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dòrico

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Lessico

agg. e sm. (pl. m. -ci) [sec. XV; dal latino Dorícus, che risale al greco Dōrikós]. Relativo all'antica popolazione greca dei Dori; dialetto dorico, il complesso degli antichi dialetti greci oggi detti anche occidentali; ordine dorico, ordine architettonico classico.

Linguistica

Il dorico comprende la maggior parte dei dialetti del Peloponneso con le loro colonie: laconico (che sopravvive in parte nell'odierno dialetto zaconico), con le colonie di Taranto ed Eraclea nell'Italia meridionale; messenio, argivo ed eginetico, corinzio con le colonie di Corcira e Siracusa; megarese con le colonie di Selinunte, Megara Iblea e Bisanzio; e inoltre il cretese, il rodio con le colonie di Gela e Akrágas, il dialetto delle isole di Melos e Thera con la colonia di Cirene, e altri dialetti di isole minori. A questi dialetti, che costituiscono il dorico in senso stretto o dorico meridionale, alcuni studiosi aggiungono un altro gruppo di dialetti, il cosiddetto dorico settentrionale, che altri, tuttavia, considerano gruppo a sé, quello dei dialetti nord-occidentali. Questi sono: il focese e il delfico, il locrese, il dialetto degli Eniani, quello dell'Etolia, dell'Acarnania, dell'Epiro, l'acheo con le colonie di Metaponto, Sibari e Crotone, l'eleo. Questi dialetti sono soprattutto noti attraverso una documentazione epigrafica più o meno abbondante e più o meno antica, secondo i singoli dialetti. Le principali caratteristiche dei dialetti dorici sono: la conservazione di -ti e -nti che negli altri dialetti si assibilano in -si e -nsi (dídōti egli dà, invece di dídōsi); la desinenza -mes di 1 persona plurale invece di -men (heurískomes, noi troviamo, invece di heurískomen); il cosiddetto futuro dorico (práxô, farò, in luogo di praxō), le forme di nominativo plurale maschile e femminile del pronome dimostrativo-articolo toí, taí (tranne che nel cretese centrale) in luogo di hoi, hai; il genitivo plurale della I declinazione in -ân anziché in -ôn (politân, dei cittadini, in luogo di politôn); la conservazione di ā che in ionico-attico diventa ē (máter, madre, ionico-attico mḗtēr).

Musica

Modo dorico, nella teoria musicale greca, successione diatonicadiscendente di otto suoni, formata da due tetracordi comprendenti due toni e un semitono tra il terzo e il quarto suono; convenzionalmente si fa corrispondere tale modo all'ottava che va da mi a mi. Nei modi ecclesiastici medievali è il nome dato al primo modo autentico, che va da re a re, e ha come finalis re e come repercussio la (vedi modalità).

Bibliografia (per la linguistica)

V. Pisani, Manuale storico della lingua greca, Firenze, 1947; G. B. Bonino, Dialetti greci, Milano, 1979; D. Musti, Le origini dei Greci. Dori e mondo egeo, Roma-Bari, 1985.