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nèrvo

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Lessico

sm. [sec. XIV; latino nervus].

1) Complesso di fibre nervose frammiste a tessuto connettivo caratterizzate dalla capacità di trasmettere gli impulsi del sistema nervoso centrale agli organi periferici.

2) Nelle loc. fig.: avere i nervi, essere irritato, di cattivo umore; urtare i nervi; dare ai (o sui) nervi, provocare forte irritazione; distendere i nervi, rilassarsi dopo una forte eccitazione; avere i nervi scoperti (o a fior di pelle), essere in stato di estrema eccitabilità; essere saldo di nervi, possedere un temperamento forte; vivere in continua tensione di nervi, in continuo stato apprensivo; uomo tutto nervi, dinamico, pronto a decidere, ad agire; uomo privo di nervi, fiacco, senza energia.

3) In botanica, ciascuna delle costole sporgenti della pagina inferiore delle foglie.

4) Rilievo trasversale sul dorso del libro con rilegatura a incartonatura a piena pelle o a mezza pelle, detto anche correggiolo, rialzo, nervatura.

5) Poetico, corda di uno strumento musicale o dell'arco.

6) Ant., muscolo, tendine, usato ancor oggi in espressioni come: avere un nervo accavallato.

Anatomia: morfologia

I nervi hanno forma cilindrica più o meno appiattita, sono avvolti in un manicotto di connettivo lamellare (epinervio) e risultano costituiti da uno o più fasci nervosi (o fascicoli secondari) tenuti insieme da una guaina (perinervio). I fascicoli secondari, a loro volta, sono formati da più fascetti di fibre nervose (fascicoli primari), ricoperti da un'altra sottile membrana (endonervio). Anche i vasi nutritizi destinati al nervo stesso sono accollati al nervo e avvolti dall'epinervio. Si riconoscono due tipi di nervi: i nervi bianchi, formati in prevalenza da fibre mieliniche; i nervi grigi, formati in prevalenza da fibre amieliniche. Tutti i nervi sono dotati di una certa consistenza e di notevole resistenza alla trazione, ma di scarsa elasticità; hanno lunghezza assai variabile, come vario è il loro calibro che è proporzionale al numero di fibre che contengono, e generalmente decrescente lungo il tragitto e a mano a mano che si ramificano. I cordoni nervosi decorrono per lo più insieme ai vasi sanguigni e linfatici, costituendo il cosiddetto fascio neurovascolare, avvolto da una guaina connettivale. Lungo il decorso dei nervi è possibile identificare cellule gangliari isolate o raggruppate a formare gangli nervosi (nei quali i nervi possono anche interrompersi), nonché anastomosi e plessi in cui non c'è mai passaggio di fibre o di fasci da un nervo all'altro, ma solo un accollamento per un tratto più o meno lungo, con piena salvaguardia dell'autonomia funzionale di ciascun nervo. Alla periferia i nervi si suddividono in organi nervosi terminali di forma e struttura differente (placche motrici, corpuscoli del Golgi, di Meissner, di Pacini, ecc.) nella compagine degli organi o dei tessuti.

Anatomia: classificazione

Oltre a distinguersi per il loro colore, i nervi possono esser distinti anche in base al tipo di fibre che li compongono, in sensori e motori. I nervi di senso sono detti afferenti, poiché trasmettono gli impulsi nervosi dai recettori degli organi periferici di senso ai centri nervosi; di norma le fibre componenti tali nervi si interrompono, nel loro decorso, prima di raggiungere l'asse cerebrospinale, nei gangli nervosi; i nervi di moto sono invece detti efferenti, poiché la direzione dell'eccitamento nervoso è centrifuga, raggiungendo la periferia dove stimolano opportunamente muscoli, ghiandole, ecc. I nervi sensori e motori sono detti anche puri, per distinguerli da quelli composti da fibre sensitive e motrici, detti misti. I nervi possono anche essere classificati, in base al loro territorio di distribuzione, in: somatici se innervano cute (nervi cutanei), muscoli (nervi muscolari), tendini, articolazioni, ecc.; viscerali, se sono in rapporto con i vasi sanguigni (nervi vasomotori), ghiandole, ecc. Un'altra classificazione si basa infine sui rapporti che i nervi hanno con le varie parti del sistema nervoso: nervi encefalici o cranici, se sono in rapporto diretto con l'encefalo; spinali, se i loro centri nervosi sono nel midollo spinale; simpatici, se appartengono al sistema nervoso vegetativo. I nervi cranici, eterogenei per morfologia e per funzione, sono 12 paia; hanno i loro centri nervosi nel cervello o nel midollo allungato e sono caratterizzati dal fatto che un loro tratto decorre all'interno della scatola cranica. In senso antero-posteriore, i nervi cranici sono: il I paio o nervoolfattivo (sensitivo); il II, nervoottico (sensitivo); il III, oculomotore comune (motore); il IV, trocleare o patetico (motore); il V, trigemino (misto); il VI, abducente od oculomotore esterno (motore); il VII, facciale (misto); l'VIII, acustico o auditivo (sensitivo); il IX, glossofaringeo (misto); il X, vago o pneumogastrico (misto); l'XI, accessorio (motore); il XII, ipoglosso (motore). I nervi spinali o rachidiani originano nel midollo spinale dalla fusione di una radice anteriore motoria e di una posteriore sensitiva e fuoriescono dal canale vertebrale attraverso i fori intervertebrali; subito dopo si dividono in tre branche, una dorsale o posteriore (destinata ai muscoli e alla cute del dorso), una ventrale (che distribuisce i propri rami alle regioni del torace e dell'addome nonché agli arti), una viscerale, detta anche ramo comunicante, la branca più piccola (che si pone in collegamento con il sistema nervoso del simpatico). I nervi spinali sono complessivamente 31 paia (8 cervicali, 12 dorsali o toracici, 5 lombari, 5 sacrali, 1 coccigeo), tutti morfologicamente dello stesso tipo, misti e disposti metamericamente; ciascuno di essi, attraverso successive ramificazioni, raggiunge un preciso territorio del corpo umano, con una distribuzione fissa e specifica. Rami della branca ventrale di questi nervi si intrecciano fittamente e formano dei plessi, i più importanti dei quali sono: il cervicale (formato dai primi 4 nervi spinali), da cui si dipartono rami per l'innervazione del collo e del capo; il brachiale (costituito dagli altri nervi cervicali e dal 1º dorsale), che invia nervi agli arti superiori; il sacrale (formato dall'ultimo nervo lombare e dai primi 4 sacrali), da cui originano rami per l'innervazione degli arti inferiori; l'ischio-coccigeo (ultimo nervo sacrale più il coccigeo), da cui derivano i nervi per la regione pelvica e gli arti inferiori. I nervi simpatici, infine, sono quelli che, dai gangli delle catene longitudinali del sistema nervoso simpatico, si diffondono nel corpo per innervare ghiandole e muscoli involontari, provvedendo all'attività dei visceri e dei vasi.