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Sabina (regione storica)

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Territorio

Regione storica (ca. 1700 km²) del Lazio in gran parte compresa nella provincia di Rieti e per il resto in quella di Roma. Comprende i monti Sabini, la conca di Rieti, parte dei monti Reatini e delle valli del Turano, del Velino, del Tevere, del Salto e dell'Aniene. I rilievi, in prevalenza di natura calcarea, presentano quasi dappertutto forme aspre e frequenti fenomeni carsici superficiali. Il clima ha caratteri diversi secondo le zone: è più mite nel settore occidentale, collinoso ed esposto agli influssi mitigatori del mare, rispetto al settore orientale, più interno e montuoso, dove maggiori sono le escursioni termiche giornaliere e stagionali. In latino Sabīna.

Popolazione ed economia

I centri più importanti sono Rieti, Cittaducale, Poggio Mirteto, Fara in Sabina, Magliano Sabina, Orvinio, Palombara Sabina, Mentana e Monterotondo. Come vie di comunicazione l'area è servita dall'Autostrada del Sole (A1) e dalla SS 4. Le principali risorse economiche sono l'allevamento del bestiame e l'agricoltura (cereali, olive, uva, barbabietole da zucchero, patate e prodotti ortofrutticoli). L'industria è attiva con aziende che operano principalmente nei settori alimentare, meccanico, del legno e dell'abbigliamento. È attivo il turismo escursionistico e montano, che spesso si lega a quello gastronomico.

Storia

Anticamente abitata dai Sabini, fu incorporata nello Stato romano nel 290 a. C.: dalla fusione dei Sabini con i numerosi cittadini romani qui dedotti come coloni si svilupparono, anche da villaggi preesistenti, numerosi centri urbani, che ravvivarono la zona ancora a economia pastorale e agricola: Reate (Rieti), Curtes, patria di Numa Pompilio, Nursia (Norcia), Amiternum (patria di Sallustio), Cutiliae (patria di Vespasiano), Forum Decii, Forum Novum, Trebula Mutuesca ecc. Era nella Sabina, sotto il monte Lucretilis, che Orazio possedeva la sua villa (Sabinum). Augusto, nella suddivisione che operò dell'Italia in regioni, incluse la Sabina nella IV, ma nel sec. IV essa passò nella III (Tuscia). In età longobarda, la Sabina fece parte del Ducato di Spoleto, ma le posteriori incursioni devastatrici dei Saraceni spinsero gli abitanti a fortificarsi sulle alture dei monti. Contesa successivamente da famiglie comitali di Roma, la Sabina tornò con papa Paolo V sotto la giurisdizione della Chiesa con sede del delegato apostolico a Rieti. Nel 1861 fu aggregata alla provincia umbra di Perugia e, dopo essere stata dal 1923 al 1927 parte della provincia di Roma, fu ricostituita provincia a sé con capoluogo a Rieti.