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Arcàdia (nomós)

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(Arkadía). Provincia (nomós) della Grecia, nella regione Peloponneso, 4419 km², 89.522 ab. (stima 2005), 20 ab./km², capoluogo Tripoli.

Generalità

La provincia si trova nella Grecia meridionale; corrisponde pressappoco all'antica regione storica tra l'Acaia e la Corinzia a N, l'Argolide a E, la Laconia e la Messenia a S, l'Elide a W. Affacciata a E al golfo di Nauplia (Mar Egeo), con una costa alta e importuosa, è costituita da un altopiano calcareo con cime boscose, culminanti nel Maínalon Óros (m 1981). Radi i corsi d'acqua, presenti soprattutto nella sezione nordoccidentale (fiumi Erymanthos, Ládōn e Alfeo). La scarsità di vie di comunicazione favorisce l'isolamento dell'Arcadia, rendendo difficoltoso l'ammodernamento delle strutture economiche, ancora basate sulla pastorizia e sull'agricoltura estensiva. Le industrie sono nel capoluogo.

Storia

Famosa per i costumi semplici dei suoi abitanti, pastori e montanari, collegata attraverso la leggenda di Evandro alla Roma delle origini, fu scelta da Virgilio come sfondo ideale per le sue . I suoi abitanti, il cui nome è testimoniato in Creta, precedentemente alla venuta dei Dori, appaiono nel Catalogo delle navi come un gruppo etnico unitario insediato nell'Arcadia storica. L'emissione, già nel sec. VI e nel V a. C., di monete con la leggenda Arkadikon sembra confermare l'esistenza di una unità politica tra gli Arcadi, le cui città principali (Tegea, Mantinea, Herea) furono tuttavia costrette ad accettare l'egemonia di Sparta, della cui lega fecero parte e contro la quale tentarono di ribellarsi nei primi decenni del sec. V, sobillati da Cleomene esule, e nel 418, quando Mantinea, che aveva approfittato della guerra del Peloponneso per espandersi, si alleò, in funzione antispartana, con Argo, Elide e Atene. Dopo la battaglia di Leuttra (371) la politica antispartana portò alla costituzione di una lega, rafforzata con la prima spedizione di Epaminonda nel Peloponneso e con il sinecismo da lui promosso, che portò alla fondazione di una nuova capitale, Megalopoli. La lega, costituzionalmente retta da due assemblee, una primaria, detta dei Diecimila, che si radunava solitamente a Megalopoli, e una rappresentativa, il consiglio federale o bulè, era diretta da uno stratego eletto ogni anno e rieleggibile per l'anno seguente. Durante la guerra sacra (356-346) gli Arcadi, attaccati dagli Spartani, ricorsero nuovamente all'alleanza tebana. Nel 338-337 entrarono a far parte della Lega di Corinto promossa da Filippo II di Macedonia. Indebolita dal particolarismo delle città, la lega fu sciolta da Alessandro Magno. Nel 235, per iniziativa di Liliade di Megalopoli, che depose la tirannide, le città dell'Arcadia aderirono alla Lega Achea, della quale fecero parte, salvo un breve periodo in cui si ricostituì una lega arcade, fino alla conquista romana (146) e a cui fornirono alcuni degli uomini politici più eminenti (Filopomene, Licorta, Polibio). Sotto la dominazione romana la regione era ormai in completa decadenza; nel Medioevo (ca. sec. VII) vi si insediarono colonie slave. La conquista della Morea da parte dei Latini risollevò temporaneamente le sorti dell'Arcadia che, preso il nome di Mesarea, venne divisa in cinque baronie; i numerosi feudi che vi si costituirono furono conquistati, nel sec. XIV, dai Bizantini e l'Arcadia entrò a far parte del despotato bizantino della Morea. Occupata dai Turchi nel 1458, la regione rimase fino al 1822 sotto il loro dominio.