Lesotho

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(Kingdom of Lesotho, Muso oa Lesotho). Stato dell'Africa sudorientale (30.355 km²). Capitale: Maseru. Divisione amministrativa: distretti (10). Popolazione: 1.910.000 ab. (stima 2008). Lingua: inglese e seSotho (ufficiali). Religione: cattolici 39,3%, animisti/credenze tradizionali 29,9%, protestanti 14%, altri cristiani 11,2%, anglicani 5,6% . Unità monetaria: loti, al pl. maloti (100 lisente). Indice di sviluppo umano: 0,496 (155° posto). Confini: Sudafrica (W). Membro di: Commonwealth, ONU, SACU, SADC, UA e WTO, associato UE.

Generalità

Si trova nell'Africa australe, all'estremità sudorientale del continente, interamente circondato dal territorio del Sudafrica di cui costituisce un'enclave e da cui dipende in modo pressoché assoluto sia economicamente sia politicamente. Il Lesotho, già protettorato britannico col nome di Basutoland, cioè “terra dei Basuto”, ha tuttavia saputo conservare le proprie caratteristiche etniche e culturali, in ciò favorito dalla natura del Paese, vertice montagnoso dell'Africa meridionale, sui cui aspri altopiani si arroccarono le tribù dei basotho (o basuto), trovandovi la migliore protezione dalle aggressioni dei popoli vicini e salvaguardando l'individualità nazionale. All'inizio del Duemila il Paese risulta tra i più poveri del mondo, con una speranza di vita bassissima: il virus dell'HIV colpisce infatti una larga fetta di popolazione adulta. Nel 2005 il Lesotho è stato il primo Paese al mondo a fornire gratuitamente il vaccino per questo virus.

Lo Stato

Il Lesotho è una monarchia costituzionale, che ha raggiunto la completa indipendenza il 4 ottobre 1966. La Costituzione del 1993 stabilisce che l'Assemblea parlamentare venga eletta a suffragio universale per 5 anni. Il potere esecutivo, giudiziario e legislativo spetta al governo, presieduto dal primo ministro, che è il leader del partito di maggioranza. Il sistema giudiziario si basa sul diritto olandese. L'Alta corte, massimo grado di giudizio del Paese, ha poteri illimitati e analizza le sentenze della Corte d'appello. Quindi troviamo un complesso sistema articolato nelle Corti subordinate, nei tribunali locali e in quelli centrali, che hanno però giurisdizione limitata. La pena di morte è in vigore. Le forze armate del Paese sono composte esclusivamente dall'esercito di terra. Il servizio militare viene effettuato su base volontaria. L'istruzione primaria, obbligatoria e gratuita, ha durata di 7 anni ed è prevalentemente affidata alle missioni protestante, cattolica e anglicana che operano sotto la direzione del Ministero dell'Educazione. L'istruzione secondaria avviene in due cicli: l'uno inferiore, triennale, l'altro superiore, biennale. Secondo una stima del 2006 la percentuale di analfabeti è del 17,8%. L'istruzione superiore si svolge nell'Università Nazionale del Lesotho, presso Maseru.

