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San Giórgio Maggióre

isola della Laguna Veneta (provincia di Venezia), posta all'imbocco orientale del canale della Giudecca, di fronte al Palazzo Ducale. Deve il proprio nome alla chiesa di San Giorgio, fondata nel sec. X dalla comunità benedettina che si stanziò sull'isola in quell'epoca, fondando un monastero, che acquisì importanza nel corso dei secoli, tanto da ospitare nel 1800 il conclave che elesse Pio VII papa, ma venne soppresso nel 1806. § Notevole è il complesso monumentale dell'ex monastero e dell'annessa chiesa di San Giorgio. Il monastero è costituito dal cinquecentesco chiostro con la sala capitolare e dal dormitorio dei sec. XV-XVI, costruzioni di G. Buora, e dal refettorio, ideato da A. Palladio, cui si deve anche il progetto del chiostro dei Cipressi; notevole è anche l'elegante scalone che conduce al piano superiore e la biblioteca, realizzati da B. Longhena. La chiesa di San Giorgio, riedificata a partire dal 1566 da Palladio e completata da V. Scamozzi, ha la facciata classicheggiante; custodisce, tra le altre opere d'arte, l'Ultima cena del Tintoretto, San Giorgio uccide il drago di V. Carpaccio e un bellissimo coro ligneo. § Nei locali del monastero ha sede dal 1951 la Fondazione Giorgio Cini, istituita dal conte Vittorio Cini in memoria del figlio.

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