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Portovènere

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comune in provincia di La Spezia (12 km), 8 m s.m., 7,68 km², 4781 ab. (portoveneresi), patrono: Madonna Bianca (17 agosto).

Generalità

Centro situato all'estremità della penisola rocciosa che limita a W il golfo di La Spezia, su uno stretto braccio di mare (canale di Portovenere) che lo separa dall'isola Palmaria. L'abitato, cinto a monte da mura che giungono fino all'antico castello sul colle retrostante, si stende lungo il mare dove si susseguono case alte e strette dai vivaci colori, alle cui spalle scorrono due stretti carrugi paralleli. La punta del promontorio è dominata dalla chiesetta di San Pietro e caratterizzata da alte rocce a picco sul mare, cui corrispondono, di fronte, le ultime scoscese scogliere dell'isola; qui il canale termina con “Le Bocche” oltre le quali è il mare aperto. Il borgo antico, gioiello del “golfo dei Poeti”, è stato puntigliosamente preservato nelle forme originarie, mentre i nuovi edifici si estendono lungo la costa verso La Spezia nella zona detta “Olivo”. Nel 2001 è stato istituito il Parco Regionale di Portovenere.

Storia

Citato come Veneris Portus da Strabone (50 a. C.) e come Portus Veneris da Tolomeo (sec. II), è ricordato con quest'ultimo nome nell'Itinerarium Maritimum Imperatoris Antonini Augusti (161), che lo descrive come una stazione navale tra Luni e Sestri. Nei primi secoli dell'alto Medioevo alcuni nuclei monastici si insediarono sulla punta di San Pietro e nelle isole (Palmaria e le retrostanti Tino e Tinetto). Occupato dal re longobardo Rotari (643), subì fino al sec. IX frequenti incursioni saracene; compreso nella Marca obertenga, fu poi possesso dei signori di Vezzano che nel 1113 lo vendettero a Genova: questa vi inviò una colonia, prevalentemente formata da carcerati, che costruì e fortificò il borgo. Dopo diversi assedi pisani (1198-1210 e 1242), nel 1494, al tempo della discesa in Italia di Carlo VIII, subì per rappresaglia l'assedio della flotta di Alfonso d'Aragona, re di Napoli, riportando gravi danni. Occupato dagli austro-russi e poi dai francesi nel 1779, fu nello stesso anno bombardato dagli inglesi. Con il Congresso di Vienna (1814) fu annesso al Regno di Sardegna.

Arte

Domina lo sperone di roccia al limite del promontorio la chiesa di San Pietro, che ingloba i resti del tempio pagano di Venere e di una chiesetta paleocristiana. Il piccolo edificio fu costruito nel sec. XIII in forme gotiche con paramento a fasce bianche e nere e campanile aperto da bifore; una scalinata conduce al piccolo e compatto edificio detto “il Forte”. Dalla spianata sottostante si accede alla grotta Arpaia, detta anche “grotta di Byron”, secondo la leggenda fonte di ispirazione del celebre poeta inglese. All'estremità opposta dell'abitato si apre tra due torrioni la porta medievale, tuttora unico possibile ingresso al centro storico; nella parte alta di questo la collegiata di San Lorenzo, sorta nel sec. XII e più volte rimaneggiata, si presenta con una bella facciata a strisce bianche e nere, nella quale gli elementi romanici si uniscono a quelli gotici e rinascimentali; in un'ancona marmorea quattrocentesca è custodito un piccolo dipinto su pergamena della Madonna Bianca (sec. XIV).

Economia

Le attività marinare e quelle connesse alla pesca si sono progressivamente ridimensionate a favore delle occupazioni legate al turismo, attualmente prevalenti. Gioiello del “Golfo dei Poeti”, il paese è una delle località di villeggiatura e di turismo balneare e nautico più frequentate della Riviera di Levante, attratto anche dalla possibilità di visitare l'isola di Palmaria e le disabitate Tino e Tinetto. Il poco terreno agricolo è coltivato a olivi, alberi da frutto e ortaggi.

Curiosità e dintorni

In agosto, in occasione della festa patronale, viene portato solennemente in processione il dipinto raffigurante la Madonna Bianca. Sul colle alle spalle del borgo sorge il castello, eretto nel Cinquecento sul luogo della fortificazione del sec. XII (distrutta nel 1453) e rafforzato nel corso del Seicento. Dal 1997, con le Cinque Terre, Portovenere è patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.