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La "nuova musica" dell'avanguardia

Percorsi e figure dell'avanguardia musicale

Sino al 1960, l'avanguardia musicale è caratterizzata dalla ricerca incessante sul linguaggio e sulla materia sonora, al di fuori da qualsiasi assunzione di un criterio metodologico, principio compositivo o presupposto teorico che potesse ritenersi unica, esclusiva e invariante. "Stazioni" decisive su questo percorso sono stati i seminari di studio durante i Ferienkurse di Darmstadt, la scoperta della possibilità di una musica "concreta", le innovazioni dell'elettronica e dell'informatica. Un percorso che costituisce la tradizione musicale più recente, della quale si conoscono i protagonisti di maggior influenza.

Darmstadt, 1946

Secondo dopoguerra: a Darmstadt, città tedesca dell'Assia, prende vita un movimento d'avanguardia post-weberniana per opera di un gruppo di compositori riunitisi presso i corsi sulla "nuova musica" lì organizzati (Internationalen Ferienkurse für Neue Musik, istituiti da W. Steinecke nel 1946). Fra essi: K. Stockhausen, L. Berio, P. Boulez, B. Maderna, H.W. Henze, L. Nono e H. Pousseur. Mucisti che in seguito hanno preso strade divergenti, ma che inizialmente si trovano a Darmstadt accomunati sull'unica via della ricerca di un "nuovo" linguaggio musicale. Il rifiuto di ogni organizzazione tradizionalmente precostituita (non si accetta più nulla di "prefabbricato", non solo un accordo, come faceva già Schönberg, ma nemmeno una forma, una combinazione ritmica ecc.) pone il compositore di fronte a un compito completamente nuovo. In una prima fase (esauritasi intorno al 1960), il metodo compositivo dell'avanguardia è caratterizzato da atteggiamenti di razionalistico rigore, tendenti a un'organizzazione (quella seriale) estremamente complessa. La nuova posizione di fronte all'evento sonoro conduce a una sempre più approfondita analisi del suono in tutte le sue componenti e a una diversa concezione dello spazio e del tempo musicali: si giunge in breve allo strutturalismo, così chiamato perché il pezzo si organizza per strutture, gruppi, scariche, fasce sonore, cioè per agglomerati fonici non più distinguibili nelle loro singole componenti. Essi richiedono una percezione globale e si dispongono nel tempo quasi come statici pannelli. Parallelamente, si compiono le esperienze della musica concreta ed elettronica.

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