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Basilèa (città)

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(Basel). Capitale del semicantone di Basilea Città (Svizzera), 273 m s.m., 163.930 ab. (stima 2006), l'agglomerato urbano 486.146 ab. (stima 2006).

Generalità

Situata sulle due sponde del Reno, da cui è divisa in Grande Basilea e Piccola Basilea, alla confluenza con i fiumi Birs e Wiese, presso il confine con la Francia (a W) e la Germania (a N). Sviluppatasi come centro commerciale soprattutto dopo il 1225, anno in cui fu costruito il primo ponte sul Reno, assunse presto una grande importanza economica, storica e artistica. In seguito alla scissione del cantone di Basilea in Basilea Città e Basilea Campagna (1833), il settore industriale ebbe ulteriori sviluppi, favoriti anche dalla costruzione di nuove strade e ferrovie. Terza città svizzera per popolazione, è uno dei centri commerciali e industriali più importanti del Paese, oltre che grande crocevia europeo collegato con le principali vie di comunicazione ferroviarie e aeree. Le industrie sono concentrate nella Piccola Basilea, mentre la Grande Basilea comprende la parte più antica della città. Qui si trovano l'Università (1460), musei e biblioteche. Vi nacquero lo storico dell'arte Jakob Burckhardt (1818-1897) e il pittore Arnold Böcklin (1827-1901). In francese, Bâle.

Storia

I primi insediamenti nell'area risalgono all'Età del Bronzo. Nel I sec. a. C. sulla riva del fiume dove oggi è la Grande Basilea nacque un villaggio celta, cui si sovrappose la città romana (Basilia) citata per la prima volta nel 374. Nel V sec. la città fu invasa dagli Alemanni, seguiti dai Franchi. Nel VII sec. Basilea diventò sede vescovile. Nel Medioevo fu una delle città libere dell'impero germanico, governata da un vescovo. Le lotte tra papato e impero si tradussero a Basilea in lungo conflitto tra il vescovo e la borghesia, la quale, anche per la crisi seguita alla peste (1348) e al terremoto (1356), nel sec. XIV riuscì a rafforzare il proprio ruolo politico. Nel XV sec. la città raggiunse un grande sviluppo economico e culturale, grazie ai lavori del Concilio (indetto nel 1431), alla diffusione della stampa e all'università fondata nel 1460, che diventò uno dei maggiori centri dell'umanesimo europeo. Le mire della casa d'Austria e della Francia e poi la tendenza espansionistica dei duchi di Borgogna contribuirono a mutare la politica di Basilea, dapprima orientata verso le città renane e l'Alsazia, determinandone l'avvicinamento ai cantoni svizzeri, coi quali la città strinse diverse alleanze difensive fino ad aderire alla Confederazione (1501). La città, in cui si affermò nel 1529 la Riforma, continuò a espandersi fino al XVII sec. grazie all'arrivo di protestanti francesi e italiani. Nella seconda metà del secolo, contro il governo cittadino accentrato nelle mani delle classi urbane commerciali e finanziarie, esplosero rivolte popolari e contadine. Dopo la parentesi napoleonica (1798-1825), il conflitto tra città e campagna giunse al suo culmine con la separazione del territorio in due cantoni. Nel 1897 la città ospitò il primo congresso del movimento sionista internazionale, in cui fu approvato il cosiddetto Programma di Basilea.

