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dispnèa

sf. [sec. XIX; dal greco dýspnoia]. Disturbo del ritmo e della profondità del respiro che si manifesta soggettivamente con una penosa sensazione di fame d'aria e con la percezione di dover effettuare un importante impegno muscolare per poter respirare. L'entità della dispnea dipende dalla discrepanza tra l'entità della ventilazione richiesta dalle condizioni fisiologiche dell'individuo (riposo, esercizio, lavoro, ecc.) e la capacità dei suoi polmoni e del torace di permettere tale ventilazione in maniera adeguata. La dispnea può essere associata a malattie dell'apparato respiratorio di tipo ostruttivo (asma, bronchite, difterite, laringite) o di carattere alveolo-interstiziale (polmoniti, tumori, malattie croniche, quali tubercolosi, sarcoidosi, pneumoconiosi); talora è prodotta da alterazioni della parete toracica o dei muscoli respiratori (traumi, fratture delle coste, lesioni della colonna vertebrale, pneumotorace, miopatie), da intossicazioni esogene o squilibri metabolici (coma diabetico, coma uremico), da disturbi nervosi e vascolari, da insufficienza cardiaca, da grave anemia, eccetera. Tra le più importanti dispnee si possono ricordare in particolare: dispnea cardiaca, legata a patologie del cuore, soprattutto all'insufficienza cardiaca, al rallentamento della circolazione e alle conseguenti acidosi e ipossia dei centri respiratori. In caso di scompenso cardiaco congestizio si può avere la dispnea parossistica notturna, caratterizzata da intensa fame d'aria che costringe il paziente a sedersi sul letto o ad alzarsi per riprendere fiato; dispnea centrale, da lesioni cerebrali (per esempio emorragia); dispnea fisiologica, associata all'esercizio fisico; dispnea funzionale, non legata a patologie specifiche, né all'attività fisica, ma associata a stati d'ansia. Si tratta a volte di un'iperventilazione continua che può portare anche ad alcalosi respiratoria, altre volte è caratterizzata da atti respiratori profondi e sospirosi che si ripetono a intervalli (dispnea sospirosa). Dispnea polmonare, può essere restrittiva, da ridotta compliancedei polmoni o della gabbia toracica (fibrosi polmonare, poliomielite), od ostruttiva, da aumentata resistenza delle vie aeree (enfisema ostruttivo, asma bronchiale). Il meccanismo fisiopatologico con cui si produce la sensazione di dispnea non è conosciuto: le teorie avanzate si basano su un sovraccarico del centro respiratorio, sull'aumento delle resistenze passive nel lavoro respiratorio, sull'eccessiva stimolazione dei recettori intrapolmonari.

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