse ore del giorno e nel trascorrere delle stagioni. Nacquero così le serie dei Pioppi e dei Covoni (1890), quella della Cattedrale di Rouen (1894), le vedute di Londra (1900-04), di Venezia (1908-09), e infine la famosa serie delle Ninfee, soggetto al quale lavorò per moltissimi anni (1909-26).

Riepilogando

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