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dolòmia

sf. [sec. XIX; dal nome del geologo Gratet de Dolomieu]. Roccia sedimentaria composta da dolomite e, in quantità minore, da calcite. Le dolomie pure contengono meno del 10% di calcite, le dolomie calcaree dal 10 al 50%, mentre nei calcari dolomitici prevale la calcite. Il colore è chiaro, bianco o grigiastro, talvolta roseo. La stratificazione è quasi sempre poco distinta. La tessitura è tendenzialmente cristallina. I tipi più marcatamente cristallini sono compatti e fragili, quelli saccaroidi sono invece spesso friabili e in alcuni casi farinosi. La maggiore resistenza, rispetto ai calcari, all'azione disgregatrice degli agenti atmosferici, unita a un maggior grado di rigidità, favorisce, nelle masse dolomitiche, la formazione di serie complesse di fratturazioni, per cui si nota sovente un paesaggio accidentato, ricco di torri, bastioni, guglie, pareti verticaleggianti ai cui piedi si accumulano grandi masse di detrito angoloso (paesaggio dolomitico). Le dolomie hanno origini diverse: possono formarsi per azione di organismi marini (alghe, coralli, ecc.) capaci di fissare nel proprio scheletro il magnesio presente nelle acque del mare (formazioni di scogliera), oppure per un processo di dolomitizzazione, o anche come deposito di tipo evaporitico. Le dolomie sono rocce molto estese e potenti: in Italia compongono larga parte delle Prealpi Lombarde e delle Alpi Orientali (Dolomiti); nelle Alpi Occidentali sono in prevalenza presenti con tipi friabili e cariati. Masse dolomitiche e calcareo-dolomitiche sono pure ben conosciute nell'Appennino Centrale e Meridionale e in Sicilia. Le dolomie sono usate come pietre da costruzione, come pietrisco per massicciate stradali e come materiali inerti per calcestruzzi e cementi armati, essendo dotate di buon potere legante. Inoltre vengono usate nella preparazione di calci idrauliche e di prodotti refrattari, come materia prima per l'estrazione del magnesio e, nell'industria siderurgica, quali fondenti. Le dolomie sono spesso sede di impregnazioni bituminose o di mineralizzazioni metallifere (pirite, blenda, galena, ecc.).

Dolomia principale

Formazione geologica del Trias superiore alpino, da taluni autori identificata con il piano Norico: spessa fino a oltre 1200 m e costituita da dolomie e calcari dolomitici di colore da grigio a bianco, è molto diffusa in Italia e presente anche in altre regioni appartenenti all'area della Tetide. Mostra una stratificazione da regolare a massiccia ed è paleontologicamente caratterizzata da generi estinti di Lamellibranchi, Gasteropodi e Alghe. In alcune aree le condizioni di sedimentazione della Dolomia principale si sono proseguite anche nel piano successivo, il Retico.