Territorio: geografia fisica

Il territorio del Lesotho corrisponde alla sezione più elevata dell'Africa australe, occupando una vasta porzione dei dei Draghi, la fascia montuosa che orla a SE il continente. In particolare il Lesotho centrale e orientale presenta una serie di altopiani, elevati in media 2000-3000 m, costituiti da potenti strutture basaltiche, la cui origine risale alla fine del Triassico e che sovrastano i più antichi strati di arenarie; si formarono quando grandi fratture si aprirono nella regione, in rapporto a quei vastissimi fenomeni tettonici che interessarono tutta l'Africa orientale, proseguendo altrove nel Cenozoico. Morfologicamente le montagne del Lesotho non sono molto aspre; mostrano lunghe dorsali, divise dai profondi solchi dei fiumi tributari dell'Orange e culminanti nel Thabana Ntlenyana (3482 m), nello Champagne Castle (3377 m) e nel Mont-aux-Sources (3299 m), nel gruppo dei monti Maluti. La sezione occidentale del Lesotho corrisponde a un pianoro meno elevato (media 1500-1600 m), dal profilo dolce e arrotondato, che dal pedemonte dei monti dei Draghi scende alla valle del fiume Caledon; esso rappresenta a sua volta una porzione dei vasti altopiani interni che riguardano gran parte dell'Africa australe (formazione del Karroo) e che sono costituiti da conglomerati e arenarie antiche. Dal punto di vista idrografico il Lesotho tributa interamente all'oceano Atlantico tramite l'Orange; il fiume, nato dal Mont-aux-Sources, attraversa tutto il Paese con andamento generale NE-SW, via via arricchito dall'apporto di numerosi affluenti, quali il Senqunya e il Kornet; scende all'Orange anche il Caledon, che forma per un buon tratto il confine occidentale del Lesotho. L'altitudine, il diaframma montuoso dei monti dei Draghi e il vario influsso delle masse d'aria monsoniche calde e umide provenienti da NE influenzano il clima del Lesotho che nel complesso è piuttosto asciutto, con forti escursioni termiche. Le precipitazioni si concentrano nei mesi da ottobre ad aprile (estate australe), quando le masse d'aria monsoniche sono attratte dalle depressioni che si formano sul deserto del Kalahari; superano i 1200 mm annui sui più esposti versanti orientali dei monti dei Draghi, mentre all'interno si aggirano sui 600-700 mm. Le temperature risentono naturalmente soprattutto delle variazioni altimetriche; sono sui 9-10 ºC (media annua), ma durante i mesi più freddi si abbassano sovente sotto lo zero; possono verificarsi precipitazioni nevose tra i 2500 e i 3200 m.

Territorio: geografia umana

Originariamente abitato da genti khoisanidi (boscimani e ottentotti), che hanno lasciato varie testimonianze della loro presenza in suggestivi graffiti rupestri, il territorio del Lesotho fu stabilmente occupato dal gruppo bantu dei basutho o sotho, probabilmente nel sec. XVIII; la popolazione attuale, infatti, è composta quasi esclusivamente da sotho (80%), seguiti da zulu (14%) e altre etnie (6%). La popolazione del Paese, aumentata rapidamente dall'inizio del Novecento, ha avuto un tasso di crescita negativo tra il 2000 e il 2005; la speranza di vita è molto bassa, tanto che nel 2004 non raggiungeva mediamente i 40 anni. Il Lesotho ha una densità di 63 ab./km², molto elevata per un Paese africano, specie in rapporto alla morfologia e alle condizioni climatiche non sempre favorevoli, ma soprattutto rispetto alle risorse economiche. Quasi tutta la popolazione vive nei villaggi, che hanno al centro il kraal, il recinto per il bestiame: forma d'insediamento tipica, legata a un'economia agricolo-pastorale. La fascia occidentale del Paese è la più densamente popolata, ospitando i centri più grossi, come Mafeteng, Leribe e la capitale Maseru, principale centro economico e centro industriale sviluppatosi lungo la linea ferroviaria che la collega con Kimberley, in Sudafrica. Il livello di vita è basso e molti abitanti (circa un quinto della forza lavoro) sono costretti a emigrare, sia pure temporaneamente, in Sudafrica, nelle miniere e nelle piantagioni.

Territorio: ambiente

Il Lesotho presenta una vegetazione povera, con praterie montane e, nella parte occidentale del Paese dove le precipitazioni sono meno abbondanti, una prateria più magra con accenni di steppa e piante xerofile. Sul versante orientale e sui fianchi montuosi più colpiti dalle piogge crescono macchie arboree. Le piccole dimensioni, unite all'elevata altitudine e alla limitata gamma di habitat naturali rendono il Paese un territorio difficile per la vita animale. Sono molto comuni babbuini e sciacalli, inoltre vivono numerose specie di uccelli, tra cui il raro ibis eremita (Geronticus eremita). L'intero manto vegetale è stato profondamente trasformato dall'uomo e ovunque i terreni sono soggetti all'erosione per effetto del loro prolungato e irrazionale sfruttamento (deforestazione). Solo lo 0,2% del territorio è protetto: due sono i parchi nazionali.

