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fuga

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Lessico

sf. [sec. XIII; latino fuga].

1) Atto del fuggire: la fuga dei ladri; una fuga precipitosa; darsi alla fuga, prendere la fuga, fuggire; costringere alla fuga, volgere in fuga, far fuggire; di fuga, di corsa, in tutta fretta. Per estensione, il rifugiarsi in un dato luogo, evasione: chi vive in città ha bisogno ogni tanto di una fuga in campagna. ❏ In particolare: A) nelle corse ciclistiche, azione di uno o più corridori che, accelerando l'andatura, riescono a staccare il gruppo. B) In alcuni giochi con la palla, azione rapida con cui un giocatore si libera degli avversari e avanza libero verso la rete. C) In etologia, la fuga è un sistema di difesa quasi universalmente adottato dagli animali che si sentono minacciati e che dispongono di un ampio spazio.

2) Fuoruscita irregolare di un gas o di un liquido da un'apertura, da una falla: una fuga di metano, una fuga d'acqua nello scarico del bagno. Per estensione, fuga di notizie, il trapelare, il diffondersi di notizie riservate o segrete. § In particolare, nel linguaggio economico: A) fuga delle monete, fenomeno economico caratteristico delle fasi più acute del processo inflazionistico, durante il quale la continua e progressiva perdita del potere d'acquisto della moneta persuade i soggetti a impiegare i mezzi monetari in loro possesso nell'acquisto immediato di beni. Come conseguenza si ha un aumento della velocità di circolazione della massa monetaria, che sviluppa ancor più la spirale inflazionistica. B) Fuga di capitali, emigrazione all'estero di capitali finanziari, concomitante in genere a provvedimenti di carattere fiscale, ritenuti troppo onerosi dai possessori di capitali. Può accompagnarsi anche a fenomeni di svalutazione monetaria. C) In senso fig.: fuga dei cervelli, lo stesso che brain drain.

3) Lunga serie, sfilata di locali, di elementi architettonici simili che si susseguono in prospettiva: una fuga di colonne, di archi; fuga di specchi, illusione ottica provocata da due specchi che si riflettono all'infinito uno nell'altro.

4) In musica, la fuga è una composizione strumentale, vocale o di stile contrappuntistico.

5) In geometria descrittiva, punto di fuga di una retta è il punto del quadro nel quale, in una proiezione centrale, viene proiettato il punto improprio della retta; retta di fuga di un pianoa è l'intersezione del quadro con il piano passante per il centro di vista e parallelo al piano a; curva di fuga è sin. di curva di inseguimento.

6) In astronomia, velocità di fuga, velocità che un corpo deve avere perché possa allontanarsi, senza farvi più ritorno, da un corpo celeste di massa superiore. La velocità di fuga dalla Terra è pari a 11,2 km/s (dal Sole 618 km/s, dalla Luna 2,4 km/s). Oltre che importante in astronautica, essa presenta interesse nel problema della fuga di atomi e molecole gassose dagli strati superiori delle atmosfere planetarie. Nel linguaggio astronautico, la velocità di fuga è detta “seconda velocità cosmica”, essendo la “prima velocità cosmica” quella (pari a ca. 8 km/s) sufficiente a mettere un satellite artificiale in orbita attorno alla Terra.

7) In psicologia, comportamento che consente all'organismo di interrompere la ricezione di uno stimolo doloroso. Si distingue dall'evitamentoche previene l'arrivo di tale stimolo.

Etologia

Negli animali la fuga può essere scatenata da una situazione di pericolo già sperimentata o anche da un elemento nuovo dell'ambiente che, emettendo uno stimolo piuttosto forte, provoca in loro sgomento. Alcuni etologi postulano una pulsione di fuga, ma altri non concordano, perché gli animali non sembrano cercare attivamente situazioni dalle quali fuggire. La disposizione alla fuga può inibire altri comportamenti, per esempio quello sessuale o quello alimentare. Poche specie non fuggono davanti a un pericolo potenziale, per esempio quelle aposematiche, che in genere dispongono di protezioni intrinseche contro i predatori. Altre specie, poco agguerrite e scarsamente criptiche (per esempio i micromammiferi, molti piccoli uccelli, ecc.), cercano scampo sempre ed esclusivamente con la fuga. Le modalità della fuga riflettono adattamenti correlati al modo di vita dell'animale: uno scoiattolo, così come altre specie arboricole che frequentano anche il terreno, fugge verso l'alto, fra i rami degli alberi, dove è più protetto, mentre i piccoli roditori e molti insettivori che vivono in buche o anfratti del terreno rientrano velocemente nelle tane o ne scavano rapidamente una. La fuga segue spesso, in questi casi, percorsi prestabiliti, appresi dall'animale durante l'esplorazione della propria area familiare. Le giovani scimmie spesso fuggono presso la madre o un'altra scimmia che normalmente li protegge. Gli animali che non si intanano, come i mammiferi di dimensioni medie e grandi, basano la fuga su un'elevata velocità e i più piccoli di questi (roditori, scimmie, ecc.), specialmente se incalzati da vicino, corrono a zig-zag e mostrano il cosiddetto comportamento proteiforme, riuscendo a eludere meglio i balzi del predatore che, essendo in genere di taglia maggiore, è svantaggiato dalla sua stessa mole. Ciascuna specie ha una distanza critica di fuga, cioè una distanza al di sotto della quale la presenza di un pericolo potenziale (normalmente un predatore) scatena la fuga. A parità di mezzi difensivi, la distanza critica di fuga è in genere maggiore negli animali più grandi; a parità di taglia è minore negli animali meglio protetti, per esempio le specie che godono di un certo criptismo. Se la fuga non è possibile, l'animale ricorre a sistemi di difesa alternativi (per esempio la minaccia, l'attacco, ecc.). La tendenza alla fuga, che spesso nelle situazioni aggressive appare in conflitto con quella all'attacco, può essere presente insieme a quest'ultima in comportamenti fortemente ritualizzati.

Religione: fuga in Egitto

Episodio dell'infanzia di Gesù narrato solo dal Vangelo di San Matteo (2, 13-15). Per uccidere Gesù, creduto un potenziale erede al trono di Giudea, Erode, non avendolo identificato, ordinò la strage di tutti i bambini di Betlemme e dintorni con meno di due anni. Ma un angelo del Signore avvisò Giuseppe del pericolo che incombeva sul bambino e questi lo mise in salvo, assieme alla madre, in Egitto, dove la famiglia restò fino alla morte di Erode. § Il tema iconografico della Madonna con Gesù Bambino tra le braccia che siede sull'asino condotto per le briglie da San Giuseppe, già presente negli affreschi di S. Maria di Castelseprio (sec. VII-VIII), rimase quasi immutato fino alla Controriforma, quando venne introdotta la variante della Madonna che procede a piedi (A. Carracci, Roma, Galleria Doria Pamphili). A queste figure principali spesso si aggiungono un angelo e un piccolo seguito (Giotto, Padova, cappella degli Scrovegni; Rubens, Kassel, Staatliche Kunstsammlungen). Connessi a questo tema sono i motivi iconografici della fuga in barca (Tiepolo, Lisbona, Museo Nazionale) e del riposo durante la fuga (Correggio, Parma, Galleria Nazionale; Caravaggio, Roma, Galleria Doria Pamphili).