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cattolicésimo o cattolicismo

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Lessico

sm. [sec. XIV; da cattolico].

1) La religione cristiana secondo l'interpretazione dottrinale e dogmatica della Chiesa cattolica; l'organizzazione temporale della Chiesa cattolica romana. Per estensione, la cultura sviluppatasi nell'ambito della Chiesa cattolica nel corso dei secoli.

2) Lo stesso che cattolicità nel senso 3.

Religione

Una delle grandi confessioni cristiane, la religione cioè dei “cattolici” che nel mondo si collocano a fianco degli anglicani, dei luterani, dei riformati, dei metodisti, dei battisti e di altri membri di sette e movimenti “evangelici” del nostro tempo. In modo più pertinente il cattolicesimo è quanto attiene alla Chiesa cattolica con tutte le sue “note” e prerogative, tra cui, prima, quella della cattolicità, cioè dell'universalità. Rispetto ad altre denominazioni cristiane i cattolici si sono sempre richiamati al principio fondamentale e indefettibile dell'unità, che assume un valore particolarmente esclusivistico nella misura in cui s'insiste non solo sul “solo corpo e solo spirito... sul solo Signore, sulla sola fede, sul solo battesimo” (Paolo, Lettera agli Efesini, 4, 4-5), ma anche sull'unica cattedra fondata su Pietro per la parola di Cristo con il conseguente primato pontificio. L'istituzione dell'apostolato e del primato infatti comporta una struttura gerarchica e una distinzione tra chiesa docente e chiesa discente, tra clero e laici. Di qui la “chiesa visibile” come tipico aspetto del cattolicesimo, con il relativo potere magisteriale, in cui accanto alla dogmatizzazione si evidenzia un aspetto giuridico. Tale tendenza caratterizzante del cattolicesimo si è concretata con la formulazione dogmatica dell'infallibilità del pontefice romano (in fide et moribus, nelle questioni della fede e dei costumi) del Concilio Vaticano I (1869-70). Da papa Giovanni XXIII in poi, sia con il Concilio Vaticano II sia con un discorso teologale innovatore, il mondo cattolico ha rivolto la sua attenzione maggiormente all'aspetto spirituale del “popolo di Dio”.

Pedagogia

Il cattolicesimo interessa in modo esplicito e diretto la storia dell'andamento della pedagogia moderna, in riferimento a determinati atti ufficiali della Chiesa romana, durante gli ultimi due secoli, prima sotto la spinta del liberalismo, che durante la sua parabola storica ha formulato una visione del fatto educativo, e soprattutto delle istituzioni scolastiche, divergente dagli interessi temporali della Chiesa e, parzialmente, dalla sua dottrina; e successivamente nel crescente affermarsi di teorie educative ispirate sia alla ricerca scientifica sia alla corrente filosofica marxista. Il documento tuttora più autorevole della moderna pedagogia cattolica è costituito dall'enciclica Divini Illius Magistri, emanata da Pio XI il 31 dicembre 1929. Vi si afferma che “fine proprio e immediato dell'educazione cristiana è cooperare con la grazia divina nel formare il vero e perfetto cristiano”; allo Stato spetta il compito di tutelare, vigilare, completare con specifiche attrezzature le istituzioni educative familiari.

L. Volpicelli, La Scuola tra Stato e Chiesa, Roma, 1961; W. von Loewenich, Il cattolicesimo moderno, Milano, 1962; G. Gozzer, I cattolici e la scuola, Firenze, 1964; S. Valitutti, Scuola pubblica e privata, Bari, 1965; Autori Vari, Dibattito sull'insegnamento della religione, Roma, 1972; I. M. Angelini, Il Cattolicesimo, Milano, 1983.