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dermatite

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Medicina

sf. (pl. -i) [sec. XIX; da dermato-+-ite]. Termine generico, sinonimo di dermite, con il quale si indicano le malattie della cute, caratterizzate prevalentemente da fenomeni infiammatori. Si tratta di infiammazioni superficiali della cute che possono essere caratterizzate da una fase acuta e una fase cronica. Nella fase acuta si possono avere vescicole, eritema, edema, essudazione, lesioni squamo-crostose, intenso prurito. La fase cronica è caratterizzata da lichenificazione dovuta al grattamento e sfregamento conseguenti all'intenso prurito. Le cause delle dermatiti possono essere: endogene (alimentari, medicamentose, inalanti, da parassiti intestinali, neuro-ormonali, ecc.) o esogene (meccaniche, termiche, da sole, da sforzo, da infezioni, ecc.) e la loro localizzazione può essere circoscritta (dermatite topica) o diffusa. Alcune dermatiti si riscontrano in caso di deficit immunologici (sindrome di Wiskott-Aldrich, alcune forme di agammaglobulinemia), oppure associate ad affezioni metaboliche congenite (fenilchetonuria). Le dermatiti sono state classificate in diversi gruppi,come descritto di seguito. Le dermatiti allergiche, come l'orticaria semplice, l'orticaria gigante o edema di Quincke, si manifestano con eruzione cutanea, circoscritta o diffusa, di pomfi rosei, rossi, porcellanacei, pruriginosi, di forme e dimensioni varie, con malessere, brividi, talora con febbre; il decorso acuto di pochi giorni può cronicizzarsi per mesi e anni. La dermatite atopica, infiammazione superficiale della cute a decorso cronico, è caratterizzata dalla comparsa di eritema, essudazione e lesioni crostose intensamente pruriginose che compaiono nei primi mesi di vita con localizzazione preferenziale al volto, al cuoio capelluto e alle estremità. Nella seconda infanzia e negli adulti la dermatite atopica assume i caratteri della lichenificazione. La patologia colpisce soprattutto soggetti con familiarità allergica. Le dermatiti eczematose hanno una patogenesi allergica con partecipazione di fattori costituzionali; si manifestano con eruzioni multiple di tipo spongiotico-vescicolare, pruriginose, apiretiche, non suppurative, non contagiose, confluenti, a progressione bilaterale e talora simmetrica, spesso a decorso cronico o con frequenti recidive; tale obiettività polimorfa eruttiva ed evolutiva varia nei diversi soggetti e anche nello stesso soggetto, secondo le regioni colpite. La dermatite eczematosa può essere umida nel caso in cui la cute si presenti arrossata, abrasa in superficie, secernente liquido sieroso, oppure secca qualora la cute arrossata si presenti ricoperta da numerose piccole squame. La dermatite può complicarsi per la sovrapposizione di infezioni. Le dermatiti eritrodermiche sono eritemi flogistici, vescicolo-edematosi-essudanti o secchi desquamativi a piccole o larghe lamelle, persistenti e generalizzati, spesso accompagnati da febbre e stato generale grave. In base all'agente patogeno le dermatiti eritrodermiche si suddividono in: primitive (dermatite esfoliativa o malattia di Wilson-Brocq, la pitiriasi rubra di Hebra), infettive (da piogeni), premicosiche (da micosi fungoide), tossiche (da arsenico, oro, bismuto, mercurio, ecc.), leucemiche. Possono anche complicare altre dermatiti. La dermatite seborroica, patologia infiammatoria della cute, è caratterizzata da eritema ricoperto da squame giallastre aderenti, più o meno pruriginoso, che si localizza preferenzialmente alla radice del naso, ai solchi nasogenieni, alle arcate sopracciliari, ai condotti uditivi. La dermatite seborroica del lattante è una dermatite psoriasiforme di cui esiste la variante di dermatite glutea che si diffonde alle pliche adiacenti e la variante cefalica con localizzazione al volto e quindi al cuoio capelluto (crosta lattea). Nel caso di estensione dell'infiammazione a tutto il corpo si parla di eritrodermia di Leiner-Moussous. Le dermatiti tubercolari sono infezioni dabacillo di Koch a livello cutaneo e possono avere aspetti molteplici (verrucoso, luposo, gommoso, ulceroso, ecc.). Si distingue una dermatite tubercolare primaria, in cui il bacillo giunge alla cute dall'esterno in soggetti che non presentano lesioni tubercolari in altri organi, e secondaria, in cui il bacillo giunge alla cute da un focolaio infettivo preesistente nel soggetto, per contiguità, diffusione linfatica o ematogena o per innesto esogeno. Vedi anche tubercolosi. Le dermatiti luetiche si verificano durante il periodo secondario della sifilide, e sono caratterizzate inizialmente dalla comparsa di roseole e poi di lesioni di tipo papuloso di colore giallo, arancione o rosso scuro né dolorose né pruriginose (sifilide papulo-lenticolare). Le dermatiti piogeniche hanno un'eziologia microbica (vedi piodermiti). Le dermatiti da micosi cutanee sono affezioni parassitarie infettive, dovute a miceti o funghi, eumiceti, che hanno la capacità di aggredire la cheratina epidermica e gli annessi cutanei cornei, peli e unghie, e anche i tessuti profondi (micosi granulomatose). La dermatite erpetiforme di Duhring, detta anche dermatite polimorfo-dolorosa di Brocq, a eziologia ignota, si manifesta con eruzioni di lesioni polimorfe e figurate, quali chiazze eritematose o pomfoidi, papule, vescicole, bolle, isolate o confluenti, sul tronco, sugli arti, sul volto, con prurito, bruciore e dolore; colpisce soggetti di tutte le età e la donna in gravidanza o puerperio. Le dermatiti psoriasiche hanno un'eziologia tuttora ignota, benché numerose teorie tentino di spiegarne la patogenesi; non sono contagiose (vedi psoriasi). Le dermatiti da mesenchimopatie, come il lupus eritematoso e le sclerodermie, hanno un'eziologia ancora non chiara, verosimilmente legata al concorso di più fattori: infezioni focali, raggi solari, disendocrinie, vasculopatie, ecc. Per le dermatiti da raggi X, vedi radiodermatite.

Veterinaria

Ladermatite solare nasale è un'affezione che colpisce alcune razze di cani quali il Collie, lo Shetland e lo Shetland Sheep. La malattia, causata da una prolungata esposizione alla luce solare, è caratterizzata da depigmentazione del naso, delle narici, delle palpebre, con sierosità ed esfoliazione superficiale. La terapia per mezzo del tatuaggio applicato alla zona potrebbe essere un efficace rimedio, mentre i farmaci usati per via parenterale si sono rivelati senza risultati.