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Académie Royale

associazione sorta nel 1648 a Parigi per iniziativa di Charles Le Brun, con l'appoggio del cardinale Mazarino, come libera unione di pittori e scultori, che cercavano di rendersi indipendenti dalle vessazioni fiscali e dall'ordinamento gerarchico delle Corporazioni. Nel 1664 Colbert ne fece un'organizzazione statale sotto il diretto controllo del re, rendendo l'Académie Royale un organismo burocratico e gerarchico, e nominando Le Brun presidente a vita. L'Académie Royale assunse il completo controllo della vita artistica del Paese, in quanto le fu assegnata l'esclusività dell'insegnamento. Inoltre solo attraverso l'Académie Royale si potevano ottenere incarichi statali, impieghi pubblici e pensioni, e l'ammissione al Salon (istituito nel 1673), al quale potevano partecipare solo i suoi membri. L'Académie Royale esercitava così una vera dittatura sul mercato delle opere d'arte e verso il gusto del pubblico. Il conseguimento del Prix de Rome permetteva agli allievi di soggiornare a Roma presso l'Académie de France, fondata nel 1666, che aveva stretti contatti con l'Accademia di San Luca. Nell'ambito della politica di Luigi XIV l'arte veniva considerata uno strumento per accrescere il prestigio del re, esaltato come incarnazione dello Stato. L'artista aveva la funzione di aumentare lo splendore della corte, cornice ed espressione della potenza reale. Fra il 1664 e il 1674, attraverso conferenze e discussioni, vennero fissati i dogmi del classicismo, definendo i canoni accademici che ponevano come modelli indiscutibili l'antico, Raffaello, Nicolas Poussin e la scuola bolognese. Nel Settecento si affermò un nuovo gusto, che si esprimeva nel colorismo, nel sensualismo e nel naturalismo (Watteau, Fragonard). Nel 1793 J.-L. David fece sopprimere l'Académie Royale dalla Convenzione, e istituì l'Académie des Beaux-Arts (1795) che divenne nel 1816 la IV sezione dell'istituto. L'insegnamento artistico fu permesso a chiunque, e l'ammissione al Salon venne regolata da una commissione e aperta a tutti gli artisti.

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