doratura

Indice

Lessico

Sf. [sec. XIII; da dorare]. Atto ed effetto del dorare. In senso più specifico, procedimento mediante il quale alcuni oggetti vengono rivestiti con oro, generalmente a scopo decorativo; per estensione, lo strato stesso d'oro che riveste gli oggetti: la doratura va scomparendo; fregio: le dorature del libro. In particolare, in tecnica farmaceutica, rivestimento usato per proteggere le pillole dall'ossidazione atmosferica. Si applica facendo ruotare le pillole con polvere d'oro in adatte bassine.

Tecniche

Le tecniche di doratura adoperate per i metalli (argento, rame, bronzo) possono essere a base chimica o meccanica. L'oro doublé si ottiene con la doratura a placca (la lamina d'oro viene saldata sul metallo a fuoco o a pressione). La doratura a freddo viene eseguita strofinando l'oggetto con polvere d'oro. La doratura a fuoco è ottenuta mediante amalgama d'oro e mercurio ed è così chiamata perché il mercurio viene fatto evaporare mediante riscaldamento. Nella doratura a guazzo l'oggetto è sottoposto a un bagno in una soluzione d'oro a base di cloruro di sodio. Sono diffusi anche metodi di doratura elettrolitica nei quali l'oggetto da dorare viene fatto funzionare come catodo in un bagno contenente cianuro d'oro; tale doratura può essere eseguita direttamente su oggetti di rame, ottone o bronzo, mentre gli altri metalli devono venire prima sottoposti a ramatura. Talvolta la doratura può essere eseguita mediante vaporizzazione nel vuoto, arroventando un filo d'oro che, vaporizzando, si deposita sull'oggetto. Inoltre la doratura viene applicata, sempre col metodo elettrolitico e con spessori da 1 a 5 micron, su pezzi di apparati elettromeccanici (generalmente connettori) per ridurre al minimo la resistenza di contatto e garantirne la costanza nel tempo (anche in presenza di atmosfere industriali aggressive) grazie alla elevata inerzia chimica dell'oro. Poiché col passare del tempo, l'oro tende a diffondersi nelle leghe di rame, su di esse viene applicato, prima della doratura, uno strato di nichel lucido, dello spessore di almeno 10-20 micron. § In età greca e romana era diffusa l'usanza di dorare armi, mobilio, statue, vasi, ecc. applicando a martello sulle superfici sottilissime foglie (brattee) d'oro o lamine auree un poco più spesse; un esempio di statua bronzea dorata a foglia è l'Eracle della Rotonda del Museo Vaticano. Era nota anche la doratura a fuoco con amalgama o collanti. Strumenti liturgici in rame dorato furono eseguiti soprattutto tra il sec. XII e il XIV, mentre la doratura dell'argento si sviluppò nel corso del sec. XVI, epoca in cui ebbe inizio in Europa la decorazione in oro delle ceramiche. La doratura delle ceramiche si sviluppò nel Seicento e dilagò nel secolo successivo, allorché si ricoprirono vaste superfici di porcellane con effetti di oro massiccio di dubbio gusto. Le tecniche usate erano quattro: doratura a freddo, in cui la foglia d'oro veniva applicata su una base di apprettola doratura a lacca, in cui l'applicazione dell'oro sull'oggetto avveniva per mezzo di un pennello su un fondo di lacca; un terzo procedimento (che assicurava migliori risultati) consisteva nell'applicare con un pennello una mistura di foglia d'oro macinata e miele, fissandola poi con una leggera cottura; un quarto metodo, usato a partire dal 1780, fu l'amalgama di oro e mercurio già usato per i metalli. La doratura dei mobili, anch'essa conosciuta fin dall'antichità, ebbe larga fioritura in epoca gotica. In Italia si dorarono mobili soprattutto in età barocca; in Francia durante i regni di Luigi XIV, XV e XVI; in Inghilterra nella prima metà del Settecento. La tecnica di ricoprire i mobili con foglia d'oro si avvale di due procedimenti: ad acqua, in cui la superficie del legno viene preparata con una base di gesso; a olio, in cui la superficie viene preparata con biacca od ocra a base d'olio; in entrambi i casi viene poi applicato il mordente o altra sostanza adesiva su cui viene fissata la foglia d'oro. La doratura a olio, più semplice e più resistente, non permette però la lustratura dell'oro con il brunitoio e non consente quindi di ottenere quella lucentezza che si raggiunge con la doratura ad acqua. Nella decorazione dei libri si utilizzano fogli sottilissimi in genere di oro: sulla coperta del libro da dorare viene disteso albume d'uovo (con aggiunta di aceto bianco), ponendo quindi su questo strato, quando è asciugato, la foglia d'oro, e imprimendo poi a mano con i ferri di doratura o con pressa manuale o meccanica le decorazioni e i disegni, asportando poi le parti della foglia che non rimangono impresse. Sulle coperte in materiale plastico si utilizza una speciale pellicola adesiva, sulla quale è dispersa polvere d'oro, che viene quindi impressa a caldo.

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