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demònio

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Lessico

Sm. (pl. demòni; lett. demònii) (anticamente dimònio) [sec. XIII; dal greco daimónion, da dáimōn, demone, tramite il latino daemoníum].

1) Nome dato agli angeli che si ribellarono a Dio e vennero precipitati nell'inferno. Nella Sacra Scrittura e in tutta la tradizione cristiana il demonio, potenza spirituale inferiore a Dio ma superiore agli uomini, viene considerato come il grande antagonista di Dio, l'essere che vuole il male e la morte, cioè l'annientamento di ciò che è. Causando la caduta del primo uomo, il demonio ha chiamato la morte in questo mondo, e perciò Cristo lo chiama “omicida”.

2) Per estensione, secondo la tradizione cristiana, spirito e simbolo del male, diavolo; giudice infernale: “Caron dimonio, con occhi di bragia” (Dante). Fig., persona malvagia, astuta nell'ideare il male: è un vero demonio. Familiarmente, ragazzo irrequieto, vivacissimo: sei un demonio. Con tono ammirativo, persona di eccezionale abilità negli affari o in altra attività: quell'avvocato è un demonio! In varie loc.: diventare un demonio, infuriarsi; fare il demonio, dare in escandescenze, metter tutto sossopra; avere il demonio addosso, in corpo, essere molto irrequieto; essere furbo come un demonio; brutto come il demonio.

Iconografia

L'arte paleocristiana non conosce la rappresentazione dei demoni, ma solo di Satana sotto forma simbolica di leone, di drago o di serpente. La raffigurazione dei demoni in forme mostruose, che si diffonde nell'arte romanica e gotica, fonde elementi derivanti dalla tradizione classica, dall'arte barbarica e orientale. Satana, in particolare, è simile a un satiro, è raffigurato nudo, con corpo peloso, barba caprina e con piedi biforcuti (capitelli di Vézelay e di Souillac; Giudizio Universale di Chartres, Reims, Parigi); talvolta possiede anche ali di pipistrello (Trionfo della Morte, Camposanto di Pisa). A Satana si accompagnano numerose altre figure demoniche rappresentate in qualche caso come uomini alati (Assisi, Chiesa superiore di S. Francesco) ma soprattutto come animali mostruosi (Trionfo della Morte, Camposanto di Pisa). Dall'inizio del Rinascimento in Italia le rappresentazioni dei demoni si fanno più rare (Signorelli, Giudizio Universale, Orvieto; Michelangelo, Cappella Sistina), mentre nell'arte nordica l'interesse per le figurazioni mostruose rimane immutato nelle opere di Schongauer, Dürer, Bosch, Brueghel. Dal Seicento le figurazioni demoniche legate alla religione cristiana perdono di interesse e cedono il posto a bizzarre scene in cui compaiono streghe e creature indemoniate (Salvator Rosa, Magnasco).