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Olivétta San Michèle

comune in provincia di Imperia (59 km), 292 m s.m., 13,84 km², 238 ab. (olivettani), patrono: sant’ Antonio (13 giugno).

Centro situato sul versante destro della bassa valle del fiume Roia, fino al confine con la Francia. Borgo al confine tra i territori della Repubblica di Genova e quelli dei Savoia e via di transito del commercio del sale tra Nizza e il Piemonte, fu feudo dei conti di Ventimiglia (sec. XII) e appartenne ai vescovi di Grasse (sec. XVI). In seguito al trattato di Parigi (1947) il comune subì una rettifica dei confini, cedendo alla Francia parte del territorio e alcune frazioni.§ La parrocchiale di Sant'Antonio, più volte ricostruita soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, conserva dietro l'altare una Crocifissione di Raimondo Barbadirame. Il piccolo borgo rurale di Fanghetto, interessante dal punto di vista architettonico e valorizzato da numerosi restauri, è l'ultima località italiana prima del confine francese. I ruderi del castello di Penna (poi Piena), roccaforte di Ventimiglia e poi di Genova, si trovano in territorio francese (Piène Haute).§ L'agricoltura è rivolta alla coltivazione di olivo e vite, con produzione di olio e vino rossese DOC; sono praticate la raccolta e la distillazione della lavanda. Di rilievo è il movimento turistico, favorito dal vicino valico con la Francia. § L'area è di grande interesse paesaggistico, in particolare il sentiero che porta al rifugio del Gai sul monte Grammondo (1378 m).Vi si parla ancora l'antico provenzale (lingua d'oc).

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