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Texas

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Stato federato degli USA meridionali, 691.027 km², 23.507.783 ab. (stima 2006), 34 ab./km², capitale: Austin. Confini: Oklahoma (N), Arkansas e Louisiana (E), Golfo del Messico (SE), New Mexico (NW); Messico (SW).

Generalità

Lo Stato si affaccia al mare con una costa bassa e dunosa, fiancheggiata da lunghissimi cordoni litorali che delimitano numerose lagune, fra cui la Laguna Madre, e insenature (baie di Galveston, di Matagorda, di San Antonio, di Copano, di Corpus Christi, di Baffin). Da questa fascia pianeggiante si trapassa con grandi terrazze ai ripiani degli Interior Lowlands e agli High Plains, questi ultimi formati da due gruppi distinti, il Llano Estacado e il calcareo Edwards Plateau. Il settore occidentale dello Stato è caratterizzato dallo Stockton Plateau, altopiano attraversato da varie catene montuose, tra cui i Monti Guadalupe e Santiago. Il fiume principale è il Rio Grande, che segna interamente il confine con il Messico: gli altri fiumi maggiori sono il Canadian River (affluente del fiume Arkansas), il Red River, il Sabine, il Trinity, il Brazos, il Colorado, il Guadalupe, il San Antonio e il Nueces. Il clima è di tipo subtropicale, caldo e umido nella zona costiera, continentale secco e con accentuate escursioni termiche sugli altopiani dell'interno. Principali risorse economiche del Texas sono l'agricoltura (cotone, cereali, arachidi, agrumi, pesche, patate dolci, ortaggi, foraggi), l'allevamento (bovini, ovini, suini, con abbondante produzione di carne e lana), l'estrazione di salmarino e soprattutto lo sfruttamento del sottosuolo, ricco di petrolio e gas naturale. Le industrie (alimentari, chimiche, petrolchimiche, metalmeccaniche, tessili, cartarie e del cemento) sono ubicate nella capitale e nelle città di Houston, Dallas, San Antonio, Fort Worth, El Paso, Corpus Christi, Lubbock, Amarillo, Beaumont, Wichita Falls, Pasadena ecc.

Storia

Il territorio fu attraversato nel sec. XVI da Cabeza de Vaca, Coronado e altri esploratori spagnoli. Nel secolo seguente il francese R. La Salle tentò di fondarvi un insediamento; gli spagnoli stabilirono “missioni” nella parte orientale e fecero di San Antonio, sin dal 1718, un insediamento stabile. Comunque il Texas rimase quasi spopolato, sin quando, nel 1821, il governo del Messico concesse a S. Austin il diritto di condurre coloni dagli Stati Uniti nella regione tra i fiumi Brazos e Colorado. I coloni erano in massima parte schiavisti del Sud e volevano introdurre nel Paese la schiavitù, vietata dalla legge messicana. I nuovi coloni allora si ribellarono – sotto la guida di S. Houston – e nel 1836 proclamarono l'indipendenza del Texas, riconosciuta dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna, dalla Francia e dal Belgio. Nel 1845 il Texas entrava a far parte dell'Unione, ma l'annessione provocò la guerra tra USA e Messico. Nella guerra civile il Texas aderì alla Confederazione dei secessionisti e fu riammesso nell'Unione soltanto nel 1870. Da allora ha visto un progresso grandioso prima nell'agricoltura, con lo sviluppo dell'allevamento del bestiame; poi col processo di industrializzazione e urbanizzazione, sollecitato dalla scoperta di ingenti giacimenti di petrolio; oggi conta importanti industrie moderne, quali l'aeronautica e l'elettronica.