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Salomóne (Stato)

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(Solomon Islands). Stato dell'Oceania (28.370 km²). Capitale: Honiara. Popolazione: 507.000 ab. (stima 2008). Lingua: inglese (ufficiale), pidgin-english. Religione: protestanti 41,8%, anglicani 33,9%, cattolici 19,1%, altri 5,2%. Unità monetaria: dollaro delle Isole Salomone (100 centesimi). Indice di sviluppo umano: 0,591 (134° posto). Confini: oceano Pacifico. Membro di: Commonwealth, ONU, PC e WTO, associato UE.

Generalità

Ubicato nel Pacifico occidentale, fa parte dell'area melanesiana, a SE della Nuova Guinea; comprende le isole dell'omonimo arcipelago (con l'esclusione di quelle nordoccidentali: Bougainville, Buka e numerosi isolotti minori, che fanno parte di Papua Nuova Guinea), gli atolli di Rennell e Ontong Java, le isole di Santa Cruz, Duff, Reef e altre minori. Le Salomone devono il loro particolare nome alla grande quantità di oro scoperta dal primo esploratore che paragonò questa meravigliosa fortuna a quella del famoso re biblico. I primi ad abitare questo incantevole arcipelago furono gruppi di navigatori-mercanti provenienti dalle isole Figi. Questi vissero in una società di tipo tribale fino all'arrivo dei conquistatori inglesi durante il XIX secolo. Nel 1893 il Paese divenne Protettorato britannico fino all'indipendenza, proclamata nel 1978. Nel 1997 le isole sono state protagoniste di violenti scontri etnici, finché nel giugno 2003 una forza multinazionale guidata dall'Australia, la RAMSI (Regional Assistance Mission to Solomon Islands), è riuscita a disarmare le milizie etniche riportando la pace.

Lo Stato

Le Salomone sono una monarchia costituzionale indipendente nell'ambito del Commonwealth; capo dello Stato è il sovrano britannico, che è rappresentato da un governatore generale ed esercita il potere esecutivo insieme al Consiglio dei ministri, nominati dal governatore dietro suggerimento del primo ministro, mentre quello legislativo spetta al Parlamento unicamerale, eletto per 4 anni a suffragio universale e diretto. Il sistema di diritto si basa sulla Common Law britannica; la giurisdizione internazione non è accettata. La giustizia è amministrata tramite corti di prima istanza, corti d'appello e l'Alta Corte che rappresenta il più alto grado. Il Paese non ha un sistema di forze armate organizzate, tranne un corpo di polizia. L'istruzione non è obbligatoria: l'impulso verso l'estensione della scolarizzazione è avvenuto solo dopo l'indipendenza; il tasso di analfabetismo è infatti ancora molto alto (23,4% nel 2003) ma, in conseguenza anche degli interventi statali, si registra una costante diminuzione. La scuola primaria comincia a 7 anni e si protrae per 6 anni. Quella secondaria dura invece 5 anni. Fra le scuole secondarie superiori sono da annoverare istituti magistrali e istituti tecnici. Nel 1987 è stata fondata l'Università di Honiara, sede distaccata dell'Università del Sud Pacifico. Nel Paese sono presenti anche altri centri di istruzione superiore professionali e tecnici, gestiti dalla Chiesa.

Territorio: geografia fisica

Le isole si allungano su un duplice festone per ca. 800 km dallo stretto di Bougainville all'isola di San Cristobal; le principali sono, da N a S, Choiseul, Santa Isabel, New Georgia, Malaita, Guadalcanal e San Cristobal. Di origine per lo più vulcanica (talune sono coralline, come l'atollo di Ontong Java), le Salomone si presentano aspre e montuose, culminando a 2447 m nel Mount Makarakomburu, nell'isola di Guadalcanal. Il clima è equatoriale, caldo e piovosissimo, in media con oltre 3000 mm annui di precipitazioni, ma con valori di anche 7000 mm all'anno sui versanti montuosi direttamente investiti dagli alisei di SE. Le isole sono frequentemente soggette ad attività vulcanica e sismica: nell'aprile 2007 un violento terremoto sottomarino e il conseguente tsunami hanno causato gravi danni.

