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Pallava

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Storia

Dinastia di incerta origine, regnante su una zona centrale della costa sudorientale indiana, con capitale Kañcī (attuale Kanchipuram). Poco si sa del loro primo periodo (sec. III-VI); alla fine del sec. VI ebbe inizio un forte moto espansionistico verso sud e poi verso ovest e nord, con conseguenti lunghe e durissime lotte con Pāṇḍya, Cālukya e Rāṣṭrakūṭa. Narasiṃhavarman I (ca. 630-660) vinse definitivamente i Cālukya (642) e inviò due spedizioni a Ceylon; Aparājitavarman (ca. 876-895) riportò la vittoria decisiva sui Pāṇḍya, ma subito dopo fu vinto dai Cola, che si annetterono i suoi territori. I Pallava lasciarono profonde tracce nel sistema amministrativo tamil e si dovette in gran parte a loro la diffusione della letteratura sanscrita nell'India meridionale.

Arte

L'architettura e la scultura realizzate nel sud-est del Deccan nella fase matura e più alta del regno Pallava (sec. VII-VIII) segnarono, nell'evoluzione della civiltà artistica dravidica, i caratteri fondamentali di quello che viene considerato il periodo “classico” della cultura nell'India meridionale, la cui influenza ebbe feconde irradiazioni fino ai regni indianizzati dell'Asia sudorientale. L'originale concezione plastico-strutturale del tempio brahmanico Pallava maturò in un arco di tempo relativamente breve, dato che poco più di mezzo secolo (600-660 ca.) intercorse tra le prime prove di architettura rupestre sperimentate sotto il regno di Mahendravarman I (600-630), con i templi di Undavalli e quelli già più evoluti di Bhairavakonda, e gli esiti stilistici raggiunti sotto il regno di Narasiṃhavarman I con il complesso dei santuari (ratha) all'aperto, tagliati e scolpiti in blocchi monolitici di granito, di Mahabalipuram, la città costiera che documenta i momenti più alti della civiltà artistica dei Pallava. Per decorare le superfici esterne dei santuari furono scolpite a tutto tondo immagini di animali e a rilievo figure di divinità (famosi sono i “guardiani” Dvārapāla che vigilano ai lati dell'accesso). Nella seconda metà del sec. VII e agli inizi del sec. VIII l'architettura Pallava realizzò i primi templi “costruiti” all'aperto a Kanchipuram (città nel Deccan occidentale); il maggiore e più importante complesso è quello costituito dal Kailāsanātha. Nello stesso periodo, coincidente col regno di Rājasimha (680-720), furono costruiti altri templi a Kanchipuram, a Panamalai, a Mahabalipuram. Celebre in quest'ultima città, dove precedentemente la scultura Pallava aveva creato il suo capolavoro nel rilievo rupestre con l'affollata rappresentazione della Discesa del Gange (ritenuta invece da alcuni studiosi la Penitenza di Arjuna), il Tempio della Spiaggia (Shore Temple). Successivamente la scultura si orientò verso uno stile di più meditata impostazione formale e raffinata eleganza di modellato, come risulta nella serie di opere che decorano i templi della matura arte Pallava (templi di Vādāmallisvara a Orgadam; di Muktesvara, Matangesvara e Vaikunthaperumāl a Kanchipuram; di Virattanesvara a Tiruttani). Le più antiche testimonianze della pittura Pallava sono state rinvenute in pochi esempi del Kailāsanātha (Kanchipuram) e in un più tardo gruppo di affreschi rupestri in grotte giaina a Sittanavasal (da alcuni studiosi attribuiti però allo stile dell'arte Pāṇḍya).