Burgos (città della Spagna)

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Generalità

Città (172.421 ab., stima 2005) della Spagna centrosettentrionale, capoluogo della provincia omonima (comunità autonoma: Castiglia-León), situata a 861 m s.m. nella sezione nordorientale della Meseta settentrionale, sul fiume Arlanzón, in posizione strategica su uno dei passaggi obbligati tra la costa cantabrica e il centro del Paese. Importante centro laniero nel Medioevo, è oggi un vivace mercato dei prodotti agricoli e zootecnici della regione circostante e sede di industrie; attivo il settore terziario. Importante il turismo. Nei dintorni (Ayoluengo) furono scoperti nel 1964 i primi giacimenti petroliferi del Paese. Turismo.

Storia

È probabile che la città sia nata, e così indicherebbe anche il nome al plurale, dall'unificazione di più borghi medievali. Si sa comunque che nell'884 il conte Diego Rodríguez, per incarico di re Alfonso III il Grande, fondò ufficialmente la città intorno a una preesistente fortezza sulle rive del fiume Arlanzón, passaggio obbligato delle incursioni saracene verso il nord. Primo segno di una certa autonomia della Castiglia nei confronti del León sarebbe stata la presenza a Burgos di due “giudici”, Laín Calvo e Nuño Rasura (924), presenza che diversi storici moderni giudicano leggendaria, mentre certo è che il conte Fernán González ne fece la capitale della sua piccola contea autonoma (940 ca.), e che nel 1035, dopo un periodo di dominazione navarrese, Ferdinando I la confermò capitale del nuovo Regno di Castiglia. Alfonso VI, suo figlio e successore, vi trasferì la sede episcopale di Oca. Nei sec. XII e XIII durante i regni di Alfonso VII, Alfonso VIII e Ferdinando III, fu sede di assemblee (Cortes) e concili. La dinamica della storia, che spinse i Castigliani alla riconquista della Spagna centro-meridionale, segnò anche fatalmente la decadenza di Burgos, che conservò solo il titolo onorifico di caput Castellae. Nel sec. XVI si schierò dalla parte dei Comuneros, e nella guerra di successione (sec. XVIII) fu con Filippo V. Resistette più tardi (1808-13) agli eserciti napoleonici, che distrussero il suo antico castello, e produsse guerrilleros come Merino e l'. All'inizio della guerra civile divenne la capitale della Spagna franchista e vi ebbe sede fino al 1939 il governo di Franco.

Arte

Il centro antico, situato prevalentemente sulla riva destra del fiume Arlanzón, conserva il suo aspetto medievale e una serie di monumenti gotici e rinascimentali. La cattedrale di S. María è una delle tre grandi cattedrali gotiche della Spagna di diretta derivazione francese (le altre sono León e Toledo). Il grosso della costruzione, iniziata nel 1221, era compiuto alla fine del secolo. In questa prima fase spicca l'attività (1240-77) del francese Maestro Enrique, formatosi probabilmente nel cantiere di Reims. Importanti complementi e aggiunte furono realizzati nel secondo Quattrocento e nel primo Cinquecento da Juan, Simón e Francisco de Colonia. Juan eseguì la cappella della Visitazione e le flèches traforate, di tipo tedesco, sulle torri della facciata occidentale (1442-58); il figlio Simón eresse al centro del deambulatorio la cappella del Connestabile (1482-96), ottagonale, con una splendida volta traforata di tipo tardo-gotico tedesco; il nipote Francisco rifece la lanterna e scolpì la porta della Pellejería (1515-30) ormai in stile rinascimentale plateresco. La cattedrale costituisce anche un vero museo della scultura spagnola dal sec. XIII al XVI. Al Duecento risalgono le porte del Sarmental e della Coronería alle testate dei transetti, i gruppi e il portale del chiostro, le statue delle torri, tutte di diretta derivazione francese. Nel corso del Cinquecento sono attivi nella cattedrale quasi tutti i maggiori scultori del rinascimento spagnolo. Vi svolge la prima fase della sua attività (1519-28), come scultore, Diego de Siloé, a cui si devono il sepolcro del vescovo Acuña, numerosi retabli e soprattutto la celebre Escalera Dorada (1519-23), di eccezionale importanza per l'audace concezione spaziale. Nel retablo della cappella del Connestabile (1523-26), Diego de Siloé collabora con lo scultore francese Felipe Vigarny (o de Borgoña), a Burgos dal 1498, dove importa lo stile italiano in opposizione al tardogotico franco-fiammingo. Burgos possiede un gran numero di chiese gotiche e di edifici civili gotici e rinascimentali (ospedale di S. Juan e casa del Cordón, del sec. XV; arco di S. María, rinascimentale). Nella casa di Miranda (1545) è situato il Museo Arqueológico Provincial. Nei dintorni della città si trova la certosa di Miraflores, iniziata da Juan de Colonia nel 1454 e finita dal figlio Simón nel 1488 in stile gotico fiorito. Presso Burgos si trova anche il monastero cistercense femminile di Las Huelgas, fondato nel 1187 da Alfonso VIII, e la cui chiesa (1203-26) contiene le tombe dei re castigliani del sec. XIII.

Bibliografia

J. A. Gaya, Burgos, Barcellona, 1949; T. López Mata, La ciudad y castillo de Burgos, Burgos, 1949; idem, La catedral de Burgos, Burgos, 1950; J. Perez de Urbel, Burgos, Barcellona, 1959; S. Santiago, La escalera dorada de la Catedral de Burgos, Goya, 47, 1962; M. Dezzi Bardeschi, La cattedrale di Burgos, in Le grandi cattedrali gotiche, Firenze, 1968; R. Bechmann, Le radici delle cattedrali, Genova, 1984.

Media

Burgos.