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Songhai

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Generalità

Popolazione africana stanziata nel bacino del medio corso del Niger (Nigeria-Niger). I Songhai, detti anche Sonrhai, vengono considerati di stirpe sudanese pur parlando una lingua semibantu isolata; probabilmente derivano da successive fusioni tra un substrato paleonegritico e uno sudanese con più recenti influssi berberi, dovuti alla costituzione del potente impero songhai: tracce residuali sono appunto da considerarsi le tribù dei Kallè e dei Gow, cacciatori nomadi forestali. La società songhai primitiva, riflettendo un processo di fusione tra gruppi umani di diversa provenienza, era suddivisa in tre gruppi fondamentali – pescatori (Sorko), agricoltori (Gabibi), cacciatori (Gow) – le cui attività risultavano complementari. Il gruppo dominante era in ogni caso quello dei pescatori, i quali potevano, navigando il corso del Niger, esercitare anche delle forme di commercio e che, all'occorrenza, erano in grado di trasformare le proprie imbarcazioni in una sorta di flotta da guerra. Nel mito, essi hanno finito per assumere un aspetto almeno parzialmente teriomorfo, assimilati agli animali del fiume che costituivano le loro prede (come pescedrago, forse un ippopotamo o un coccodrillo, era peraltro adorato anche l'antenato mitico della stirpe songhai). Ormai organizzati in clan patriarcali, per evidente influsso berbero, hanno conservato tracce di più antiche strutture matrilineari nella libertà che godono le donne. Eccellenti agricoltori, artigiani e commercianti, hanno dato un notevole impulso economico e culturale a tutta la regione.

Storia: l'Impero Songhai

L'antico impero africano del Sudan occidentale ebbe la sua culla nella regione dell'alto Niger intorno a Gao, ma le date e le versioni dell'origine sono controverse e possono collocarsi tra il sec. VII e il IX. Islamizzato in epoca successiva divenne verso la fine del sec. XIII tributario dell'impero del Mali, dal quale si affrancò un secolo dopo acquistando via via forza e consistenza. Sonni ʽAlī Kolon (1464-92) fece del regno Songhai un vasto impero conquistando tra l'altro Tombouctou e Djenne e combattendo contro i Mossi, i Peul e i Malinke. Con l'Askiya Muḥammad I (1493-1528), passato alla storia come Askiya il Grande, il Songhai conobbe la sua massima espansione: tra il 1498 e il 1520 i confini erano portati fino a Kano e a Katsina (attuale Nigeria settentrionale) a E, fino al Sahara a N e fino alla cintura forestale a Songhai Alla potenza militare corrisposero un'efficiente organizzazione economico-sociale e un notevole sviluppo culturale (insieme all'Università di Tombouctou fiorirono centri di studi a Gao, a Djenne e a Walata). Con la deposizione di Askiya il Grande a opera dei figli, nel 1528, l'impero decadde per ritrovare una certa solidità con l'Askiya Da'ūd (1549-83). Durante il regno dell'Askiya Ishāq II il Songhai fu attaccato dal sultano del Marocco Aḥmad al-Manṣūr che inviò un esercito guidato da Judar Pasha e comprendente un contingente di mercenari spagnoli muniti d'armi da fuoco. L'esercito del Songhai, incapace di sostenere l'urto con le tradizionali armi bianche, subì una dura disfatta a Tondibi il 12 marzo 1591. La vessatoria occupazione marocchina, che durò peraltro poco oltre la metà del sec. XVII, segnò il crollo dell'impero Songhai che si disintegrò e finì d'esistere come tale.