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Voltèrra

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comune in provincia di Pisa (62 km), 531 m s.m., 252,85 km², 11.264 ab. (volterrani), patrono: santi Giusto e Clemente (5 giugno).

Generalità

Cittadina situata sulle alture tra le valli dei fiumi Era e Cecina, immersa in un suggestivo paesaggio, caratterizzato da distese argillose incise da calanchi. L'abitato raggiunse la massima estensione nel periodo etrusco. La città medievale sorse all'interno delle mura etrusche, un cui tratto (tra le porte all'Arco e Selci) fu inglobato nella nuova cinta muraria (sec. XIII). Domina l'abitato la rocca fiorentina (sec. XV). La lontananza dalle principali arterie di traffico limitò l'espansione successiva e la città si rivolse alla valorizzazione della vocazione agricola e della tradizionale lavorazione dell'alabastro. Nell'Ottocento la crescita economica favorì un nuovo ampliamento urbano, che proseguì nel sec. XX lungo le direttrici costiere. La città è sede vescovile.

Storia

Insediamento villanoviano (sec. IX-VII a. C.), fu importante città etrusca (Velathri) e potente lucumonia (sec.V-IV a. C). Visse uno straordinario sviluppo ed ebbe una vasta influenza sul territorio circostante, fornito dello scalo marittimo di Vada Volaterrana e sede di attività estrattive e mercantili. Municipio romano nel 90 a. C., sotto i Longobardi fu sede di gastaldato. Nei sec. IX-X fu devastata a causa dei conflitti tra Berengario I e Adalberto di Toscana. Rifiorì sotto Ottone I e fu libero comune nei sec. XII-XIII. Travagliata da continue lotte con le vicine Pisa, Siena e Firenze e dai conflitti intestini tra guelfi e ghibellini, nel 1361 passò sotto il controllo dei Medici. Fece poi parte del Granducato di Toscana, seguendone le sorti.

Arte

La città conserva l'aspetto duecentesco; concentrate nell'area compresa tra le vie Roma, Buonparenti e Ricciarelli sorgono le numerose case-torri, tra cui spiccano quelle Buonparenti (sec. XIII), Buonaguidi (sec. XII) e Minucci (sec. XIII). La piazza dei Priori, nel sec. IX sede di un mercato, fu trasformata nel sec. XIII con la costruzione delle sedi del potere civile. Su di essa prospettano edifici medievali: il Palazzo dei Priori (1208-54, la più antica residenza comunale della Toscana, con al primo piano bifore a ogiva della fine del sec. XIII), il Palazzo Vescovile e il Palazzo Pretorio. Il duomo, in stile romanico pisano (sec. XII-XIII) presenta una facciata a due ordini con lesene e un portale di marmo con lunetta a mosaico; l'interno, a croce latina a tre navate, ha colonne dai capitelli scolpiti nel sec. XVI da L. Ricciarelli e conserva nella cappella di San Carlo una Deposizione lignea policroma del sec. XIII, un ciborio di Mino da Fiesole (1471), un'Annunciazione di M. Albertinelli (1497) e L’Arrivo dei Magi di B. Gozzoli. Di fronte al duomo è l'ottagonale battistero duecentesco, con fonte battesimale del Sansovino (1502). Di epoca etrusca sono parti della cinta muraria (ai cui margini sono importanti necropoli), le porte all'Arco e di Diana (detta anche “Portone”). Situata in posizione dominante l'aggregato medievale, sul luogo dell'antica acropoli, è la Fortezza, composta di due parti: la Rocca Vecchia, eretta nel sec. XIV, fu modificata nel XV da Lorenzo il Magnifico, che fece costruire anche la Rocca Nuova; l'imponente edificio dalla fine del Settecento è utilizzato a scopo penitenziario. Nell'area archeologica di Vallebuona si trovano i resti del teatro romano (sec. I a.C.) e il complesso termale.

Musei

Il Museo Etrusco “Guarnacci”, che ha sede nel palazzo Desideri-Tangassi, conserva una raccolta di urne cinerarie in alabastro, tufo e terracotta e moltissimi oggetti di epoca etrusca. La Pinacoteca, o Galleria pittorica comunale, ospitata dal 1982 nel palazzo Minucci Solaini, riunisce un'importante collezione di dipinti fiorentini tra cui spiccano capolavori di Taddeo di Bartolo, Rosso Fiorentino e Luca Signorelli. Il Museo Diocesano d'Arte Sacra custodisce, tra le altre, opere di A. Pollaiolo, Rosso Fiorentino, Giambologna e Andrea della Robbia.

Economia

Una notevole importanza riveste tuttora la tradizionale arte dell'alabastro, alimentata da una scuola d'arte specializzata e praticata sia in piccoli laboratori artigiani sia a livello industriale. Nella frazione di Saline di Volterra si trovano industrie meccaniche e impianti per la produzione di salgemma. L'agricoltura è rivolta alla coltivazione dell'olivo, dei cereali e della vite (cui è legato un vivace comparto enologico). Diffuso è l'allevamento ovino. Il patrimonio artistico e naturalistico e la vicinanza ad altre importanti città d'arte alimentano un notevole flusso turistico.

Curiosità

La città ospita in estate il festival Volterrateatro. All'interno del penitenziario è da anni attiva la Compagnia della Fortezza, un gruppo teatrale di detenuti-attori che ha ottenuto riconoscimenti a livello internazionale.