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bulbo

Lessico

sm. [dal latino bulbus].

1) Germoglio sotterraneo circondato da squame carnose o catafilli, derivate da foglie trasformate in organi di riserva . Il fusto è ridotto a una piccola porzione lenticolare, detta girello o disco, su cui si inseriscono le diverse squame che possono rivestirsi completamente le une con le altre (bulbo tunicato) come nella cipolla o essere embricate (bulbo squamoso) come nel Lilium. Dalla base del disco si sviluppa un anello di radici. Le squame più esterne generalmente muoiono e i loro resti proteggono esternamente il bulbo. Al centro vi è la gemma, capace di sviluppare normali foglie e la parte aerea della pianta.

2) In anatomia, termine usato per indicare differenti formazioni che per la loro forma, affusolata o conica, somigliano a un bulbo vegetale. Bulbo cardiaco, svasamento transitorio del tubo cardiaco dell'embrione. Bulbo dell'uretra, detto anche bulbo del corpo cavernoso, rigonfiamento a forma di pera situato nella parte posteriore del corpo cavernoso dell'uretra maschile. Bulbo spinale, sinonimo di midollo allungato. Bulbo oculare, sinonimo di globo oculare. Bulbo olfattorio, piccolo rigonfiamento anteriore della benderella olfattoria, nella faccia posteriore degli emisferi cerebrali, dove hanno termine fibre del nervo olfattorio. Bulbo del duodeno, porzione dilatata del duodeno, situata subito dopo il piloro. Bulbo del pelo, rigonfiamento della radice del pelo, costituita da cellule che, moltiplicandosi, provocano l'allungamento del pelo stesso.

3) Nella tecnica, ampolla di vetro destinata a contenere una sostanza (per esempio il bulbo del termometro) o a isolare dall'ambiente filamenti percorsi da corrente, attorno ai quali occorre mantenere un'atmosfera a bassissime pressioni (vuoto spinto) o di gas inerte. Questi ultimi sono utilizzati nelle lampade a incandescenza, nelle lampade speciali, con filamenti multipli sagomati in forma di cifre, usate negli strumenti di tipo digitale, nei tubi elettronici (per esempio la parte terminale del cinescopio).

4) In marina, rigonfiamento della parte inferiore della deriva fissa di alcune imbarcazioni a vela, costituito da una zavorra di ghisa o di piombo . Bulbo prodiero, rigonfiamento delle “forme” di estrema prora della carena di alcune navi; ha lo scopo di modificare la formazione ondosa che la nave genererebbe nel suo moto in modo da diminuire la relativa resistenza all'avanzamento e quindi la potenza motrice a parità di velocità.

5) Nella litotecnica preistorica, bulbo di percussione, piccola prominenza che si forma naturalmente con la percussione di un nucleo per ottenere un manufatto litico.

6) Nella morfologia astronomica, il bulbo galattico indica la regione centrale, rigonfia, delle galassie. Di forma chiaramente lenticolare nelle galassie a spirale e in quelle barrate, più o meno schiacciata sul piano della rotazione generale, la regione è caratterizzata dalla particolare costipazione della materia, sia allo stato di stelle, sia in quello di gas diffuso e di nubi molecolari. Il bulbo relativo alla nostra Galassia, o Via Lattea, non è visibile direttamente dalla posizione occupata dal Sole, a causa dell'assorbimento totale della luce da parte della materia opaca che si frappone. Ma le più recenti indagini in radiofrequenza, nell'infrarosso e nella radiazione X, specialmente quelle eseguite dai satelliti HEAO e IRAS, ne stanno chiarendo sempre meglio il modello fisico. Dal punto di vista dinamico, il bulbo delle galassie rappresenta la regione di spazio dove, nel corso della concentrazione originaria, hanno prevalso sulla materia le forze di gravità; al contrario, le forze centrifughe sono manifeste nelle eventuali strutture periferiche delle braccia a spirale. Spesso, anche l'esame delle curve di rotazione delle galassie evidenzia la speciale condizione dinamica dei bulbi galattici, entro i quali le diverse correnti stellari sono animate da movimenti essenzialmente kepleriani. Si è diffusa l'opinione che i bulbi galattici possano rappresentare il risultato di processi di “cannibalismo” a spese di galassie minori. Studi dinamici mostrano che la gran parte delle galassie deve possedere bulbi di tipo barrato, in quanto tale forma trasferisce in modo più efficiente un movimento angolare verso l'esterno, con conseguente stabilità dell'intera struttura. Immagini in infrarosso del bulbo della Via Lattea, riprese dal satellite COBE, mostrano in effetti tracce evidenti di tale forma. Dal punto di vista della dissipazione energetica, i bulbi galattici si dimostrano sorgenti, anche intense, di radiazione penetrante, di radiorumori e di emissioni corpuscolari (radiazione cosmica). La natura dei processi fisici ipotizzabili all'interno dei bulbi galattici non è ancora del tutto chiara. Onde d'urto generate dalla deflagrazione in massa di supernove; interazioni violente fra ammassi compatti di stelle in compenetrazione reciproca; dissipazione di cospicue quantità di energia da parte di supergiganti blu, o per annichilazione di materia entro un super buco nero centrale e, perfino, l'esistenza di possibili buchi bianchi, costituiscono teoricamente altrettanti meccanismi di attivazione.

7) In zoologia, la parte dilatata del pedipalpo degli Araneidi, con funzione di serbatoio spermatico, che insieme all'alveolo e all'embolo costituisce l'apparato copulatorio secondario maschile.