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Bihar (Stato)

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Generalità

Stato federato (173.877 km²; 93.080.000 ab. secondo una stima del 1994; capitale Patna) dell'India, nella sezione nordorientale del Paese, limitato dal Nepal a N e dagli Stati indiani del Bengala Occidentale a E, dell'Orissa a S e del Madhya Pradesh e dell'Uttar Pradesh a W. Il territorio si estende sulla pianura alluvionale del Gange a N e sull'altopiano di Chota Nagpur a S, qui culminante a 661 m. Il clima, di tipo monsonico, è caratterizzato da elevate temperature (12 ºC in gennaio, 28 ºC in maggio) e da abbondanti precipitazioni che vanno dai 1000 mm annui del settore occidentale ai 1800 mm annui del settore orientale. Lo Stato è attraversato da W a E dal fiume Gange, cui tributano da sinistra i fiumi Gandak, Burhi Gandak e Kosi e da destra i fiumi Son, Punpun, Morhar e altri minori; dall'altopiano di Chota Nagpur scendono i fiumi Damodar e Subarnarekha. La ricchezza di corsi d'acqua e le numerose opere irrigue (sistema di canali del Son; bacini sul Damodar e sul Kosi) favoriscono l'agricoltura, che, praticata soprattutto nella piana gangetica, dà riso, frumento, mais, patate, ortaggi, legumi, canna da zucchero e iuta. L'allevamento comprende bovini, caprini, bufali, ovini ed equini. Ingenti le risorse minerarie, rappresentate in primo luogo dal carbone (2/5 della produzione del Paese), estratto a Jharia, Bokaro-Ramgarh, Giridih e Karampura, seguito da ferro, mica (50% della produzione mondiale: Kodarma e Gaya), manganese, rame, bauxite, cromite, piriti, uranio, cianite e amianto. Sviluppata l'industria, alimentata da numerosi impianti idroelettrici e attiva soprattutto nei settori siderurgico (Jamshedpur, Bokaro e valle del Damodar, la cosiddetta “Ruhr indiana”), metallurgico (piombo a Tundoo, alluminio a Muri), alimentare (zuccherifici), tessile, del tabacco, del cemento, della carta, chimico. Gli abitanti dello Stato parlano la lingua hindī, che è la lingua ufficiale, e l'urdu, sono di religione induista (83,0%) e musulmana (14,1%) e vivono per lo più in grossi villaggi; solo l'8,4% vive nelle città, le più importanti delle quali, oltre alla capitale, sono Jamshedpur, Gaya, Bhagalpur, Ranchi, Muzaffarpur e Darbhanga.

Storia

Il Bihar fu sede dei due antichi regni di Videha e Magadha. In quest'ultimo fiorirono le dinastie dei Śaiśunāga, fondata da Bimbisara, e dei Maurya; dal suo territorio ebbe inizio la predicazione di Buddha e di Vardhamana Mahavir, il fondatore della religione gainistica. Nei sec. IV e V il Bihar fece parte dell'Impero gupto, nel sec. VII fu annesso ai domini del re Harsha. Nel 1194 fu conquistato dai musulmani e passò sotto le varie dinastie di Delhi, finché nel 1529 entrò a far parte dell'impero di Babur, restando sotto i Moghūl fino al 1765, quando venne ceduto agli Inglesi. Nel 1905, in seguito alla divisione del Bengala, fu annesso al Bengala Occidentale.

Arte

Nei centri del Bihar e del Bengala fiorì sotto le dinastie dei Pāla e dei Sena (sec. VIII-XII) la scuola di scultura dell'India, attraverso la quale l'arte buddhistica conservò e prolungò nel tempo le convenzioni estetiche dell'arte indiana gupta. Icone in pietra e in bronzo e rilievi in terracotta provenienti da monasteri di questi centri e da altri dell'Orissa confermano le qualità dell'arte Pāla-Sena, che tanta influenza ebbe, per esperienze formali e invenzioni stilistiche, nel campo della miniatura indiana.