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British Museum

museo nazionale britannico (Londra). Nel 1753 il Parlamento inglese istituì un collegio di conservatori per curare le immense collezioni di libri, antichità e curiosità naturali acquistate dal governo per 20 mila sterline dal medico sir Hans Sloane, bibliofilo e collezionista. Esse furono unite alla raccolta Cotton, già aperta al pubblico nel 1707, e alla Harleian Collection of Manuscripts, formata dai due conti di Oxford Edward e Robert Harley e acquistata nello stesso anno per 10.000 sterline. Nel 1755-56 questo primo nucleo venne trasferito alla Montague House e nel 1759 aperto al pubblico col nome di British Museum. Il vistoso accrescimento delle collezioni, tra la fine del secolo e gli inizi del successivo, e della biblioteca determinò ulteriori ampliamenti. Originariamente era organizzato in tre dipartimenti: libri a stampa, manoscritti, antichità e storia naturale. Attualmente vi sono sei dipartimenti per il museo delle antichità (antichità egizie, medio-orientali, greco-romane, preistoriche e romano-britanniche, medievali, orientali); uno per stampe e disegni; uno per monete e medaglie; uno per l'etnografia; le collezioni di storia naturale furono portate a Kensington nel 1881, mentre la biblioteca è stata integrata, dal 1972, nella British Library, della quale costituisce il settore consultazione. § Il gabinetto delle stampe, con i suoi 7 milioni di pezzi, è il più importante del mondo. Vi si trovano l'opera grafica completa di Schongauer, di Dürer, di Luca da Leida; la maggiore raccolta esistente di Primitivi, soprattutto italiani; tutte le incisioni di Rembrandt in tutti gli stadi. Eccezionale è pure la raccolta dei disegni: spiccano i disegni di Michelangelo e quelli di Dürer, Raffaello, Leonardo, Rembrandt, Rubens, Watteau; i disegni emiliani, quelli veneti (Canaletto), quelli della scuola inglese (tra cui i celebri acquerelli di Turner). § La sezione delle antichità egizie comprende mummie, corredi funebri e soprattutto sculture, il cui nucleo è costituito dal materiale tolto ai Francesi nel 1801 alla capitolazione di Alessandria. Il pezzo più popolare è la stele di Rosetta, che permise di decifrare la scrittura egiziana. La sezione delle antichità dell'Asia Anteriore comprende materiale sumero e babilonese (stendardo di Ur, statua di Gudea di Lagaš, tavole bronzee a rilievo da Al-Ubaid), assiro (il Leone e la leonessa feriti da Ninive), ittita, fenicio, siriano, cartaginese. La sezione delle antichità greche e romane è tra le più importanti del mondo per l'eccezionale qualità delle opere conservate. Oltre alle notevoli raccolte di ceramiche dei diversi stili, basterà ricordare i cosiddetti Elgin Marbles (marmi trasferiti in Inghilterra tra il 1802 e il 1812, da Thomas Bruce conte di Elgin, ambasciatore presso il sultano) provenienti dall'Acropoli di Atene: dal Partenone provengono i rilievi della Processione delle Panatenee di Fidia (si tratta dei pannelli del fregio che correva intorno alla cella del tempio), le sculture del frontone est, del frontone ovest e le metope raffiguranti la Centauromachia, opera di Fidia e della scuola; dal tempietto di Athena Nike di Callicrate proviene il fregio con la Lotta tra Greci e Persiani. Vanno ricordate inoltre le sculture del monumento sepolcrale di Mausolo ad Alicarnasso (tra le quali i rilievi dell'Amazzonomachia), le sculture del celebre Artemísion di Efeso, la Demetra di Knidos e l'Apollo Stangford. La sezione medievale comprende materiale paleocristiano, bizantino, germanico, francese e soprattutto anglosassone, tra cui il tesoro di Sutton Hoo, trovato nel 1939 in un vascello affondato. Le sezioni dell'arte orientale comprendono terrecotte, bronzi, ceramiche, porcellane, sculture, lacche, sete, pitture cinesi, sculture indiane di Gandhara, Orissa, Amaravati, sculture giavanesi della collezione Raffles; ceramiche, metalli e avori islamici. Oltre alla sezione di monete e medaglie, ricca di pezzi di valore, quella etnografica comprende, tra l'altro, le opere d'arte delle civiltà precolombiane e le splendide teste di bronzo di Ife e di Benin in Nigeria. Nel 2000 lo studio Foster and Partners ha realizzato un'immensa cupola sopra la Great Court, il grande cortile quadrato al centro del museo, facendone la più grande piazza coperta d'Europa. La struttura in acciaio sostiene 1656 pannelli di vetro, tutti diversi per forma e dimensione.

Bibliografia

A. E. Popham, Ph. Pouncey, Italian Drawings in the Department of Prints and Drawings in the British Museum, The 13th and 14th Centuries, 2 voll., Londra, 1950; J. Wilde, Michelangelo and His Studio, Londra, 1953; G. Grigson, Art Treasures of the British Museum, New York, 1959; Guide to the British Museum, Londra, 1961; A. E. Popham, Italian Drawings, Artists Working in Parma in the 16th Century, Londra, 1967; A. Hobson, The great Libraries, Londra, 1970; J. Rawson, Chinese Bronzes, British Museum, Londra, 1987; Autori Vari, Trustees of the British Museum “Ukiyo-e”, Londra, 1988.

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