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Il novecento

Il frammetismo espressionistico di Federigo Tozzi

Federigo Tozzi (1883-1920) è uno dei più significativi autori del Novecento, narratore di grande originalità.

La vita e le opere

Esasperato dai continui scontri con il padre, che non accettò mai la sua attività letteraria, Tozzi visse in miseria i primi anni del secolo tra la natia Siena e Roma. Nel 1908 ottenne un impiego a Pontedera presso le ferrovie, ma l'anno successivo, morto il padre e divenuto erede di una discreta fortuna, si licenziò, sposò Emma Palagi, e si trasferì nel podere di Castagneto. Per alcuni anni, in relativa tranquillità, collaborò con riviste minori; compose testi poetici (La zampogna verde, 1911; La città della Vergine, 1913) e compilò l'Antologia d'antichi scrittori senesi (Dalle origini a Santa Caterina) (1913). Passato da un'iniziale simpatia verso il socialismo a un acceso spiritualismo animato da un cattolicesimo reazionario, fondò con l'amico scrittore Domenico Giuliotti (1877-1956), la rivista "La Torre" (1913), che si autodefinì l'"organo della reazione cattolica". Per la cattiva amministrazione del patrimonio in breve dovette vendere il podere e trasferirsi (1914) con la moglie e il figlio Glauco a Roma, dove pubblicò i brevissimi racconti di Bestie (1917), che gli aprirono la strada alla collaborazione con varie riviste. In pochi anni scrisse le opere più importanti: romanzi, novelle e testi teatrali, in gran parte già abbozzati precedentemente. Prima della morte, a Roma, pubblicò i romanzi Con gli occhi chiusi (1919) e Tre croci (1920). Postumi furono pubblicati le novelle Giovani, L'amore, Ricordi di un impiegato (tutte nel 1920), Il podere (1921) e l'incompleta Gli egoisti (1923), il romanzo epistolare Novale (1925), costituito dalle lettere inviate alla fidanzata.

Tematiche e stile

L'arte di Tozzi trae origine dalla rappresentazione di una materia fortemente autobiografica, fatta di ricordi ancora dolorosi, di fobie, di pulsioni profonde che attraversano il suo animo. Tema del primo romanzo, Con gli occhi chiusi, forse l'opera migliore, è l'iniziazione sentimentale ed erotica di un adolescente e presenta infiniti punti di contatto con la vita dell'autore. L'ambiente è una Siena opprimente, che fa da sfondo anche alla drammatica storia dei tre fratelli librai protagonisti inetti, meschini e sventurati di Tre croci, e il podere di Poggio de'Meli, tanto simile al reale fondo agricolo di Castagneto che è al centro del terzo romanzo, Il podere, potente e desolata confessione dell'incapacità di amministrare, di scegliere e quindi di vivere dell'autore. Tutto questo contenuto esistenziale (e quello al centro dei Ricordi di un impiegato o presente in maniera quasi urlata nei frammenti di Bestie) si trasforma sulla pagina in una scrittura personalissima che si mantiene nella struttura dei periodi, nei costrutti verbali, negli aspetti fonetici vicino all'andamento della lingua parlata, ma acquista nell'insieme una grande carica espressionistica grazie al taglio con cui l'autore osserva le cose e avverte in esse il riflesso del proprio disagio esistenziale.

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