Pessoa, Fernando Nogueira

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poeta portoghese (Lisbona 1888-1935). È una delle figure più singolari e inquietanti della letteratura europea del Novecento. Morto di tubercolosi il padre, buon critico musicale, la madre di Pessoa passò in seconde nozze e si stabilì a Durban (Sudafrica). Qui apprese l'inglese, che fu poi sempre la sua seconda lingua. Trasferitosi a Lisbona per laurearsi in lettere, lasciò gli studi e si dedicò a un piccolo impiego di corrispondente commerciale, dal 1908 alla morte. Ottimo conoscitore della filosofia romanti ca (Schopenhauer, Nietzsche) e del simbolismo francese e portoghese, ebbe interessi teosofici e occultistici, visibili nei frequenti riferimenti alla dottrina dei Rosa Croce. Fra i suoi precursori si possono iscrivere Camilo Pessanha e Cesário Verde, ma la personalità di Pessoa rimane inconfrontabile. Meglio, dovrebbe dirsi: “le” personalità. Infatti egli creò una serie di “eteronimi” – che non vanno intesi come “pseudonimi” di un unico scrittore, bensì come proiezioni aventi ciascuna la propria vita indipendente – e ne costruì le opere, narrandone anche la biografia e determinando le rispettive caratteristiche ideologiche e stilistiche. I principali eteronimi sono: Àlvaro de Campos, ingegnere, cosmopolita, che si esprime in versi liberi ed è influenzato da Marinetti e da Whitman; Ricardo Reis, poeta neoclassico, oraziano, di straordinaria eleganza e sottile epicureismo; Alberto Caeiro, il “maestro” di tutti, uomo di campagna, materialista e stoico, che tenta una poesia tutta oggettiva, senza preoccupazioni formali; Bernardo Soares, ragioniere, prosatore introspettivo e scettico; A. Pacheco, autore di un unico e lungo poema che si avvicina alla “scrittura automatica” dei surrealisti. A queste figure va aggiunto il Pessoa “ortonimo”, che firma cioè con il proprio nome e si serve di metri brevi, prevalentemente rimati. Questi personaggi, che in successivi censimenti dell'opera di Pessoa ancora inedita sono saliti a una cinquantina, sono talora in contrasto l'uno con l'altro, ma il loro stesso polemizzare fa parte del drama em gente (dramma fatto persona) in cui si riassume la vicenda letteraria dell'autore, e che intende essere un'esplicazione formale della complessità occulta in ogni uomo. Le opere di Pessoa sono uscite quasi tutte postume, ma in vita egli fu una sorta di “eminenza grigia” di tutto il rinnovamento letterario portoghese, attraverso la sua collaborazione a riviste come Orpheu e Portugal futurista, la sua amicizia con poeti come Sá-Carneiro e pittori come Almada Negreiros, i suoi scritti teorici e critici sparsi nelle riviste. È autore anche di testi polizieschi, di vari poemi in lingua inglese (si divertiva anche a fornire problemi per la sezione enigmistica del Times) e dell'opera in un atto, O Mariheiro, definita dall'autore “dramma statico” ambientato in un vago Medioevo di sapore maeterlinckiano, in cui tre donne vegliano il cadavere di una fanciulla al lume della luna e intessono un dialogo metafisico sul tema dell'attesa: tutta la vita è attesa di un evento incomprensibile, forse della morte. L'unico libro che pubblicò in vita fu la raccolta di poesie patriottiche, Mensagem (1934), con cui concorse a un premio nazionale classificandosi secondo. È una evocazione messianica del destino imperiale e oceanico del Portogallo, sulla traccia del “sebastianismo”. I testi capitali di Pessoa tuttavia – quelli che fanno di lui un poeta universale come Camões – sono di tutt'altra natura. Nelle poesie di Álvaro de Campos, per esempio, il senso della vita moderna, del mare, dell'ambiguità dell'Eros, delle contraddizioni insite in ogni convivenza umana, ricevono un'espressione ampia, tumultuosa, violenta, cui contrasta il “basso continuo” dell'ironia e della solitudine; nelle odi di Ricardo Reis la concezione pagana, precristiana cioè e mediterranea, della caducità della vita si mescola a una profonda metafisica dell'amore, in versi di una prodigiosa essenzialità; e in molti sonetti e canzoni dell'ortonimo il ragionamento filosofico e la concretezza autobiografica si fondono in una sintesi inestricabile, creando una densità di linguaggio senza pari in tutto l'arco della lirica che va da Rimbaud e Mallarmé a Eliot e Montale. La scoperta di Pessoa fu decisiva per la giovane letteratura portoghese (gruppo di Presença) e brasiliana (generazione del '45). Col passar degli anni la fama di Pessoa è cresciuta fino a farlo considerare uno dei maggiori poeti del sec. XX. In Italia sono stati pubblicati il volume di poesie Una sola moltitudine (1979, 1984), il Libro dell'inquietudine (1986), le Lettere alla fidanzata (1988) e le Poesie di Alvaro de Campos (1993).

Bibliografia

J. Prado Coelho, Diversidade e unidade em Pessoa, Lisbona, 1963; G. De Melo Kujawski, Fernando Pessoa, o Outro, San Paolo, 1967; G. R. Lind, Teoria poética de Pessoa, Porto, 1970; J. A. Seabra, Pessoa ou o poetodrama, San Paolo, 1974; M.T.R. Lopes, Fernando Pessoa et le drame simboliste. Héritage et création, Parigi, 1977; A. Tabucchi, Un baule pieno di gente. Scritti su Fernando Pessoa, Milano, 1990.

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