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Krasnodar (Territorio)

(Krasnodarskij Kraj). Territorio della Russia sudoccidentale, 76.000 km², 5.096.572 ab. (stima 2006), 67 ab./km², capoluogo: Krasnodar. Confini: Rostov (N), Territorio di Stavropol' (E), Repubblica di Karačajevo-Čerkessia (E), Mar Nero (W), Mar d'Azov (NW); Georgia (S).

Ubicato nella porzione di territorio russo tra il Mar Nero e il Mar Caspio, include nei propri confini la repubblica autonoma di Adygeia. Si estende ai lati del fiume Kuban, occupando a N un bassopiano fertile e stepposo con zone tuttora paludose presso la costa e clima continentale; a S i contrafforti occidentali del Caucaso che scendono ripidi sulla costa del Mar Nero, con un clima mediterraneo che diventa subtropicale nella parte più meridionale. Nel territorio è compreso il Parco nazionale Riserva della Biosfera del Caucaso. La popolazione, russa per l'86%, comprende una forte minoranza armena (5,2%) e numerosi gruppi etnici minori. Città principali, oltre al capoluogo, sono Soči, Novorossijsk, Armavir. § La fertilità del suolo nelle immense pianure del Kuban fornisce al territorio una produzione agricola particolarmente ricca (riso, grano, tabacco, vite); importanti anche l'allevamento (bovini e ovini) e la pesca. Fra le risorse minerali predominano il petrolio, il gas naturale, il carbone e vari metalli (rame, nickel, manganese). È sviluppata l'industria chimica e petrolchimica (Tuapse, Krasnodar), così come la meccanica e la lavorazione del legno; ma il comparto preponderante è quello agroalimentare (Krasnodar, Armavir), il più importante del Paese, che vale al Territorio il titolo di “granaio nazionale”. Crescente rilievo ha l'industria del turismo, principalmente lungo la costa meridionale (Soči). § Nel territorio sono state rinvenute le tracce dei più antichi insediamenti umani sul suolo russo; i Russi tuttavia hanno iniziato a colonizzarlo soltanto nel XVII secolo, principalmente con gli stanziamenti dei cosacchi, i cui discendenti costituiscono ancora ca. un quinto della popolazione. Amministrativamente fu incluso nell'Impero russo togliendolo al Khanato dei Tartari di Crimea e all'Impero ottomano con una lunga serie di guerre fra l'inizio del XVIII e la metà del XIX secolo.

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