La Guerra del Golfo spiegata in modo semplice

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Dall’invasione del Kuwait alle bombe su Baghdad, fino alla resa dell’Iraq: le cose da sapere sul conflitto che nel 1991 tenne gli italiani incollati alla tv.

La Guerra del Golfo, combattuta tra il 1990 e il 1991 tra l’Iraq di Saddam Hussein e una coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti, è stata anche la prima ad essere quasi interamente coperta dalla televisione. Le immagini delle bombe su Baghdad, trasmesse dai Tg, sono rimaste nell’immaginario collettivo: ma sono state solo la parte finale di un conflitto che, per un certo periodo, è stato soprattutto diplomatico. Le cose da sapere sulla Guerra del Golfo (dal 2003 nota anche come “prima guerra del Golfo”, visto che in quell’anno è scattata una seconda operazione Usa contro l’Iraq).

Il contesto storico

La Guerra del Golfo scoppia in un momento storico di grande tensione, in una parte del mondo non nuova a conflitti in tempi recenti. Iran e Iraq sono state in guerra per quasi tutti gli Anni 80, con Baghdad supportata da Washington. Nel frattempo sono diventati tesi i rapporti tra l’Iraq di Saddam Hussein e Israele, così come tra Usa e l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, guidata da Arafat. Ma, soprattutto, l’Iraq sta attraversando una forte crisi finanziaria e guarda con interesse al petrolio del Kuwait.

Quando scoppia la Guerra del Golfo

Anche se le operazioni militari da parte della coalizione cominciano nel 1991, la data di inizio della Guerra del Golfo può essere considerato il 2 agosto 1990. È infatti in questo giorno che l’Iraq invade il piccolo emirato del Kuwait, fatto che si rivela il casus belli del conflitto.

Perché

Terminato il conflitto con l’Iran, l’Iraq si trova una pesante situazione finanziaria a causa delle spese sostenute: non è infatti in grado di ripagare il debito concesso durante la guerra proprio dal Kuwait, che viene tra l’altro accusato di inflazionare volutamente il mercato del petrolio, proprio per danneggiare l’economia irachena. Baghdad inizia così un'articolata campagna di rivendicazioni economiche e territoriali nei confronti dell'emirato del Kuwait, a cui segue l’invasione dell’emirato.

Quali furono i Paesi coinvolti

A supportare l’Iraq nel conflitto sono lo Yemen e l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Della coalizione composta da 35 Stati formatasi sotto l'egida dell'Onu e guidata dagli Stati Uniti fanno parte diversi Paesi europei: Regno Unito, Francia, Italia, Spagna, Grecia, Danimarca, Belgio, Paesi Bassi, Polonia, Cecoslovacchia e Ungheria. Ma ci sono anche vari Stati della Lega Araba. All’interno della coalizione sono compresi poi Pakistan, Canada, Australia, oltre che altri Stati minori.

Gli eventi principali

Ecco gli eventi principali della Guerra del Golfo, iniziata di fatto il 2 agosto con l’invasione del Kuwait da parte delle truppe irachene, terminata in poche ore con l’arrivo nella capitale Kuwait City. L’8 agosto l’Iraq proclama l’annessione dell’emirato.

L’operazione Desert Shield

Il 7 agosto 1990 gli Stati Uniti e le altre nazioni della coalizione danno il via all’operazione Desert Shield, che durerà fino alla mezzanotte del 16 febbraio 1991: a chiedere che venga messa in atto è l’Arabia Saudita, preoccupata dalla possibilità che l’Iraq possa attaccare. Desert Shield, come suggerisce il nome, punta a creare uno “scudo” di protezione. Nel giro di poche settimane, la macchina logistica militare internazionale trasporta nel deserto saudita oltre 650 mila soldati alleati, più migliaia di carri armati e altri mezzi. Durante l’estate e l’autunno successivo, la battaglia resta però diplomatica.

La risoluzione Onu

Il 29 novembre 1990 il consiglio di sicurezza Onu vota la risoluzione 678, dove per la prima volta viene fatto esplicito riferimento alla possibilità dell’impiego degli eserciti della coalizione internazionale contro l’Iraq. Arriva anche l’ultimatum: le truppe irachene devono lasciare il Kuwait entro il 15 gennaio 1991.