Territorio: geografia umana

La popolazione è formata in grandissima parte da melanesiani. La densità della popolazione è di 18 ab./km². Ca. il 42% degli abitanti si concentra nelle due isole di Guadalcanal e di Malaita; le migrazioni tra le due isole sono diminuite dopo i gravi scontri occorsi alla fine degli anni Novanta del XX sec. e ricomposti solo nel 2003 grazie all'intervento delle forze australiane. La rimanente popolazione vive in genere in villaggi situati sulla costa o lungo il corso dei fiumi, che spesso rappresentano le uniche vie di penetrazione verso l'interno. Un certo sviluppo ha registrato la capitale Honiara, affacciata sulla costa settentrionale dell'isola di Guadalcanal. La notevole diffusione della malaria ha portato il governo a introdurre politiche specifiche con l'obiettivo di riportare al di sotto degli 80 casi ogni 1000 abitanti l'incidenza del fenomeno entro il 2010.

Territorio: ambiente

La copertura vegetale più tipica è data dalla foresta pluviale che riveste oltre tre quarti del territorio delle isole ed è messa a rischio dalle opere di deforestazione incontrollata. La foresta e la barriera corallina, che circonda quasi tutte le isole e risulta fortemente danneggiata, ospitano una grande varietà di specie, alcune delle quali endemiche. Nel 1998 l'UNESCO ha dichiarato patrimonio dell'umanità il sito di East Rennel, il più grande atollo corallino emerso al mondo. Le aree protette sono lo 0,1% del territorio nazionale.

Economia

L'economia di Salomone, che rimane il Paese più povero nella regione del Pacifico, ha avuto una notevole crescita, grazie all'attività connessa al taglio e alla commercializzazione del legno, sviluppatasi, a partire dagli inizi degli anni Novanta del sec. XX, a ritmi molto elevati, favoriti dalla assenza di restrizioni alle esportazioni che tutelino la preservazione del patrimonio forestale dell'arcipelago. Solo dalla metà del 1994, il governo ha imposto dei limiti alla esportazione, soprattutto per effetto della pressione esercitata dalla Banca Mondiale. § Anche le attività connesse alla pesca hanno rivelato un significativo incremento, ma al di là del valore e della quantità del pescato, le Salomone hanno tratto vantaggio dai proventi derivanti dalla concessione di licenze di pesca all'interno della zona economica esclusiva; lo sfruttamento ittico, però, è superiore al naturale ripopolamento delle acque, comportando elevati rischi ambientali. Nel 1997, i violenti scontri etnici hanno portato a un collasso anche economico; nel 2003 è intervenuto il RAMSI con lo scopo di disarmare le milizie etniche, ristabilire l'ordine e riportare il Paese a una modesta crescita economica. Il tasso di crescita del PIL ha subito notevoli oscillazioni con un incremento sostenuto negli anni Novanta e un forte regresso nei primi anni del Duemila; nel 2008 il PIL era di 473 ml $ USA; mentre quello pro capite era di 905 $ USA. L'agricoltura – in particolare la coltivazione della palma da olio, ma anche di riso, patata dolce, taro, igname, manioca, frutta, ortaggi e spezie – è ancora per la maggior parte legata ai prodotti di sussistenza e costituisce tradizionalmente la base della povera economia isolana nonostante solo una minima parte del territorio sia coltivabile; le uniche colture commerciali sono quella della palma da cocco, della copra e del cacao. Il quadro produttivo si è alquanto diversificato grazie allo sviluppo dell'allevamento (soprattutto bovino e suino), della pesca (essenzialmente tonni) e dello sfruttamento del patrimonio forestale, che però ha raggiunto livelli così elevati da minacciare seriamente l'ambiente. § Si sono altresì intensificate le prospezioni minerarie, che hanno portato a individuare giacimenti di oro, argento e rame nell'isola di Guadalcanal, di amianto nell'isola di Choiseul, di fosfati nell'isola di Bellona; sono inoltre presenti nel Paese depositi di zinco, asbesto, nichel e bauxite. La lavorazione del pesce (congelamento, inscatolamento, affumicatura) è una delle pochissime attività che hanno dato impulso allo sviluppo del settore manifatturiero. In risposta agli incentivi governativi, anche altri settori hanno mostrato una certa dinamicità: per esempio, la decisione di eliminare le tasse sulle importazioni statunitensi di vestiario fabbricato sull'arcipelago, ha favorito la nascita di un'industria dell'abbigliamento. Malgrado siano sorte sull'isola di Guadalcanal alcune unità produttive per la lavorazione delle spezie, dei prodotti agricoli, dell'abbigliamento e soprattutto di quelli ittici il peso del settore industriale rimane molto ridotto. § Il turismo non è particolarmente sviluppato, soprattutto per effetto della carenza di strutture ricettive, di trasporto e per la presenza della malaria. Il potenziamento dell'economia è gravemente ostacolato dalla scarsità delle vie di comunicazione (1360 km); fra i mezzi di trasporto prevalgono le piccole imbarcazioni, che collegano le varie isole; marittimi sono pure i servizi che uniscono il Paese con gli altri principali Stati dell'Oceania nonché con vari porti europei e con il Giappone, facendo capo principalmente al porto di Honiara su Guadalcanal, Yandina sull'isola di Russell e Noro sull'isola di New Georgia. Più diffuse sono le comunicazioni aeree; il Paese dispone di 2 aeroporti internazionali. Il commercio con l'estero si svolge prevalentemente con Cina, Sud Corea e Giappone per le esportazioni e Australia, Singapore e Giappone per le importazioni; le esportazioni sono costituite essenzialmente da pesce (specialmente tonno), legname, copra, olio di palma e cacao; le importazioni da prodotti alimentari, combustibili, prodotti chimici. Ancora molto rilevanti sono gli aiuti internazionali, che finanziano buona parte dei piani di sviluppo.

