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cervèllo

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Lessico

sm. (in loc. com. si usa anche il pl. f. cervèlla, per lo più in senso proprio) [sec. XIV; latino cerebellum, dim. di cerĕbrum].

1) La parte anteriore e superiore dell'encefalo , corrispondente a quella che si sviluppa dal prosencefalo embrionale; per estensione, bruciarsi, farsi saltare le cervella, uccidersi sparandosi nel cranio.

2) Nell'uso comune, l'encefalo stesso, specialmente quando si parla di animali macellati: un cervello di manzo, di maiale; impanare le cervella In particolare, in gastronomia, il cervello e/o il cervelletto commestibile di vari animali, specialmente di bue, agnello e capretto. Costituisce un alimento apprezzato, di gusto delicatissimo, nutriente e, se semplicemente bollito e condito con limone, assai digeribile. Fa in genere parte dei fritti misti (cervello e zucchine, cervello e animelle, cervello e carciofi). Si preparano anche degli squisiti bigné di cervella.

3) Con varie accezioni fig.: A) intelletto, mente; intelligenza; senno, ragione: uomo di poco, di molto cervello; di cervello fino; un ragazzo senza cervello, che ha poco senno; avere il cervello di una gallina, di un pulcino, essere di modestissima intelligenza e di poco buon senso (con lo stesso senso avere il cervello nei piedi); uscire di cervello, impazzire (in questo senso anche la loc. impers. dar di volta il cervello a qualcuno); essere, tornare in cervello, in senno. Anche con il senso scherzoso di capo, testa: lambiccarsi il cervello, aguzzare l'ingegno, industriarsi intorno a un problema; avere il cervello nelle nuvole, essere molto distratto; avere il cervello a far qualche cosa, essere molto attento, disposto a fare una cosa; pensare, agire col proprio cervello; dare al cervello, sconvolgere, turbare; c'è da perderci il cervello, riferito a problemi di soluzione difficile. Proverbio: “chi non ha cervello metta gambe”. B) Inclinazione naturale, indole, mentalità, umore: “non gli dispiacciono anche gli animosi, quando gli conosce di cervello quieto” (Guicciardini); i cervelli sono tanti quanti sono gli uomini; anche riferito alle persone stesse: cervello bislacco, capriccioso. C) Mente direttiva di un'organizzazione: il cervello del partito; “il cervello della rivoluzione” (Stuparich); per estensione, anche persona di facoltà eccezionali: “il cosiddetto... trust dei cervelli” (E. Cecchi).

4) Cervello elettronico, denominazione giornalistica, ormai in disuso, di elaboratore elettronico; cervello volante, denominazione talvolta usata per la radioguida da terra di aerei in volo.

5) In architettura: cervello di una volta, di un arco, il punto più alto, il culmine.

