Gèrico

Indice

Generalità

Cittadina (18.346 ab. nel 2007) della Cisgiordania, 20 km a NE di Gerusalemme, a -258 m nella valle del Giordano, presso la sponda settentrionale del Mar Morto.

Storia

I territori della città di Gerico (58 km²), insieme a quelli della striscia di Gaza, sono stati i primi a godere di uno statuto di autonomia, secondo le disposizioni contenute negli accordi di pace israelo-palestinesi. La prima “dichiarazione di principio su accordi transitori di autonomia” riguardante Gerico, è stata negoziata a Oslo e sottoscritta a Washington nel 1993 sotto l'egida degli Stati Uniti e della Federazione Russa: essa ha definito i termini generali di un'autonomia destinata a durare cinque anni, in attesa di uno statuto definitivo. Le sue concrete modalità di attuazione sono state oggetto di lunghe negoziazioni e solo il 4 maggio 1994 è stato sottoscritto l'accordo, detto “Gaza-Gerico”, che ha determinato il ritiro dell'esercito israeliano da Gerico e l'ingresso nella città delle forze palestinesi. Sulla base di un successivo trattato, detto Oslo II, ma firmato a Washington il 28 settembre 1995, Gerico è divenuta parte integrante della porzione di territorio della Cisgiordania – denominata zona A – passata sotto il controllo dell'Autorità palestinese, nel periodo di tempo intercorso tra la firma dell'accordo e la scadenza elettorale del 20 gennaio 1996, che ha portato alla elezione del Consiglio dell'Autonomia palestinese. Rispetto alle altre città comprese nella zona A (Hebron, Betlemme, Ramallah, Tulkarem, Qalqilyah, Nablus e Jenin), tutte situate nella porzione occidentale della Cisgiordania, Gerico rappresenta una eccezione: è l'unico importante insediamento palestinese della zona orientale ed è completamente immersa all'interno di territori che, sempre sulla base dell'accordo del settembre 1995, sono sottoposti al completo controllo israeliano (zona C). Questa situazione rende molto difficoltose le comunicazioni di Gerico con il resto dei territori palestinesi, che, del resto, anche se in misura minore, si trovano a fronteggiare simili difficoltà: ognuna delle città controllate dall'Autorità palestinese è circondata da territori israeliani e gli spostamenti di tutti i cittadini palestinesi sono sottoposti a rigide limitazioni. §Nei pressi della città attuale gli scavi hanno riportato alla luce le testimonianze di vari insediamenti preistorici succedutisi per molti millenni. I resti più antichi, risalenti agli inizi dell'VIII millennio e appartenenti alla facies natufiana del Mesolitico, presentano macine e falcetti usati per le graminacee selvatiche, nonché avanzi di una costruzione ritenuta di destinazione religiosa. Sopra lo strato più arcaico sono due orizzonti sovrapposti (protoneolitico A e B) assegnabili a un periodo ancora preceramico in cui però già erano noti le tecniche agricole e l'allevamento degli ovini: vi sono avanzi di capanne a pianta circolare e rettangolare (più tarde), con mura difensive. Tra i reperti spiccano alcune statuette muliebri e crani umani dipinti di rosso col viso plasmato in gesso e gli occhi sostituiti con conchiglie, evidenti oggetti di culto. I livelli superiori appartengono al Neolitico con ceramica dapprima dipinta e poi incisa e quindi all'Età del Bronzo, dopo di che abbondano i resti assegnabili ai tempi protostorici. § Più volte citata nell'Antico Testamento, le sue vicende accompagnano la storia degli Israeliti dalla sua conquista (Giosuè, 6) fino a Zorobabele (Esdra 2, 34). Il racconto biblico della conquista della Palestina da parte delle tribù d'Israele è incentrato, infatti, sulla presa di Gerico, prima città cananea incontrata dopo il passaggio del Giordano. Tuttavia i particolari favolistici del racconto (secondo il quale Giosuè ne fece crollare le mura conducendo l'arca in processione per sette giorni al suono delle trombe) e il fatto che la città era allora (sec. XIII a. C.) da tempo in rovina fanno pensare che il racconto sia una saga etiologica, intesa appunto a spiegare le origini di quelle rovine, e inserita secondariamente nel racconto della conquista. A Gerico Gesù guarisce due ciechi (Matteo 20, 29) e incontra Zaccheo (Luca 19, 1). Nella parabola del buon Samaritano (Luca 10, 30) si parla della strada che da Gerusalemme porta a Gerico. Donata da Antonio a Cleopatra, fu acquistata da Erode il Grande, che costruì una nuova città a SE della prima. L'attuale città, 3 km a W di quella romana, risale all'età bizantina.

Arte

Recenti ricerche hanno portato alla luce i resti della più antica sinagoga finora localizzata in Israele. La datazione della struttura, che è stata individuata in un'area dove già in precedenza erano stati rinvenuti i resti di un palazzo di epoca asmonea, è infatti collocabile tra il 75 e il 50 a.C. Le indagini archeologiche sulla sinagoga sono in corso, ma fra i dati già acquisiti spicca la presenza, in un ambiente successivamente accorpato all'edificio principale, di una panca a forma di U che veniva verosimilmente utilizzata come triclinio. La presenza di sale riservate a banchetti nelle sinagoghe è attestata in alcune fonti antiche e sarebbe legata all'uso di consumare pasti nell'ambito di particolari cerimonie.

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