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Sepino

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comune in provincia di Campobasso (31 km), 698 m s.m., 62,56 km², 2177 ab. (sepinesi), patrono: santa Cristina (24 luglio).

Generalità

Centro situato alla destra del fiume Tammaro, sul versante sudorientale del Matese, alle pendici del monte Mutria (1823 m). Nel suo ameno paesaggio sono conservati alcuni tra i monumenti più importanti della regione.

Storia

La sua origine si ricollega all'antica Saipins, potente città dei Sanniti Pentri espugnata e distrutta dai Romani nel 293 a. C. Nel 4 d. C. sorse nella pianura sottostante una nuova città, la romana Saepinum, che fu municipio di notevole importanza in età augustea. Distrutta da un terremoto nel sec. IV, la città decadde. Ripopolata nel sec. VII con genti bulgare, fu saccheggiata dai Saraceni (sec. IX). Fu allora fondato un nuovo abitato (corrispondente all'attuale), in posizione più elevata e sicura. Parte della Contea di Bojano e successivamente di quella di Molise, ebbe numerosi feudatari, tra cui i Di Capua e i Cantelmo, cui rimase fino allo scorcio del sec. XIV. Passò poi ai Sanframondo, ai Carafa e ai Pignatelli.

Arte

Il borgo conserva il cinquecentesco palazzo Attilio, ruderi di vecchi mulini e la chiesa di Santa Cristina (sec. XII, ma totalmente rifatta dopo il terremoto del 1805), con bel coro ligneo intagliato e, nella cripta, una cinquecentesca statua in legno della santa.

Economia

L'agricoltura produce cereali, frutta, olive, ortaggi e foraggi; si praticano l'allevamento suino e avicolo e lo sfruttamento dei boschi (legname e funghi). L'industria è presente con uno stabilimento di imbottigliamento delle acque minerali e con piccole imprese di trasformazione alimentare, edili e artigianali. Notevole il turismo, favorito dal ricco patrimonio archeologico e naturalistico e dalla presenza di uno stabilimento termale.

Curiosità e dintorni

Per festeggiare santa Caterina si svolge il Corteo delle Verginelle, bambine vestite di bianco e adorne dei gioielli di famiglia. Della primitiva città sannitica di Saipins sussistono, a monte dell'attuale abitato, in località Terravecchia, resti della poderosa cinta muraria (a doppia cortina aperta da tre porte, di cui una architravata) e del tempio. Più importanti sono, nella pianura sottostante, le testimonianze della romana Saepinum, città a pianta romboidale coronata da una suggestiva cerchia di mura (ca. 1250 m), in larga parte conservatasi, intervallata da torri e aperta da quattro porte monumentali. La porta di Bojano, pressoché intatta, reca in alto una grande iscrizione dedicatoria (vi sono ricordati i principi imperiali Druso e Tiberio, ai quali si deve l'erezione delle mura con porte e torri) e ha, ai lati, figure di barbari prigionieri. Entro le mura, insieme a pittoresche case rustiche, sono i resti di numerose costruzioni: la vasta platea del foro, dalla pavimentazione rettangolare, gli importanti avanzi della basilica (metà del sec. IV), del capitolium, del macellum, delle terme, di case e botteghe e del teatro. Numerosi sono i frammenti scultorei e architettonici. Al di fuori delle porte sono i mausolei dei Numisi e di G. Ennio Marso. Il Museo Archeologico di Saepinum-Altilia raccoglie reperti provenienti dalla città romana e dal territorio.

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