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Pàolo III

(al secolo Alessandro Farnese). Papa (Canino 1468-Roma 1549); cresciuto a Roma e alla corte di Lorenzo il Magnifico, ebbe una giovinezza dissipata e fastosa. Entrato nella carriera ecclesiastica per volere della madre, a soli venticinque anni fu nominato cardinale da Alessandro VI (1493) e ottenne numerosi benefici ecclesiastici, ma solo più tardi accettò di farsi sacerdote. Legato della Marca di Ancona, vescovo in varie sedi e cardinale decano con Leone X, si mise in luce per la chiara volontà riformatrice e la notevole abilità diplomatica, per cui alla morte di Clemente VII venne eletto papa quasi all'unanimità (1534). Di fronte all'intricata situazione politico-religiosa che dovette affrontare appena salito al soglio pontificio, la sua azione non fu però sempre coerente e fortunata. Mentre infatti di fronte al conflitto tra Carlo V e Francesco I assunse un atteggiamento di neutralità che portò alla tregua di Nizza (1538) e alla Pace di Crepy-en-Laonnois (1544), in Inghilterra intervenne (1538: scomunica di Enrico VIII) con una energia che portò al definitivo distacco di quella nazione dalla cristianità e in Germania, con i suoi consigli di intransigenza a Carlo V non ottenne che un prolungamento delle guerre contro i protestanti. In Italia, d'altra parte, mentre non prese posizione nella questione della successione nel ducato di Milano, fu poi spinto dallo smodato desiderio di favorire i propri parenti (era padre di quattro figli: Costanza, Pier Luigi, Paolo, Ranuccio, avuti prima di ricevere gli ordini sacri) a un acuto contrasto con i Della Rovere per Camerino e alla mutilazione dello Stato pontificio con l'infeudazione di Parma e Piacenza al figlio Pier Luigi. Ben più netta e lineare, invece, la sua azione di riforma della Chiesa. Incoraggiò la nascita e lo sviluppo di numerosi ordini religiosi, approvò quello dei cappuccini (1536) e quello dei gesuiti (1540), organizzò l'Inquisizione romana e creò contemporaneamente il Sant'Uffizio. Rinnovò in maniera spettacolare il collegio dei cardinali chiamandovi a farne parte persone eminenti per l'integrità morale e il valore umano come l'inglese R. Pole, il senatore veneziano G. Contarini, l'umanista I. Sadoleto e l'austero G. P. Carafa, futuro Paolo IV. Lavorò, infine, tenacemente (e fu la sua massima gloria) alla convocazione e alla riuscita del concilio ecumenico che poté finalmente aprire a Trento nel dicembre del 1545 e i cui sviluppi seguì attentamente sino alla primavera del 1547. Verso la fine della vita fu angustiato da insuccessi diplomatici e disgrazie familiari. La tensione politica con l'imperatore causata dal trasferimento del concilio a Bologna si aggravò infatti per l'assassinio del figlio Pier Luigi favorito da Carlo V e per la pubblicazione dell'interim di Augusta (giugno 1548) che regolò senza di lui la situazione religiosa in Germania. Pensò allora per un momento di ricorrere al re di Francia, ma il pericolo di scatenare una guerra generale lo fece desistere. Poco dopo, stanco e amareggiato, moriva. Mecenate, letterato e protettore delle arti, Paolo III affidò a Michelangelo il proseguimento dei lavori della basilica di S. Pietro e la decorazione della Cappella Sistina, fece costruire la Cappella Paolina e la sala regia del Vaticano, restaurò la basilica lateranense e favorì eruditi e scrittori. Collezionista di arte antica, le sue raccolte, passate a Napoli nel 1787, costituirono il primo nucleo dell'attuale Museo Nazionale.

W. Friedensburg, Kaiser Karl V und Papst Paul III, Lipsia, 1932; J. Edwards, Paul III oder die Geistliche Gegenreformation, Lipsia, 1933; H. Jedin, Il concilio di Trento, 3 voll., Brescia, 1973; R. Zapperi, Tiziano, Paolo III e i suoi nipoti, Torino, 1990.