Questo sito contribuisce alla audience di

distribuzióne (impiantistica)

Guarda l'indice

Definizione

Erogazione di acqua, gas ed energia elettrica attraverso appositi impianti che devono rispondere a criteri di utilizzazione diversi impiegando varie modalità tecniche e materiali di tipo differente.

Impianti di distribuzione idrica

"Per la distribuzione idrica vedi schemi al lemma del 7° volume." Gli impianti di distribuzione interna dell'acqua negli edifici "Per la distribuzione idrica vedi gli schemi alla pagina 290 dell’8° volume." , serviti dall'acquedotto pubblico, sono costituiti sostanzialmente da tubi orizzontali, detti distributori, posti al piede dell'edificio, collegati a tubi verticali, detti colonne (montanti o discendenti, secondo che l'acqua vi salga o vi scenda), e da tubi orizzontali di minor diametro detti anch'essi distributori, che, collegati alle colonne, servono i singoli rubinetti di utilizzazione; in taluni tipi di distribuzione i tubi orizzontali sono disposti in maniera da formare una cintura o rete o anello. In prossimità delle intersezioni tra i vari elementi sono disposti i diversi rubinetti (per la presa, la sezionatura delle acque nelle singole colonne, la selezione da queste ai singoli apparecchi d'uso); le colonne montanti terminano superiormente in un vaso di espansione che serve a evitare gli sbalzi repentini di pressione, quindi il fenomeno del colpo d'ariete e la formazione di rumori molesti. Gli schemi fondamentali di impianto di distribuzione sono: a colonne montanti, a ciclo aperto o chiuso; a pioggia, con serbatoio o semplice. I tubi generalmente usati per le condutture di alimentazione sono in acciaio dolce zincato, in rame o materiale plastico (PVC, polietilene ad alta densità o polietilene reticolato). Per quelli di scarico è ormai generalizzato l'uso del PVC. Nelle costruzioni moderne i tubi di alimentazione dell'acqua, sia fredda che calda, e quelli dell'impianto di riscaldamento, sono incorporati nei muri e nei massetti di sottofondo dei pavimenti. Fanno eccezione le colonne montanti e quelle di scarico delle abitazioni plurifamiliari che si sviluppano su molti piani, che sono alloggiate in apposite cavità dei muri perimetrali: ad esse fanno capo i locali nei quali è maggiore il consumo di acqua (cucine e bagni). I tubi di alimentazione in rame o materiale plastico sono coibentati con un manicotto isolante, che evita la dispersione del calore nei tubi di adduzione dell'acqua calda e la formazione di condensa su quelli dell'acqua fredda; e consente il libero scorrimento del tubo, in caso di dilatazione termica (notevole soprattutto nei tubi degli impianti di riscaldamento) in modo da evitare rumori fastidiosi che essi provocherebbero se fossero a contatto diretto con la muratura. La coibentazione fornisce una certa protezione contro il gelo anche in caso di temperature inferiori allo zero; nelle case di montagna che restano disabitate per lunghi periodi è comunque consigliabile installare, in posizione opportuna, dei rubinetti atti a svuotare completamente le tubazioni. L'erogazione dell'acqua può avvenire a contatore, con utilizzazione di una quantità qualsivoglia d'acqua fino a un massimo dipendente dalla pressione nella rete pubblica, oltreché evidentemente dalle dimensioni delle tubazioni di presa, oppure a bocca tassata o a lente idrometrica (sistema usato nelle zone dove vi siano difficoltà di approvvigionamento idrico), con utilizzazione di una quantità d'acqua prefissata, a mezzo di serbatoi, per ogni utente.

Impianti di distribuzione del gas

Nelle abitazioni si utilizzano colonne montanti, munite alla base di rubinetti di intercettazione. I tubi, di acciaio dolce zincato, non devono mai essere incorporati nelle pareti, non devono essere soggetti a sollecitazioni meccaniche, e devono distare almeno 3 cm da condutture elettriche. È consigliabile installare i contatori all'esterno dell'abitazione, e assicurare una buona ventilazione dei locali dove sono installati gli apparecchi di utilizzazione.

Impianti di distribuzione dell'energia elettrica

Gli impianti di distribuzione dell'energia elettrica comprendono la parte di rete elettrica che va dalle sottostazioni ricevitrici, situate nei pressi dei centri di utilizzazione (alle quali fanno capo le linee di trasmissione ad alta tensione), fino ai singoli utenti, i quali possono richiedere potenze concentrate o distribuite, a tensioni differenziate. Dalle ricevitrici si dipartono cavi sotterranei (nei centri urbani e industriali) o linee aeree (verso le zone rurali) a tensioni che vengono dette “medie” e che sono di solito comprese tra 9000 e 23.000 V. Queste condutture vanno a sottostazioni di rilevante potenza, dove, mediante trasformatori, la tensione viene abbassata a valori di ca. 3000 V. Da tali sottostazioni si dipartono altri cavi sotterranei o aerei che giungono alle cabine elettriche, dove altri trasformatori abbassano la tensione ai valori normali per piccole utenze (220/380 V). Da questi trasformatori si dipartono i cavetti che portano l'energia ai singoli utenti. In qualche caso, per esempio per la trazione elettrica, alle sottostazioni giunge energia alla tensione di 15.000 o di 9000 V che, abbassata e raddrizzata, viene convogliata alla rete di alimentazione in corrente continua a 600 o a 3000 V. In altre applicazioni industriali si utilizza energia ad alta tensione (3000 V o più) per forni siderurgici o altri impianti. All'interno degli edifici plurifamiliari la distribuzione alle varie unità di abitazione parte da un locale dove sono installati tutti i contatori (in modo da renderne possibile la lettura anche in caso di assenza degli utenti); ogni contatore è munito di un interruttore automatico tarato e piombato in modo da impedire l'utilizzazione di correnti superiori a quella stabilita per contratto. Di qui partono le varie linee, che, oltre a raggiungere le unità abitative, alimentano anche i rispettivi servizi (cantine e autorimesse). All'ingresso di ogni unità la linea fa capo ad un quadro, munito di un interruttore generale (generalmente a scatto automatico magnetotermico) tarato in modo da intervenire, in caso di corto circuito o di eccesso di assorbimento, prima di quello posto presso il contatore. Nei moderni impianti di distribuzione è sempre installato anche un interruttore differenziale.