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Ècuba

(greco Hekábē; latino Hecŭba), nella mitologia greca moglie di Priamo, re di Troia, madre di diciannove figli tra cui Ettore, Paride, Eleno, Polidoro, Troilo, Polite, Cassandra, Polissena. D'origine frigia (figlia del re Diamante) o tracia (figlia del re Cisseo), ha scarso rilievo nell'Iliade, ma acquista il ruolo di protagonista in due tragedie di Euripide: Troiane, dramma corale dove esprime il dolore della città vinta, ed Ecuba, dramma personale dove Ecuba acceca il re tracio Polimestore che le aveva ucciso il figlio Polidoro per rapinarlo. Un mito narrava della sua trasformazione in cagna. Nel teatro latino fu ripresa nell'Ecuba di Ennio e di Accio, nell'Iliona di Pacuvio e più tardi nelle Troadi di Seneca. In età moderna si ricordano le tragedie Hécube di J. Bochetel (1544) ed Ecuba di L. Dolce (ca. 1560).

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