Anatomia

Separato dalla sottostante massa nervosa dal tentorio (espansione della dura madre) e situato nella parte anteriore (o loggia cerebrale) della cavità cranica, il cervello è il segmento più voluminoso e più importante del neurasse, perché centro motore dell'attività nervosa e sede delle facoltà intellettive . Nell'uso corrente, con cervello si intende, impropriamente, tutta la massa nervosa contenuta nel cranio. La forma del cervello è grossolanamente simile a quella di un ovoide, più espanso posteriormente, più convesso nella parte superiore (a contatto con la volta del cranio) e con la superficie inferiore (che appoggia sulla base cranica) appiattita. Esternamente il cervello appare formato da due masse voluminose, gli emisferi cerebrali, dalla superficie ricca di solchi e scissure che li suddividono in lobi e circonvoluzioni; in sezione appare formato da sostanza grigia e sostanza bianca. La sostanza grigia è disposta perifericamente e costituisce la corteccia cerebrale, quella bianca centralmente, costituita da fasci di fibre nervose e presenta nuclei di altra sostanza grigia che sono importanti centri nervosi. Coperti dagli emisferi cerebrali o nella compagine di questi vi sono poi altre formazioni che hanno per lo più distinzione anatomica e proprietà fisiologiche autonome, che fanno anch'esse parte integrale del cervello. Considerando l'evoluzione del cervello dalle vescicole embrionali primitive, si suole suddividerlo in due parti principali, il mesencefalo e il proencefalo. Il mesencefalo, derivato dalla vescicola primaria media, risulta a sua volta costituito dai peduncoli cerebrali, dalla lamina quadrigemina e dall'acquedotto del Silvio; il proencefalo, sviluppatosi dalla vescicola primaria anteriore, comprende il diencefalo (suddivisibile a sua volta in ipotalamo e talamencefalo) con il terzo ventricolo, e il telencefalo, che è formato dai due emisferi cerebrali (contenenti i ventricoli laterali), tra loro collegati mediante formazioni interemisferiche (corpo calloso, fornice, setto pellucido, commessura anteriore, lamina terminale), e dal mantello cerebrale o pallio, dal rinencefalo o lobo olfattivo e dal corpo striato. Il mesencefalo, che fa seguito al romboencefalo e si continua con il diencefalo, è posto sulla lamina quadrangolare dello sfenoide, da cui è separato mediante le meningi. La sua forma è grossolanamente simile a quella di un parallelepipedo, alto ca. 1 cm e largo quasi il doppio, con asse longitudinale diretto in alto e in avanti. Esso può essere distinto in una porzione ventrale, più spessa ed espansa, rappresentata dai peduncoli cerebrali (che lo collegano direttamente con il romboencefalo), e una dorsale, più sottile, la lamina quadrigemina, su cui si evidenziano due coppie di rilievi emisferici, i tubercoli quadrigemini, superiori e inferiori; tra le due porzioni si trova l'acquedotto cerebrale o del Silvio (residuo della cavità della vescicola primaria), che mette in comunicazione il terzo con il quarto ventricolo cerebrale. Tra i nuclei nervosi mesencefalici hanno importanza il nucleo rosso, il centro tegumentale mesencefalico (costituito da cellule multipolari sparse, che fanno parte della via nervosa cerebello-spinale indiretta) e la sostanza negra di Sömmering. Il proencefalo è la parte più voluminosa dell'intero encefalo e, secondo alcuni anatomisti, rappresenterebbe da solo la porzione del neurasse che dovrebbe essere propriamente definita come cervello. In esso il diencefalo (dotato di una propria cavità, il terzo ventricolo, una fessura sagittale mediana, comunicante con l'acquedotto del Silvio) è a sua volta suddivisibile in: ipotalamo, area di pochi centimetri, appoggiata alla sottostante sella turcica, sulla cui faccia inferiore si evidenziano i tubercoli o corpi mammillari, il tuber cinereum, il chiasma dei nervi ottici; talamencefalo, insieme di formazioni anatomiche comprendente i due talami ottici, l'epitalamo e il metatalamo, costituito dai corpi genicolati. Nella compagine interna del diencefalo sono contenuti alcuni nuclei nervosi che rappresentano stazioni intercalate sulla via della sensibilità generale e su quelle sensoriali acustica, ottica e olfattiva, da cui le stimolazioni possono essere condotte sia alla corteccia cerebrale sia ai nuclei motori del cervello, del cervelletto e del midollo spinale. Tra essi vanno ricordati: il nucleo ipotalamico o corpo di Luys (fitto ammasso di cellule nervose dal pigmento giallo, con fibre afferenti dal fascio nervoso lenticolare ed efferenti per i nuclei nervosi encefalici); i nuclei laterale, mediale e anteriore del talamo, che sono centri della sensibilità tattile, termica e dolorifica, nonché di quella olfattiva e acustica; il nucleo dell'abenula dell'epitalamo, cui giungono fibre afferenti dai centri olfattivi; i nuclei dei tubercoli superiori (centri delle vie ottiche) e inferiori (centri acustici). La massa di maggiore volume del proencefalo è rappresentata dal telencefalo, formato essenzialmente dai due emisferi cerebrali, contenenti nel loro spessore i ventricoli laterali, e da talune formazioni interemisferiche