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Caffè, Il-

rivista milanese stampata a Brescia dal giugno 1764 al maggio 1766 (tre numeri al mese). Diretto da P. Verri, ebbe tra i suoi collaboratori A. Verri, C. Beccaria, G. R. Carli, A. Longo, P. Frisi, L. Lambertenghi e altri, quasi tutti soci dell'Accademia dei Pugni, della cui temperie intellettuale il giornale era espressione. Sorto sul modello dello Spectator di J. Addison, Il Caffè operò una decisa rottura con la tradizione del giornalismo erudito del Settecento e divulgò le idee illuministiche, propugnando la formazione di una coscienza civile negli Italiani. In campo letterario, Il Caffè sostenne l'uso di una lingua viva e moderna, sensibile “più alle cose che alle parole”. Tra gli articoli pubblicati sulla rivista sono celebri quello di G. R. Carli Sulla patria degli italiani e quello di A. Verri sulla Rinunzia avanti notaio al vocabolario della Crusca. § Uguale nome assunse un periodico antifascista, prima quindicinale e poi settimanale, pubblicato a Milano dal luglio 1924 al maggio 1925. Sorto nei mesi della crisi Matteotti soprattutto per iniziativa di R. Bauer e F. Parri, si valse della collaborazione di uomini di tendenze diverse (Arpesani, T. Gallarati-Scotti, L. Degli Occhi, S. Negro, L. Basso, G. Mira), uniti dalla comune fede nella democrazia. Fatto oggetto di persecuzioni e sequestri continui, fu costretto a sospendere le pubblicazioni. Una nuova serie della rivista nacque a Roma nel 1953, diretta da G. B. Vicari. Alla sua morte, nel 1977, sospese le pubblicazioni, per riprenderle nel 1980 con il sottotitolo Trimestrale di letteratura satirica, grottesca ed eccentrica. Tra i collaboratori: A. Palazzeschi, A. Delfini, D. Buzzati, I. Calvino, A. Arbasino, G. Manganelli. Ha cessato le pubblicazioni nel 1981.