Conseguenze della guerra del Golfo

La Guerra del Golfo è stata la più grande operazione militare dopo la Seconda guerra mondiale: ecco le sue conseguenze.

L' operazione Desert Storme

Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio 1991, a oltre 24 ore dalla scadenza dell’ultimatum, scatta l’operazione Desert Storm: gli abitanti di Baghdad vengono svegliati dalla sirene antiaeree e iniziano i bombardamenti della capitale irachena, in quella che èl’offensiva militare più imponente dal 1945. I telespettatori possono seguire in diretta il conflitto, che porta alla distruzione di mezzi militari iracheni, infrastrutture, edifici civili. Dopo più di un mese di bombardamenti aerei l’Iraq è allo stremo.

L’ operazione Desert Sabre

Il 24 febbraio notando le difficoltà irachene, la coalizione decide di lanciare l’operazione Desert Sabre, che con un’azione viaterra mira a prendere Kuwait City. L’operazione, ha successo: il 28 febbraio il presidente statunitense Bush annuncia il cessateil fuoco e, poche ore dopo, dichiara la liberazione del Kuwait e la fine della Guerra del Golfo.

Le perdite umane

Nel corso della Guerra del Golfo perdono la vita circa 1.000 soldati della colazione e oltre 20 mila militari iracheni (c’è chi ritiene oltre 30 mila). Numerose le vittime tra i civili: nei bombardamenti perdono la vita più di 3.500 iracheni e un migliaio di kuwaitiani. Il 13 febbraio 1991, alcuni missili centrano a Baghdad un rifugio antiaereo: secondo le autorità locali, sono più di 400 i civili morti. E per quanto riguarda i soldati iracheni, il 27 febbraio, durante la ritirata delle truppe di Saddam, un convoglio composto da più di 1.500 veicoli viene bersagliato da aerei Usa lungo l’autostrada che collega Kuwait City con Bassora.

I soldati sopravvissuti

Molti soldati della coalizione, una volta rientrati in patria, sviluppano problemi di salute: il fenomeno diventa noto come “Sindrome della Guerra del Golfo”. E c’è anche chi rientra con traumi psicologici: sono numerosi i prigionieri di guerra sottoposti ad abusi, come testimoniano le immagini trasmesse dalla tv di Baghdad. Tra i soldati fatti prigionieri anche due italiani, ovvero il maggiore Gianmarco Bellini e il capitano Maurizio Cocciolone, catturati dopo essere stati abbattuti dalla contraerea irachena.

Gli effetti dell'uranio impoverito

Nella Guerra del Golfo viene fatto uso di uranio impoverito, utilizzato nei proiettili perforanti e nelle munizioni dei cannoni: si tratta di un metallo pesante altamente tossico, responsabile di molti problemi di salute sia nei soldati angloamericani sia nelle popolazioni civili. Nel corso degli anni nella zona è aumentato il tasso di malformazioni alla nascita, mentre in Iraq cresceva il numero di casi di leucemia e linfomi.

Le conseguenze politiche ed economiche

A livello politico, dopo la guerra Saddam Hussein rimane al potere, ma esce ridimensionato dal conflitto. L’Iraq, a cui sono impose due no fly zone (nelle province curde e sciite, nemiche del rais) viene costretto a rinunciare alle armi di distruzione di massa e ai missili a medio-lungo raggio. Al contrario, appena finita la Guerra Fredda, gli Stati Uniti rinsaldano lo status di superpotenza grazie a questo conflitto. E diversi Paesi della regione acconsentono a ospitare basi militari Usa.

Film sulla Guerra del Golfo

Nel 1996 esce Il coraggio della verità, film sulla Guerra del Golfo con Denzel Washington protagonista. Lo stesso attore nel 2004 interpreterà poi un veterano del conflitto in The Manchurian Candidate. Nel 1999 arriva nelle sale Three Kings, commedia con George Clooney, Mark Wahlberg e Ice Cube. Poi nel 2005 è la volta di Jarhead, con Jake Gyllenhaal, tratto dall'omonima autobiografia dell'ex-marine Anthony Swofford, inviato in missione in Kuwait durante la prima Guerra del Golfo.