già descritte. Gli emisferi non sono, di norma, perfettamente simmetrici, né per volume né per corrispondenza dei molti solchi e scissure. In essi si debbono considerare tre formazioni principali: il rinencefalo, che rappresenta la parte più antica, costituita da due formazioni pari e simmetriche, quella del lobo olfattorio o rinencefalo propriamente detto e quella della regione paraolfattoria; il corpo striato, insieme di nuclei di sostanza grigia immersi nella sostanza bianca a essi collegata per mezzo di lamine e trabecole, che conferiscono loro un particolare aspetto striato (nucleo caudato, nucleo lenticolare, ai quali possono essere aggiunti il nucleo amigdalico e l'antimuro o claustrum); non ha connessione diretta con la corteccia cerebrale, ma con il talamo e l'ipotalamo, rappresentando un centro inibitore delle funzioni motorie; il mantello cerebrale o pallio, la parte più estesa e importante, presenta in sezione uno strato periferico grigio di pochi millimetri, la corteccia cerebrale, e una massa più interna bianca, il corpo midollare. Poiché esternamente gli emisferi cerebrali si presentano segnati da solchi, incisure e scissure la superficie degli stessi appare ricca di pieghe più o meno ampie, i lobi, giri o circonvoluzioni, disposti nell'uomo secondo un piano uniforme, malgrado una grande variabilità individuale. Il mantello cerebrale è così suddivisibile dalle scissure (le più importanti delle quali sono: la scissura laterale o del Silvio, il solco centrale del Rolando, la scissura parieto-occipitale, il solco del cingolo e la scissura collaterale) in otto lobi: cinque sulla superficie esterna degli emisferi (frontale, parietale, occipitale e temporale, la cui posizione corrisponde, sia pure parzialmente, alla localizzazione delle ossa craniche omonime; più il lobo dell'insula), uno sulla superficie mediale (lobo limbico) e due su quella inferiore (lobi orbitario e temporo-occipitale); essi sono a loro volta segnati da numerosi solchi meno marcati e da giri o circonvoluzioni più piccole. Tale conformazione esterna fa sì che la corteccia cerebrale sia molto più ampia di quanto sarebbe necessario per avvolgere semplicemente la massa cerebrale: la superficie media della corteccia si aggira infatti attorno ai 2100-2450 cm² nel maschio e ai 1980-2300 nella femmina. L'intima struttura della corteccia cerebrale risulta formata da sei strati successivi, composti da elementi cellulari differenti: molecolare o plessiforme (ricco di cellule della nevroglia e con poche cellule nervose); esterno (ricco di piccole cellule piramidali e di altri piccolissimi elementi cellulari, detti granuli); strato delle cellule piramidali medie e grandi (comprendente anche, nelle parti più profonde, l'estremità periferica dei fasci di fibre radiali che originano nella corteccia stessa o provenienti da fibre afferenti ed efferenti); strato interno (composto prevalentemente da granuli); strato delle grandi cellule piramidali; strato profondo, caratterizzato dalla presenza di cellule polimorfe. La corteccia cerebrale è luogo d'origine e di terminazione di due gruppi di fibre: quelle di proiezione, che la pongono in rapporto con le altre parti del neurasse; e quelle di associazione, che collegano tra loro zone differenti della corteccia di uno o di entrambi gli emisferi cerebrali. Nella corteccia, in aree particolari (dette di proiezione), hanno sede le varie facoltà cerebrali, psicomotorie, sensoriali (per le sensazioni tattili, visive, olfattive, gustative), mnemoniche, del linguaggio, della scrittura, ecc. Il corpo midollare è formato da fibre nervose che connettono la corteccia cerebrale con altre parti del neurasse e presenta nel suo interno nuclei di sostanza grigia. A diverse sezioni orizzontali e verticali degli emisferi corrispondono quindi differenti caratteristiche anatomiche e strutturali: la massa di sostanza bianca appare così nella sua massima estensione (forma il cosiddetto centro semiovale di ciascun emisfero) in una sezione orizzontale che interessi a piatto il corpo calloso, mentre in una sezione frontale dell'encefalo, a livello dell'insula, la sostanza bianca è distinguibile in una parte più interna (capsula interna), tra nucleo caudato e talamo, e una più esterna (capsula esterna) tra il nucleo lenticolare e l'antimuro. Comuni ai due emisferi cerebrali sono infine un gruppo di formazioni dette interemisferiche, costituite prevalentemente da fibre nervose, e quindi di colorito biancastro. Queste sono il corpo calloso, il fornice o trigono cerebrale, il setto pellucido, la commessura anteriore (grosso fascio di fibre che connettono trasversalmente i due emisferi a livello della sostanza perforata), la lamina terminale. Collega i due emisferi anche la commessura dell'ippocampo, porzione del corno d'Ammone. L'irrorazione sanguigna del cervello è garantita da arterie cerebrali superficiali e profonde, provenienti da quattro grossi tronchi, le due carotidi interne e le due arterie vertebrali; il sangue refluo viene convogliato dalle vene cerebrali superficiali e profonde alle vene giugulari interna ed esterna.

