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Ròdi (isola)

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Generalità

Isola greca (1398 km²) del Mar Egeo, nel gruppo delle Sporadi Meridionali, di cui è la più estesa, amministrativamente compresa nel nomós del Dodecaneso. Situata ca. 20 km a S della costa anatolica (Turchia), ha forma allungata da SW a NE; prevalentemente montuosa, culmina a 1215 m nel monte Attairo. Le principali risorse economiche sono l'agricoltura, l'allevamento ovino, la pesca delle spugne e il turismo. Il centro principale è Rodi, sulla costa nord-orientale. In greco, Ródos.

Storia

L'isola di Rodi, che le leggende vogliono nata dagli amori del Sole con la ninfa Rhoda, fu abitata già in epoca preistorica come testimoniano le necropoli di Ialiso e gli scavi archeologici di Camiro. Invasa da coloni dell'Attica e del Peloponneso negli anni precedenti la guerra di Troia, intorno al 1100 a.C. fu occupata dai Dori, che vi costruirono le città di Ialiso, Camiro e Lindo; queste, divenute grandi centri commerciali, formarono un'esapoli con Alicarnasso, Cos e Cnido e fondarono numerose colonie in Asia Minore e sulle coste del Mar Mediterraneo (tra le altre Gela in Sicilia). Fra i governi tirannici che nel sec. VI prevalsero nelle città dell'isola, ebbe particolare rinomanza quello di Cleobulo di Lindo, uno dei sette savi di Grecia. Dopo l'invasione persiana (sec. V), Rodi prese parte alla lega voluta da Atene nel 477; nel 408 le tre città dell'isola decisero di fondare un nuovo centro religioso e commerciale che chiamarono Rodi e che divenne ben presto la capitale. Mantenutasi nell'orbita di Sparta fino al 396, la città di Rodi si diede in seguito organismi di governo democratico e nel 394 fu al fianco di Atene contro Sparta; nel 377 partecipò alla seconda Lega Navale, ma ne uscì nel 356. Alleatasi quindi con i Persiani, prese parte alla difesa di Tiro assediata da Alessandro e di conseguenza nel 332 fu occupata da una guarnigione macedone. Alla morte di Alessandro gli abitanti di Rodi furono con i Tolomei d'Egitto contro Antigono, il cui figlio Demetrio Poliorcete strinse per un anno d'assedio l'isola (305), ma alla fine fu costretto a ritirarsi. A quest'epoca risalgono le prime relazioni di Rodi con Roma. Danneggiata da un terremoto nel 227, nel 220 Rodi era di nuovo alla testa di una spedizione contro Bisanzio, intenzionata a tassare le merci che passavano per il Bosforo, e nel 198 era alleata dei Romani nella campagna contro l'Eubea e contro Filippo V il Macedone. L'aiuto dato di nuovo a Roma nel 191-190 a.C. contro Antiochia le valse la donazione di parte della Licia e della Caria. Intimorita però dalla continua espansione di Roma, Rodi cercò l'alleanza di Perseo di Macedonia, ma pagò alla sconfitta di questi (168 a.C.) la spietata concorrenza commerciale che Roma le mosse con la fondazione del porto franco di Delo. Solo dopo aver dato prova di fedeltà a Roma nella guerra contro Mitridate, che la assediò invano, Augusto diede a Rodi il titolo di città alleata: con Vespasiano infine entrò a far parte dell'Impero romano e con Diocleziano divenne il capoluogo della Provincia Insularum. Visitata da San Paolo, nel sec. VI vi si diffuse il cristianesimo e i suoi vescovi ebbero la giurisdizione su dodici diocesi; nel sec. IX essi si separarono però dalla Chiesa di Roma e seguirono lo scisma di Fozio. Più volte saccheggiata dagli Arabi a partire dal 653, nel 1082 la città di Rodi strinse rapporti commerciali con Venezia. Nel 1248 i Genovesi occuparono l'isola e nel 1306 il governatore imperiale Vignolo de' Vignoli vi ospitò i Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, che nel 1310 si impadronirono di Rodi, ne riorganizzarono la flotta e i commerci ed ebbero in dono da Clemente V parte dei beni del disciolto ordine dei Templari. Dopo i vani assedi del sultano d'Egitto (1444) e di Maometto II (1480), nel 1522 Solimano I, vincitore di Belgrado, attaccò l'isola con 100.000 uomini: in aiuto dei Cavalieri di San Giovanni giunsero i Veneziani, i Genovesi e gli abitanti di Candia, ma dopo sei mesi, il 1º gennaio 1523, Villiers de l'Isle-Adam lasciò l'isola con i 180 cavalieri rimasti. Nel 1912 Rodi fu occupata dalle truppe italiane; il 7 marzo 1948 entrò a far parte del Regno di Grecia.

Archeologia

La fase di colonizzazione micenea (1400-1100 a.C.) è documentata da numerose necropoli con tombe a camera (Ialiso, Calavarda ecc.). Il fiorire dell'isola tra l'età geometrica e la fine del sec. V a.C. è documentato dalle necropoli di Lindo, Camiro e Ialiso, ricche di ceramica geometrica, orientalizzante, attica, di statuette ioniche, di oreficerie. Si attribuisce in particolare a officine rodie una classe di vasi dipinti di stile orientalizzante dei sec. VII-VI a.C, decorati a zone di animali reali o fantastici (stambecchi, sfingi, grifoni). In età ellenistica l'isola di Rodi fu il centro di una ricca produzione di sculture, opera di artisti locali e asiatici (Carete, Filisco, Agesandro, Atenodoro, Taurisco ecc.). Nelle sculture più famose, quali la Nike di Samotracia, i gruppi del Laocoonte e del Toro Farnese, ecc. prevale un raffinato realismo pittorico, particolarmente sensibile al colore e al trattamento analitico dei panneggi, delle masse muscolari, fino a scadere in un gusto neoclassico e arcaizzante.