Economia

La posizione geografica del Lesotho, completamente circondato dal Sudafrica e privo di uno sbocco sul mare, il suo territorio prevalentemente montuoso e la scarsità di risorse di cui è dotato, sono i fattori che incidono negativamente sulle sue possibilità di sviluppo (PIL pro capite 661 $ USA nel 2008). Le sorti del Lesotho dipendono in modo pressoché totale dal Sudafrica che, oltre ad assicurare cospicui aiuti finanziari, offre possibilità di lavoro in qualità di minatori a un elevato numero di immigrati. A conferma di tale legame, il Paese risentì negli anni Ottanta del Novecento della recessione verificatasi oltre confine a seguito dell'applicazione delle sanzioni internazionali; inoltre un accordo valutario prevede che nel Paese, oltre all'emissione della moneta nazionale (il lati), vi sia corso legale anche del rand, valuta del Sudafrica. La più grande risorsa del Paese è il suo patrimonio idrico: nel 1986 venne inaugurato il grande progetto idraulico (Lesotho Highlands Water Project): un grande bacino artificiale costruito nei pressi di Muela sul fiume Orange che ha permesso al Paese di raggiungere l'autosufficienza energetica. Il PIL nel 2008 si è attestato sui 1.620 ml $ USA, ma indispensabili rimangono gli aiuti internazionali che provengono (oltre che dal suo grande vicino) principalmente dagli USA, dalla UE e dalla Banca di Sviluppo Africano. § L'economia è basata su un'agricoltura e un allevamento quasi di pura sussistenza, che forniscono la maggior parte del reddito nazionale e che occupano si può dire l'intera popolazione attiva; la loro produzione comunque non riesce a garantire l'autosufficienza alimentare del Paese. L'arativo interessa solo una minima parte della superficie territoriale; principali prodotti agricoli sono il mais e il frumento, seguiti da altri cereali, come l'orzo e il sorgo, e da alcuni ortaggi e legumi. § Oltre la metà del territorio è costituita da prati e pascoli permanenti: sono questi il supporto del patrimonio zootecnico, una buona risorsa per il Paese ma che risente del sovraccarico pastorale: esso pone seri problemi per l'elevata erosione e la degradazione dei suoli che inevitabilmente determina; prevalgono gli ovini (dai quali si ricava lana per l'esportazione) e i caprini, ma abbastanza numerosi sono anche i bovini e i cavalli, questi ultimi impiegati anche come mezzi di trasporto. § L'industria è pressoché assente; il comparto principale è il tessile. Il settore manifatturiero, al servizio del modestissimo consumo interno, ha tuttavia ricevuto un certo impulso dall'ente di Stato Lesotho National Development Corporation (LNDC), grazie al quale sono stati realizzati alcuni laboratori per il taglio dei diamanti, piccoli complessi chimici, mobilifici, concerie ecc. § Le attività minerarie sono limitate allo sfruttamento dei non ingenti giacimenti diamantiferi che forniscono comunque il primo bene d'esportazione. § La bilancia commerciale è in deficit, dato che le esportazioni (lana e diamanti) non coprono minimamente le importazioni (generi alimentari, macchinari e mezzi di trasporto). § L'aspra morfologia del territorio rende particolarmente disagevoli le comunicazioni; la rete stradale si sviluppava per ca. 4900 km (1999), solo in parte percorribili tutto l'anno; mancano le ferrovie eccetto il breve tronco che unisce Maseru con Marseilles, sulla linea Bloemfontein-Natal (Sudafrica). La capitale è sede di un aeroporto.

