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Macroeconomia

La banca centrale

La banca centrale è l'istituzione bancaria che controlla l'offerta di moneta e dei mezzi di pagamento, regola il credito e coordina le banche commerciali coerentemente agli obiettivi di politica economica dell'esecutivo. A tale scopo svolge le funzioni istituzionali di emissione, di banca delle banche e banca dello Stato, di vigilanza sul sistema bancario, di gestione delle riserve di valuta straniera e di controllo del mercato dei cambi. Il compito più importante della banca centrale è l'attuazione della politica monetaria, generalmente tesa al mantenimento del valore della valuta nazionale (sia nei confronti delle divise estere sia nei confronti dei beni reali, per la stabilità del potere d'acquisto della moneta), e al finanziamento della spesa pubblica per il perseguimento di obiettivi quali lo sviluppo dell'economia, la crescita del capitale reale e l'occupazione.

Evoluzione storica

Le prime banche centrali europee furono istituite per rispondere alle necessità di finanziamento del tesoro; quest'ultimo, in cambio dell'assistenza finanziaria, offriva particolari privilegi (come il diritto all'emissione di moneta). Gradualmente, grazie alla posizione centrale all'interno del sistema bancario, il ruolo della banca centrale divenne quello di banca delle banche per la capacità di fornire liquidità con il risconto dei crediti alle banche commerciali. Questa responsabilità si tradusse col tempo nell'attività di controllo del sistema bancario e di indirizzo della politica monetaria, nei suoi aspetti macro e microeconomici. Negli anni che precedono la prima guerra mondiale cresce l'importanza delle banche centrali e la loro capacità di condizionare le variabili monetarie. Con la recessione degli anni Trenta e la cessazione della convertibilità metallica delle banconote, le banche centrali assumono il compito di controllo del funzionamento del sistema di cambio, pur rimanendo nel complesso subordinate al potere esecutivo. Negli anni Cinquanta, con l'abbandono del sistema di cambi fissi e con la reintroduzione della convertibilità, la banca centrale diventa un'istituzione con importanza e autonomia crescenti sia nella determinazione della politica monetaria interna, attraverso la fissazione del tasso di sconto, sia nei rapporti con l'estero attraverso il sistema dei cambi. La crescita del sistema finanziario e la globalizzazione dei mercati degli anni più recenti hanno imposto una forte collaborazione tra le politiche monetarie dei diversi Stati.

La banca centrale e il controllo della quantità di moneta

La banca centrale influisce sulla quantità di moneta presente nel sistema attraverso variazioni della base monetaria. Esse sono ottenute sia direttamente, tramite operazioni di mercato aperto (come l'acquisto di titoli di Stato) ed emissione di moneta, sia indirettamente attraverso gli effetti che la variazione del tasso di sconto ha sul volume dei prestiti chiesti dalle banche. La banca centrale può limitare l'espansione della liquidità del sistema anche utilizzando il controllo diretto del credito bancario (fissazione di massimali, vincolo di portafoglio). Anche la variazione delle riserve obbligatorie influisce sulla base monetaria: quest'ultima infatti permette di determinare l'ammontare della liquidità complessiva del sistema, una volta dati i coefficienti di riserva obbligatoria e i livelli di domanda di moneta, perché impone un limite all'espansione del credito bancario.

Non è possibile determinare con esattezza lo stock di moneta perché esso dipende, oltre che dalla base monetaria, anche dal moltiplicatore della moneta. Quest'ultimo è correlato ai valori dei tassi di interesse, del tasso di sconto, dal rapporto circolante/depositi del pubblico e riserve/depositi delle banche. Di conseguenza la politica monetaria tende a concentrarsi sul controllo dello stock di moneta quando il mercato dei beni è instabile, e sul contenimento dei tassi di interesse quando è invece la domanda di moneta a provocare instabilità nel sistema.

La Banca d'Italia

La banca centrale italiana è la Banca d'Italia. Nata sotto forma di società per azioni nel 1893, dal 1936 è un istituto di diritto pubblico. Nel corso di oltre un secolo ha progressivamente acquisito una serie di funzioni, divenendo, da istituto di emissione, una moderna banca centrale.

L'ordinamento conserva la struttura societaria. Ha un capitale diviso in quote appartenenti a istituti di diritto pubblico o a enti morali. Gli organi di governo sono l'Assemblea dei partecipanti, il consiglio superiore e il Governatore.

Oggi la Banca esercita le funzioni: di emissione; di vigilanza creditizia e finanziaria; di supervisione dei mercati; di tutela della concorrenza sul mercato del credito; di analisi, ricerca e studio in materia economica e istituzionale; congiuntamente con la Banca centrale europea, di sorveglianza sui sistemi di pagamento. Nel campo della politica economica, essa esercita anche attività di alta consulenza per gli organi costituzionali. La Banca svolge inoltre il servizio di tesoreria dello Stato.

La Banca d'Italia costituisce, insieme con le altre banche centrali nazionali dei paesi dell'Unione europea e con la Banca centrale europea, il Sistema europeo di banche centrali. In tale ambito concorre a definire gli indirizzi e le scelte di politica monetaria per l'intera area dell'euro; ne cura, secondo il principio di sussidiarietà, la realizzazione sui mercati monetari e finanziari del Paese.

Banca Centrale Europea (BCE)

L'autorità monetaria dell'Unione Europea è la Banca Centrale Europea con sede a Francoforte. Istituita nel 1998 ha il compito fondamentale di assicurare la stabilità dei prezzi nell'area dell'euro. Gli organi di governo della BCE sono il Consiglio direttivo e il Comitato Esecutivo. Il Comitato direttivo comprende i sei membri del Comitato esecutivo e i dodici governatori delle banche centrali nazionali dell'area dell'euro. Il suo compito è formulare la politica monetaria per l'area dell'euro. In particolare, determina i tassi di interesse ai quali le banche commerciali possono ottenere liquidità dalla banca centale. Il Comitato esecutivo, composto dal Presidente, dal vicepresidente e da altri quattro membri, è responsabile dell'attuazione della politica monetaria formulata dal Consiglio direttivo.

Gli strumenti della banca centrale europea sono le operazioni temporanee di mercato aperto, dette operazioni di rifinanziamento e l'imposizione alle banche di un obbligo di riserva.

Approfondimenti

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