Storia

Protettorato della Gran Bretagna dal 1893, nel gennaio 1976 le Salomone ottennero l'autogoverno. Dopo aver raggiunto l'indipendenza nell'ambito del Commonwealth (7 luglio 1978), nel Paese si successero nella carica di primo ministro Peter Kenilorea (1978-1981), del Partito per l'unità delle Salomone (SIUPA), e Solomon Mamaloni (1981-1984), per il Partito dell'Alleanza Popolare (PAP), che si batteva per una maggior cooperazione tra gli Stati melanesiani nell'ambito del South Pacific Forum. Dopo un'alternanza di questi due partiti, nel 1997 veniva eletto Bartholomew Ulufa'alu del Partito liberale delle Salomone (SILP). Il secondo millennio terminava per le Salomone dando inizio a una delle fasi più buie della loro storia: si riacutizzava la guerra etnica tra gli indigeni dell'isola di Guadalcanal e quelli di Malaita, le cui origini si potevano far risalire alla seconda guerra mondiale (battaglia delle Salomone), quando le forze statunitensi sbarcarono a Guadalcanal, affrontando i giapponesi che avevano occupato l'isola. Divenuto con l'indipendenza (1978) l'ex campo militare sede della capitale delle Salomone, centinaia di persone immigravano dalla vicina isola Malaita, causando il risentimento degli abitanti originari di Guadalcanal. Con la nomina a primo ministro di Bartholomew Ulufa'alu, di origine malaitiana, quindi, la tensione tra i due gruppi etnici era destinata a crescere. Mentre l'organizzazione ribelle, Isatabu Freedom Fighters, avviava la sua rappresaglia contro gli abitanti di Malaita, un gruppo di malaitiani dava vita alla Forza delle Aquile di Malaita che nel giugno 2000, sotto la guida di Andrew Nori, con un colpo di Stato si impossessava del controllo della capitale e prendeva in ostaggio il primo ministro Bartholomew Ulufa'alu, accusato di non aver saputo fermare i soprusi contro i suoi concittadini. Al suo posto era eletto Manasseh Sogavare del People's Progressive Party (PPP). In ottobre le forze in campo firmavano un accordo di pace, che però veniva disatteso, tanto che nel 2003 i Paesi del Forum del Pacifico (tra cui l'Australia) inviavano un contingente multinazionale per arginare l'escalation di violenze. Nelle elezioni parlamentari, svoltesi nel marzo 2006 vincevano gli indipendenti con 30 seggi. In aprile il Parlamento votava il primo ministro ed eleggeva Rini che formava il governo, ma non otteneva la fiducia dal Parlamento. Successivamente veniva eletto premier Manasseh Sogavare che formava il governo. Dal 2010 al 2011 diventava premier Danny Philip, sostituito, poi, da Gordon Darcy Lilo.