Storia

Le origini dello Stato attuale risalgono agli inizi del sec. XIX quando Moshoeshoe, un capo ngoni, raggruppò in questa zona, naturalmente ben difesa, i resti di tribù bantu minacciate dalla pressione degli zulu. Verso la metà del secolo, consigliato da missionari protestanti francesi, Moshoeshoe si pose sotto la protezione britannica per sfuggire alla minaccia di un'invasione da parte dei boeri. Costituito in protettorato nel 1868 il Lesotho, allora Basutoland, fu annesso alla Colonia del Capo dal 1871 al 1884 quando tornò alle dipendenze della Gran Bretagna e in tale posizione rimase fino al 1966 quando ottenne la piena sovranità (nel 1965 aveva ottenuto l'autonomia interna). Il Paese, retto a regime monarchico costituzionale, ebbe nel re Moshoeshoe II e nel primo ministro Leabua Jonathan le due massime autorità. Jonathan praticò una politica simile a quella del Sudafrica, attuando repressioni contro i rifugiati politici di là provenienti, ed entrò in conflitto con il re che già dal dicembre 1966 fu costretto al domicilio coatto a palazzo e venne privato di molti dei suoi compiti. Sconfitto alle elezioni del 1970, il primo ministro annullò le elezioni, sospese la Costituzione e costrinse il re all'esilio fino al dicembre dello stesso anno. Richiamato in patria il re per volontà popolare, il suo potere restò tuttavia puramente simbolico. Soltanto nel 1973 fu abolito lo stato di emergenza, mentre i frequenti fermenti interni degli anni successivi venivano duramente repressi dal primo ministro Jonathan. A partire dal 1980 il Lesotho venne accusato dal vicino Sudafrica di offrire asilo ai militanti neri dell'ANC (African National Congress), movimento per l'emancipazione dei neri e contro la segregazione razziale: Pretoria sospese, perciò, gli scambi commerciali con Maseru, mettendo in difficoltà la già vacillante economia del piccolo regno africano. Nel gennaio 1986 il vecchio Jonathan venne rovesciato dal generale Justin Lekhanya, capo di una forza paramilitare di 1500 uomini. Ispiratore del golpe fu il re Moshoeshoe II, contrario alla politica di allontanamento dal Sudafrica perseguita dal precedente governo. La Costituzione venne sospesa, vennero banditi i partiti politici e, anche in seguito all'espulsione di rifugiati appartenenti all'ANC, i rapporti con il vicino Stato presto si normalizzarono. Nel 1990 si manifestarono segni di instabilità ai vertici del potere: rimpasti governativi e la sospensione delle facoltà del sovrano in campo esecutivo e legislativo (passate al Consiglio militare), nonché la deposizione di Moshoeshoe II in favore di suo figlio Letsie III segnarono un netto deterioramento dei rapporti politici; l'elezione di una nuova Assemblea Costituente non portò nessun miglioramento. Il 30 aprile 1991 il colonnello E. Phisoana Ramaema, membro del Consiglio militare, attuò un nuovo colpo di stato, destituendo Lekhanya. Contestualmente allo sviluppo del processo di distensione che nella vicina Repubblica portava allo smantellamento dell'apartheid, Ramaema, avviò una fase di normalizzazione del Lesotho fissando libere elezioni per il marzo 1993. Il serrato confronto tra il Partito del Congresso Basotho (BCP) e il Partito Nazionale Basotho (BNP), sostenuto dai militari, si risolse a vantaggio del primo (marzo 1993) che conquistò una larga maggioranza. Il nuovo governo presieduto da Ntsu Mokhehle era, però, inviso ai militari, che ne ostacolarono l'attività tentando in più occasioni di organizzare nuovi colpi di stato in uno dei quali perse la vita anche il vice primo ministro (aprile 1994). Cogliendo al volo l'occasione di un'evidente instabilità, Letsie III rimosse lo scomodo premier e sciolse il Parlamento (agosto), ma dovette ben presto ritornare sui suoi passi e reintegrare N. Mokhehle per la mobilitazione interna e le pressioni del Sudafrica. Il tentato colpo di forza costò caro al sovrano, che perdette il trono nuovamente occupato dal padre Moshoeshoe II (gennaio 1995). Ma il segnale che una piena normalizzazione della vita politica era ancora lontana giunse dopo appena un anno, quando Moshoeshoe II perse la vita in un misterioso incidente automobilistico e il figlio si reinsediò come successivo monarca del Paese. Altri segnali di instabilità si manifestarono nel 1998: i risultati delle elezioni politiche, vinte dal Partito del Congresso Democratico Lesotho (LCD) che pose a capo del governo il leader Pakalitha Mosisili (successore di Mokhehle), vennero violentemente contestati dall'opposizione e da alcuni ufficiali dell'esercito che denunciarono la presenza di brogli. Il governo sentendo di perdere il controllo del Paese chiese l'intervento dei membri della SADC e truppe, sopratutto sudafricane, invasero il regno incontrando una strenua opposizione. In un clima di profonda incertezza si raggiunse un accordo per la convocazione di nuove elezioni, più volte rinviate, che finalmente nel maggio 2002 si svolsero senza contestazioni e riconfermarono la maggioranza dei seggi al LCD, il partito di Mosisili che ottenne il secondo mandato come primo ministro. Dopo cinque anni di relativa tranquillità le elezioni del 2007, che hanno visto Mosisili e l'LCD riconfermato alla guida del Paese, hanno però di nuovo suscitato le proteste dell'opposizione che ne ha contestato il risultato. Nel 2012, nonostante la vittoria dell'LCD alle elezioni legislative, i partiti dell'opposizione decidevano di formare un nuovo governo.

