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papilla

sf. [sec. XVI; dal latino papilla, dim. di papŭla, bolla1]. In anatomia, piccola formazione circoscritta e rilevata: papilla dermica, microscopica protuberanza cupoliforme del derma, a contatto con l'epidermide; papilla del pelo, formazione di tessuto connettivale, a forma di gemma, ricca di vasi sanguiferi e terminazioni nervose; è situata nel derma al di sotto del bulbo pilifero e funziona da organo produttore del pelo; papilla dentale, formazione di origine mesodermica dell'embrione da cui prendono origine sia gli odontoblasti all'esterno, sia la polpa dentaria al centro; papilla di Vater (o caruncola minor), prominenza mucosa del duodeno su cui si apre il coledoco; papille lacrimali, rilievi conici situati sui margini liberi delle palpebre in vicinanza dell'angolo mediale dell'occhio; papille linguali, sporgenze di forma e grandezza variabile, disposte in grande quantità sulla mucosa della lingua, talune delle quali contengono gli organi del gusto (papille gustative); in base alla loro forma vengono distinte in filiformi, fungiformi, foliate, emisferiche, vallate; papilla ottica, piccola area biancastra e avvallata al centro, sita sulla retinarrispondenza del punto di entrata nel globo oculare del nervo ottico; papille renali, rilievi arrotondati, corrispondenti alla porzione apicale delle piramidi del Malpighi nel rene. § In botanica, piccole sporgenze, per lo più di dimensioni microscopiche, presenti sulle foglie di molti muschi e su organi di altri vegetali che gli conferiscono un aspetto vellutato, come nella viola del pensiero (Viola tricolor).