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Francésco Giusèppe

d'Asburgo-Lorena, imperatore d'Austria e re d'Ungheria (Schönbrunn 1830-1916). Il suo lunghissimo regno segnò il declino della potenza austriaca che vide in Germania il predominio della Prussia mentre venivano sempre più affermandosi le tendenze nazionalistiche dei vari popoli soggetti alla monarchia asburgica. Nipote di Ferdinando I, educato dalla madre Sofia di Baviera a principi autoritari e reazionari, fu presto impegnato in situazioni politiche critiche, come re di un nuovo regno ceco autonomo (preteso nel 1848 dalle minoranze etniche) e come successore al trono del dimissionario imperatore Ferdinando. Ebbe il difficile compito di ristabilire l'autorità austriaca su Germania, Italia e minoranze slave, il che gli riuscì in un primo tempo specialmente grazie all'opera del ministro Schwarzenberg finché l'urgenza della questione orientale (guerra di Crimea), di quella tedesca (crisi dei Ducati e riforma della Confederazione Germanica) e delle pressioni interne non lo portò a un pericoloso isolamento. La sconfitta in Italia (1859) lo spinse ad abbozzare una parziale riforma liberale dell'Impero (Costituzione di febbraio 1861), che però scontentò tutte le minoranze nazionali e fu poi sostituita dall'Ausgleich (1867), che privilegiava e associava le componenti tedesca e magiara dell'Impero. La Prussia risultò vincente sia nei Ducati (1864) sia a Sadowa (1866), sottraendo la Germania all'egemonia austriaca. In Oriente l'Austria entrava in concorrenza diretta con la Russia, già inimicata per l'astensione austriaca dalla guerra di Crimea. Ormai vincolato alla diplomazia bismarckiana, dopo un non convinto tentativo di alleanza antiprussiana con la Francia, Francesco Giuseppe stipulò un patto con la Germania (1879) ed entrò con essa nella Triplice Alleanza (1882); ma i rapporti con le minoranze etniche e la Russia peggiorarono pericolosamente: agli Italiani Francesco Giuseppe non volle dare soddisfazione per le “terre irredente”; del Congresso di Berlino (1878) aveva approfittato per estendere l'egemonia sulla Bosnia-Erzegovina, inimicandosi non solo la Russia, ma anche i ferventi nazionalisti balcanici; ciò, tra l'altro, in contraddizione con i tentativi di accontentare gli Slavi con proposte di riforma federalistica dell'Impero. Fu proprio l'assassinio del nipote Francesco Ferdinando, uno dei pochi convinti sostenitori di queste proposte, a spingere nel 1914 Francesco Giuseppe a intimare un ultimatum alla Serbia, dando così inizio alla prima guerra mondiale, che sarebbe stata fatale all'Austria.

E. C. Conte Corti, H. Sokol, Kaiser Franz Joseph, Vienna, 1965; A. D. Margutti, L'imperatore Francesco Giuseppe, La Spezia, 1991.