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Calatafimi-Segesta

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comune in provincia di Trapani (34 km), 330 m s.m., 154,82 km², 6783 ab. (calatafimesi), patrono: Santissimo Crocifisso (1-3 maggio).

Generalità

Cittadina del bacino del fiume Freddo, situata su una dorsale tra i monti San Vito e Castello; l'abitato conserva in alcune zone l'impronta urbanistica medievale.

Storia

Di origine araba (Kalat al-Fimi), sorse intorno a una fortificazione bizantina (Castrum Phimes). Dapprima possesso demaniale, nel 1336 fu infeudata da Federico III al figlio Guglielmo. Appartenne poi ai conti di Modica e ad altre signorie, tra cui quelle degli Enriquez e dei duchi d'Alba. Al suo nome è legata la battaglia che vi ebbe luogo il 15 maggio 1860, durante la spedizione dei Mille in Sicilia, tra i garibaldini e le truppe borboniche del generale Landi.

Arte

L'abitato è dominato dai resti del castello medievale, eretto nel sec. XIII su una preesistente fortificazione; a pianta quadrangolare, ha due torri quadrilatere superstiti e robusti archi a sesto acuto nella muratura. La chiesa Madre, dedicata a San Silvestro Papa, fu eretta nel sec. XVI su una chiesa del sec. XIII; conserva nell'abside un polittico marmoreo (1509-12) degli scultori carraresi Bartolomeo Berrettaro e Giuliano Mancino. Interessanti costruzioni barocche sono la chiesa del Crocifisso (1741-59, con facciata neoclassica rifatta nel sec. XIX) e la chiesa della Madonna di Giubino (1721-34), che conserva, oltre a preziosi affreschi e tele e a un organo ligneo settecentesco, il trittico marmoreo della Madonna di Giubino, proveniente da una piccola chiesa di campagna. Nella primavera del 2004 è stato inaugurato il Museo Archeologico, destinato a mostrare una parte dei reperti rinvenuti nel territorio e attualmente custoditi in altri musei siciliani.

Economia

L'agricoltura produce prevalentemente cereali, olive, uva da vino (alcamo DOC), ortaggi, frutta; sono presenti aziende florovivaistiche e zootecniche (ovini, bovini, caprini ed equini). L'industria è attiva nei settori meccanico, elettrico, alimentare, edile e dei materiali da costruzione. Rilevante il turismo nel sito archeologico di Segesta.

Curiosità e dintorni

Dal 1° al 3 maggio, con periodicità di tre/cinque anni, si celebra la Festa del Crocifisso, che vede sfilare i “ceti” con i loro emblemi. A NW dell'abitato, sulle propaggini del monte Barbaro, si estende la zona archeologica di Segesta. Importante centro degli Elimi, misteriosa popolazione della Sicilia pregreca, fu chiamata Segesta o Egesta dai Greci. Acerrima avversaria di Selinunte, fu alleata dei Cartaginesi e distrutta da Siracusa alla fine del sec. IV a. C. Alleata dalla prima guerra punica di Roma, che la fece civitas libera et immunis, fu probabilmente distrutta dai Vandali.