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marinismo

sm. [dal nome di G. Marino]. Particolare atteggiamento artistico e letterario di G. Marino, che venne seguito dai discepoli e costituì una vera maniera in successivi imitatori italiani e stranieri. In complesso, con tale denominazione si intese definire, dietro il prestigioso nome dell'autore dell'Adone, il singolare aspetto italiano del secentismo, valutato come fenomeno europeo (di solito considerato nell'area della letteratura e dell'arte barocca). In modo precipuo il marinismo italiano è stato giudicato come movimento originario e propulsore di consimili atteggiamenti, quali il preziosismo in Francia, il gongorismo in Spagna e l'eufuismo in Inghilterra: e, questo, nell'ambito del Rinascimento e nel culto della forma artistica o letteraria intesa come fine a se stessa. Famose sono alcune immagini delle rime di Marino e dello stesso Adone, e degne di interesse le invenzioni dei discepoli del poeta che volle essere interprete e guida del tempo suo: Achillini (famigerato anche per una citazione de I promessi sposi), Artale, Fontanella, Ciro di Pers e altri. La maniera di Marino più che vizio divenne tendenza a innovazioni sempre maggiori. Alla freddezza della tradizione classicistica si oppose un metodo che degli artifici faceva un vanto. Poeti come Salomoni e Preti finirono con l'imporre a loro volta ai lettori un gusto raffinato e astruso che, nella finzione letteraria, ricreava la natura e finiva in arguzie. E forse di tutti i marinisti Artale coi sonetti della Maddalena (“Bagnar coi Soli e rasciugar coi fiumi”) e della pulce (“Lieve d'ebeno star fèra mordente”) è il più rappresentativo.

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