Fisiologia

Da un punto di vista fisiologico il cervello è il principale centro della vita somatica, di relazione e intellettiva al quale (e più precisamente alla sua corteccia cerebrale) pervengono le stimolazioni che, trasmesse dalla periferia attraverso i nervi sensoriali, si trasformano in impulsi e sensazioni coscienti. Dalla corteccia partono le risposte volontarie che giungono ai muscoli e agli organi periferici, attraverso i nervi motori. In aree particolari della corteccia (aree di proiezione) hanno sede le varie facoltà cerebrali (motoria, della sensibilità generale e degli organi di senso), anche se il concetto di localizzazione non può essere rigidamente definito poiché ogni area cerebrale si integra con le altre in un quadro di coordinamento generale. I due emisferi non svolgono le stesse funzioni fisiologiche; quello di sinistra risulta infatti sede di centri motori particolarmente importanti del linguaggio articolato, della scrittura, della memoria delle parole note, dell'associazione tra espressione verbale e immagini o idee, quello di destra, invece, è coinvolto in attività non linguistiche e ha soprattutto la capacità di cogliere i messaggi visivi nel loro insieme tenendo conto delle valenze emotive. Un ponte di fibre nervose, che connettono le due metà del cervello, consente lo scambio di informazioni. Infine, per quello che concerne l'attività intellettiva, allo stato attuale delle conoscenze, si ritiene che non esista un'area specifica dove insorgano le idee o dove trovi localizzazione la memoria; tali capacità sono piuttosto ritenute diffuse a tutta la corteccia cerebrale e realizzate attraverso l'associazione tra i diversi centri nervosi superiori.

Patologia

Le malattie tipiche che colpiscono il cervello sono: le sindromi traumatiche che, solitamente considerate sotto l'aspetto di commozione, contusione e lacerazione, comprendono le turbe della coscienza (coma, stupore, stato confusionale e automatismo), le emorragie cerebrali, le sindromi iper- o ipotensive endocraniche; le sindromi circolatorie, determinate soprattutto da aterosclerosi, tromboangioite obliterante, periarterite nodosa, anomalie vasali, ecc. Le forme cliniche sono prevalentemente rappresentate da: sincope vagale; crisi ipertensive (paralisi improvvise e transitorie, monoplegie, emianopsia o emiparesi, ecc.); apoplessia; cerebropatie vascolari acute (trombosi bulbare con vertigini violente, disfagia, disartria, nausea, atassia, mentre la coscienza rimane integra); cerebropatie vascolari con turbe nervose lentamente progressive (rigidità muscolare aterosclerotica, paralisi pseudobulbare, trombosi della carotide interna) e, a seconda dei casi, crisi di disorientamento nel tempo e nello spazio, progressiva impotenza psichica e funzionale, possibile demenza di tipo progressivo. Le sindromi flogistiche comprendono forme di origine infettiva e di tipo probabilmente allergico (febbre cerebrospinale, meningite linfocitaria benigna, meningite tubercolare, poliomielite anteriore acuta, encefalite). Le sindromi degenerative, per lo più congenite, ereditarie, raramente sporadiche, caratterizzate da un decorso progressivo sino alla distruzione totale dell'intera zona o sistema cerebrale interessato, sono: le malattie congenite, le malattie infantili tardive e giovanili (sclerosi tuberosa, sclerosi lobare); le malattie degli adulti (sclerosi laterale amiotrofica); le forme del periodo involutivo (morbo di Pick, morbo di Parkinson, demenza senile). Le sindromi tumorali si manifestano con segni di irritazione focale locale (che possono anche mancare) e una sindrome di ipertensione endocranica, che in molti casi compare precocemente e spesso rappresenta l'unico sintomo del tumore. Per quanto riguarda, invece l'invecchiamento delle cellule cerebrali fino agli ultimi anni del Novecento i neuroscienziati hanno sostenuto che la responsabilità dei deficit cognitivi degli anziani fosse dovuta a un graduale diradamento di tutti i neuroni cerebrali. A seguito di studi effettuati sulle scimmie, presso l'Università della California, si è accertato che la perdita di memoria negli anziani non deriva dalla scomparsa dei neuroni corticali, più longevi e resistenti di quanto ipotizzato, ma dalla morte e, soprattutto, dall'atrofia dei neuroni dell'ippocampo e di alcuni nuclei sottocorticali.

Bibliografia

P. D. McLean, Evoluzione del cervello e comportamento umano, Torino, 1984; R. e A. Balbi, Lungo viaggio al centro del cervello, Milano, 1985; R. L. Gregory, La mente nella Scienza, Milano, 1985; J. R. Searl, Mente, cervello, intelligenza, Milano, 1988.