Cultura: generalità

Il villaggio tipico del Lesotho è quello caratterizzato dai kraal, raggruppamenti di costruzioni dove vivono i componenti di una stessa famiglia; ogni costruzione è adibita a un uso diverso, e comprende anche un recinto per gli animali. Il costume tradizionale è una coperta molto colorata, che protegge dal freddo e dalla pioggia; gli uomini indossano il caratteristico copricapo a cono, che secondo la tradizione riproduce la forma del monte Qiloane. La musica e la danza fanno parte della vita quotidiana; tipici sono alcuni strumenti musicali, come il setolo-tolo (strumento a corde che si suona a iato, usato dagli uomini), il thomo (strumento a corde usato dalle donne) e il lekolulo (una sorta di flauto). La manifestazione più importante è il Morija Arts and Cultural Festival, che ha cadenza annuale e si tiene nel mese di ottobre; seguito da un pubblico molto numeroso, propone spettacoli di danza, canto e teatro.

Cultura: letteratura

Esistono tre letterature: una orale, una scritta in seSotho e una scritta in inglese. Nella produzione orale dominano i canti (lithoko), che esaltano gesta di guerrieri o celebrano avvenimenti della vita comune. Cantati dagli stessi autori, sono destinati al popolo; si avvicinano alla poesia dei cantici biblici e presentano notevole ricchezza idiomatica. Nella seconda metà del sec. XIX il missionario A. Mabille, della Società Evangelica di Parigi, fondò un periodico in lingua seSotho e pubblicò (1907) la prima collezione di testi tradizionali seSotho, raccolti dall'africano Azariele Sekese (1849-1930) e seguiti, nel 1921, dalla raccolta di canti celebrativi dei capi basotho, trascritti da Z. D. Mangoela (1883-1963). Più tardi (1931), D. C. T. Bereng (1900) pubblicò una sua raccolta di poesie eroiche, centrate sulla figura del capo Moshoeshoe, che pur derivando dalla tradizione sono sostanzialmente opera sua. Nel 1906 venne pubblicata la prima novella di uno scrittore africano, Thomas Mofolo (1877-1948), che si impose poi con il famoso romanzo epico Chaka (scritto nel 1908, ma pubblicato nel 1925), in cui si compie la sintesi fra cultura seSotho e cristianesimo. La narrativa, che ha dato buoni narratori come L. Segoete (1858-1923), E. Motsamai (1870-1959), J. J. Machobane e molti altri, presenta contenuto cristiano e stile africano e non si discosta troppo dalla narrativa orale. Anche il teatro è fortemente influenzato dal pensiero cristiano; vi si segnalano B. M. Khaketla (1913-2001), T. M. Mofokeng (1923-1957) e B. L. Leshoai (n. 1920). Nei suoi romanzi e nelle sue opere teatrali B. M. Khaketla si ribella alla discriminazione razziale e oppone all'antica civiltà comunitaria una morale più individualista. T. M. Mofokeng e B. L. Leshoai tentano una sintesi fra le due culture e un'apertura verso l'Occidente. Negli anni Quaranta, K. E. Ntsane (1920-1983) si impone come il miglior poeta seSotho con una lirica ricca di immagini, spesso satirica e stilisticamente innovatrice. Negli anni Settanta questa letteratura decade, anche per l'inasprirsi dell'apartheid. Tutti i generi sono rappresentati, ma le opere non raggiungono alti livelli. Benché la situazione politica sia migliorata, negli anni Ottanta appaiono solo opere di non grande interesse che si indirizzano esclusivamente a un pubblico locale. La letteratura in inglese inizia nel secondo dopoguerra, con due romanzi di A. S. Mopeli-Paulus (1913-1984): Blanket Boy's Moon (1953; trad. it., Fuoco nero) e Turn to the Dark (1956; Ritorna nel buio), che affrontano problemi razziali ed evidenziano il conflitto culturale fra la tradizione e l'Occidente. Ancora all'inizio del XXI secolo la produzione letteraria in inglese è scarsissima.

Media

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