I movimenti del corpo

Il movimento è un'azione volontaria eseguita per realizzare uno scopo.

Ogni movimento è prodotto dai muscoli che, mediante il meccanismo di contrazione delle fibre, rendono possibile lo spostamento delle varie parti del corpo. Quando un soggetto realizza movimenti utilizzando esclusivamente il proprio corpo, si dice che sta eseguendo un lavoro a carico naturale; l'uso di oggetti o macchine specifiche si definisce invece lavoro con sovraccarichi. L'apparato muscolare necessita, per essere in forma, di ricevere una sollecitazione tale che le fibre, attivandosi, siano in grado di sostenere l'intensità del carico di lavoro.

Un'altra caratteristica fondamentale da considerare per una corretta esecuzione dei movimenti fisici è la durata, ossia il numero di ripetizioni dello stesso movimento da eseguire prima di effettuare la pausa; il totale, l'insieme delle ripetizioni eseguite, si chiama serie.

Perché gli esercizi abbiano efficacia, è necessario che siano eseguiti osservando alcune regole fondamentali; il muscolo, infatti, per acquisire tono ed essere efficiente, necessita di un'adeguata sollecitazione. È da escludere un numero di ripetizioni limitato dei movimenti in quanto, in questo modo, non vi è miglioramento; è invece da preferire l'esecuzione di un numero medio-alto di ripetizioni (in base al proprio grado di allenamento), suddivise in 3/7 serie, fino al punto in cui le ultime vengono eseguite a fatica o non si è in grado di completarle. In alcuni esercizi, in cui si supera agevolmente le 30 ripetizioni, è opportuno utilizzare sovraccarichi. Un ultimo elemento da valutare quando si compie un esercizio fisico è il recupero ossia il tempo necessario al nostro corpo per ristabilire i suoi ritmi normali dopo l'esecuzione di un'attività fisica: fondamentale nelle esercitazioni che richiedono uno sforzo intenso, il recupero è invece molto breve o quasi nullo quando lo sforzo compiuto è leggero. Dopo sforzi di media intensità il recupero necessario richiede un tempo tra 1 e 3 minuti.

Ci si può allenare anche senza sviluppare movimenti macroscopici: è sufficiente creare volontariamente una contrazione muscolare che, pur non producendo un movimento vero e proprio, sviluppi una tensione che, mantenuta per un tempo variabile tra i 10 e i 20 secondi, consenta una buona sollecitazione della muscolatura interessata. Gli esercizi svolti con questa modalità di esecuzione si dicono isometrici, mentre gli quelli determinati da movimenti tra parti del corpo si dicono isotonici.

Il metodo isometrico si dimostra particolarmente utile quando il tempo a nostra disposizione è limitato oppure in contesti, come l'ambiente di lavoro, dove siamo costretti tutto il giorno a mantenere posizioni particolari. Tutti siamo capaci di tendere la muscolatura delle gambe, di irrigidire gli addominali, di tenere stretto qualcosa fra le mani, di esercitare una spinta continua con le braccia contro una resistenza, un tavolo, lo stipite di una porta; ognuno di noi può decidere quando e dove esercitarsi, quali occasioni sfruttare per tenere il proprio corpo allenato.

Non possiamo infine trascurare una delle tecniche più spesso impiegate nell'esecuzione degli esercizi ginnici: lo stretching. È questa una modalità di lavoro che consente il raggiungimento della massima ampiezza dei punti di contatto tra due ossa, cioè le articolazioni che diventano progressivamente più sciolte, elastiche e mobili. Oltre ad aumentare l'ampiezza di movimento, questa tecnica permette un buon allungamento dei muscoli, una maggiore estensibilità dei tendini e una migliore lubrificazione delle parti attivate derivante dall'aumento di temperatura che si verifica nel muscolo stesso; questi effetti costituiscono il presupposto per l'esecuzione di gesti più economici, la realizzazione di azioni nuove, la prevenzione di inconvenienti e traumi. Un efficace utilizzo delle capacità fisiche necessarie a gran parte delle attività motorie è sempre influenzato da una buona escursione articolare.
 

Il modo migliore per applicare questa tecnica consiste nell'arrivare gradualmente (5/6 secondi) alla posizione che permette la tensione muscolare scelta, quindi nel mantenere costantemente l'allungamento raggiunto per 20 secondi (in base al proprio stato fisico e all'obiettivo, tali tempi possono essere ridotti o aumentati), evitando qualsiasi tipo di molleggio che permetta una continua e veloce tensione o rilasciamento del muscolo; infine va diminuita lentamente la tensione per fare ritorno alla posizione di partenza. È importantissimo il controllo dell'intensità dello sforzo che all'inizio deve essere minimo per aumentare poi senza mai provocare a una condizione di sofferenza o dolore.