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L'arte del '600 e del '700

Architettura e scultura italiane del primo Settecento

Il panorama dell'architettura e della scultura agli inizi del Settecento si presenta differente nelle varie regioni. A Caserta i Borbone fecero costruire la reggia sul modello di Versailles; venne iniziata (1751) dal napoletano Luigi Vanvitelli (1700-1773) e continuata alla sua morte (1773) dal figlio Carlo (1739-1821), al quale si deve il progetto del parco e il complesso di fontane, cascate e vasche con gruppi scultorei decorativi. La reggia è costituita da un grande corpo centrale rettangolare, che racchiude al suo interno quattro cortili uguali, è strutturata in modo regolare e geometrico, ma rimane pur sempre di gusto rococò nell’impostazione scenografica e nella ricerca dell’effetto sorpresa.

In Sicilia, soprattutto a Palermo, un importante scultore fu Giacomo Serpotta (1656-1732), abile stuccatore, autore di mirabili decorazioni in chiese e oratori (Oratorio di S. Zita, 1711; chiese di S. Francesco e S. Agostino, 1723-28).

In Lombardia si sviluppò una brillante architettura rococò a Milano (chiese di S. Maria della Salute, 1708, e di S. Francesco di Paola, 1728; i palazzi Trivulzio, 707-1713, Cusani, 1719, e Sormani-Andreani, 1736), a Lodi (palazzo vescovile di G.A.Veneroni, 1730 e chiesa e palazzo di S. Filippo), e a Mantova con il Teatro Scientifico (1769), caratterizzato da una scenografia sfarzosa ed esuberante, opera degli architetti-scenografi Bibiena.

 

Filippo Juvara in Piemonte

Ma fu il Piemonte che attuò con Juvara una svolta nell'architettura. Filippo Juvara (Messina 1678 - Madrid 1736) arrivò a Torino (1714) chiamato da Vittorio Amedeo II di Savoia. La sua influenza si esplicò nelle grandi realizzazioni architettoniche, ma anche attraverso il controllo delle commissioni reali sulla decorazione degli interni e sulle arti minori. Prima tappa fu la Basilica di Superga (1717-31), in cui svolse il tema prediletto dell'impianto centrico, a croce inscritta in un ottagono; all'esterno i diversi elementi architettonici (pronao, cupola, campanili) concorrono all'estrema leggerezza di tutta l'opera, la cui forte orditura scenografica è sentita come elemento caratterizzante il paesaggio. Nell'ultima grande opera in Piemonte, la palazzina di caccia di Stupinigi (1729-31), capolavoro della maturità, la luce, usata con funzione strutturale e scenografica insieme, diventa elemento fondamentale d'individuazione degli spazi architettonici interni, dei volumi e delle superfici esterne, dell'inserimento dell'organismo architettonico nel paesaggio e perfino della distribuzione degli ornamenti. Nel 1735 progettò in Spagna il Palazzo Reale di Madrid per Filippo V.

 

Il Settecento romano

Il Settecento romano s'ispirò ancora alla tradizione di Bernini e Borromini. Nell'architettura civile, caratterizzata spesso da una piacevole misura come la Piazzetta di S. Ignazio del napoletano Filippo Raguzzini (1680-1771), vanno ricordati il Palazzo Doria al Corso, dall'elegante facciata, e l'armonico Palazzo della Consulta (1732-35) del fiorentino Ferdinando Fuga (1699-1781). Fra gli edifici religiosi meritano citazione la ricca facciata di S. Maria Maddalena del marchigiano Giuseppe Sardi (1680-1753), la facciata di S. Giovanni dei Fiorentini del fiorentino Alessandro Galilei (1691-1736) e la chiesa e l'ospedale di S. Gallicano, del Raguzzini. Le due più celebri realizzazioni della prima metà del secolo furono tuttavia la Scalinata di Trinità dei Monti (1721-25), opera di Alessandro Specchi (1668-1729) e Francesco de Sanctis (1693-1740), e la Fontana di Trevi (1732-62), realizzata su progetto di Nicola Salvi (1697-1751).

 

Il Settecento veneto

L'architettura non presenta manifestazioni d'importanza pari a quelle precedenti, anche se vanno ricordate figure di notevole livello come il palladiano Girolamo Frigimelica-Roberti (1653-1732), autore di Villa Pisani a Stra. È l'architettura di villa, iniziata nel Cinquecento da Palladio, la massima gloria del Settecento veneto, che arricchì la campagna di costruzioni classicheggianti. La scultura tardobarocca, dai modi piacevoli e decorativi, è rappresentata da Giovanni Maria Morlaiter (1699-1781), di gusto berniniano, e dal bellunese Giovanni Marchiori (1696-1778). In architettura il veneziano Giovanni Antonio Scalfarotto (1700-1764) anticipò tendenze del neoclassicismo: la sua opera principale è la chiesa dei SS. Simeone e Giuda, detta S. Simeon Piccolo (1718-38, Venezia).

 

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