Arte

Sviluppatasi a partire dal sec. XI come città imperiale intorno alla rocca, la città si ampliò nei secoli successivi (al Duecento risalgono il primo ponte sul Reno e la formazione della Piccola Basilea sulla riva destra del fiume), raggiungendo la massima espansione nel Trecento, allorché venne compiuta la seconda cinta muraria (1398). La cattedrale (Münster) venne ricostruita tra il 1185 e il 1200 con chiare derivazioni dall'architettura romanica lombarda e francese. Nel 1260 venne iniziata la facciata gotica, decorata con sculture (statue S. Giorgio e di S. Martino a cavallo, della fine del XII sec.). Dopo il terremoto del 1356 vennero rifatte le volte e l'architetto J. Parler ricostruì la parte superiore del coro con le ampie vetrate gotiche. Nel periodo del concilio (1431-49) vennero costruite o modificate numerose chiese, per lo più a pianta basilicale su pilastri rotondi (S. Martino; S. Pietro; S. Chiara; chiesa dei Domenicani; S. Leonardo, con navata della fine del sec. XV del tipo, raro in Svizzera, della Hallenkirche; convento dei Certosini ecc.). Della cinta muraria, demolita nel sec. XIX, restano alcune porte, tra cui lo Spalentor, porta-torre con sculture della scuola dei Parler. Numerosi sono gli edifici pubblici tardogotici (Rathaus, 1504-13, la cui sala del Consiglio fu affrescata da H. Holbein il Giovane, che introdusse in Svizzera le innovazioni pittoriche rinascimentali), le sedi delle corporazioni e le abitazioni del Quattrocento e del Cinquecento (nella Spiesshof, del 1580, e nell'edificio della corporazione dei Vignaioli, del 1578, compaiono le prime forme architettoniche rinascimentali). Numerosi sono anche i palazzi barocchi e le case borghesi rococò e neoclassiche. Fra i musei della città, il più importante è il Kunstmuseum: alla sua origine vi è l'acquisto da parte della città e dell'Università di Basilea delle ricchissime collezioni raccolte nel sec. XVI da B. Amerbach, le quali formarono la prima collezione pubblica (1662) di opere d'arte in Europa. In seguito le raccolte vennero accresciute da donazioni di cittadini e ininterrottamente arricchite. Il museo conserva i maggiori nuclei esistenti di opere dei pittori tedeschi K. Witz (attivo a Ginevra e a Basilea nel secondo quarto del sec. XV; polittico dello Speculum humanae salvationis) e H. Holbein il Giovane, attivo a Basilea , ove fu amico di Erasmo, tra il 1515 e il 1526 (La famiglia dell’artista, ritratti di Erasmo, del Borgomastro J. Meyer, Cristo morto, Giudizio di Salomone). Largamente rappresentati sono pure gli altri pittori del Rinascimento tedesco (Schongauer, Baldung detto Grien, Cranach, Grünewald), i pittori del Rinascimento svizzero (Nikolaus Deutsch, Urs Graf, H. Leu, H. Fries, T. Stimmer) e gli Olandesi e Fiamminghi del Cinquecento e del Seicento. Eccezionale anche la raccolta di opere dell'Ottocento e del Novecento: vi sono rappresentati i romantici francesi e tedeschi (Füssli, H. von Marées, il pittore svizzero tardo romantico A. Böcklin), gli impressionisti e i postimpressionisti francesi e i maggiori artisti europei del Novecento (Klee, Picasso, Braque, Kokoschka). Notevole anche la raccolta dei disegni e delle stampe. Il Museum für Gegenwartskunst è sistemato in una cartiera del sec. XIX ristrutturata da Katharina e Wilfrid Steib; inaugurato nel 1980, espone arte contemporanea dalle collezioni della Emanuel Hoffmann Foundation e del Kunstmuseum. Inaugurata nel 1997 nel sobborgo di Richen in un edificio realizzato da R. Piano, la Fondazione Beyeler raccoglie ca. 200 lavori di molti grandi artisti otto-novecenteschi (tra cui Monet, Renoir, Cézanne e Van Gogh, Picasso, Klee, Mondrian, Ernst, Dubuffet, Bacon). Il Museo Jean Tinguely, situato in un edificio disegnato dall'architetto ticinese M. Botta, è dedicato alla vita e all'opera dello scultore svizzero (1925-1991). § Un cenno a parte merita la Scuola di , fiorita nel sec. X, che rappresenta con la scuola della Reichenau la tendenza più spiccatamente germanica nell'oreficeria europea del tempo, caratterizzata dall'effetto coloristico delle gemme fittamente disposte.

Economia

Basilea possiede uno dei più grandi porti fluviali europei (il Rheinhafen, aperto nel 1922, in aggiunta a quello di Saint-Jean, costruito nel 1905), tramite il quale è collegata ai porti di Rotterdam, Amsterdam, Anversa, Strasburgo e a numerosi centri industriali della Francia settentrionale. Al centro di una ricca regione agricola, la città basa la sua economia soprattutto sul commercio (ospita peraltro l'annuale Fiera Campionaria della Svizzera), sui servizi bancari e finanziari e sul turismo, ma cospicua è la sua industria, attiva nei settori chimico, metallurgico, farmaceutico, tessile, dell'abbigliamento e cartario. Aeroporto internazionale di Basilea-Mülhausen a Blotzheim, in territorio francese.

Curiosità e dintorni

Poco oltre il confine con la Germania, a Weil am Rhein, si trova il Vitra Design Museum, uno dei musei più importanti al mondo nel campo dell'architettura e dell'arredamento. Il Museo è ospitato in un edificio di Frank O. Gehry ed è circondato da costruzioni di altri architetti di fama quali Zaha Hadid, Nicholas Grimshaw, Tadao Ando e Alvaro Siza.

Bibliografia

M. Moullet, Die Galluspforte des Basler, Monaco-Basilea-Lipsia, 1938; H. Reinhardt, Das Basler Münster, Basilea, 1939; H. Gutersohn, Geographie der Schweiz, Berna, 1958; T. C. I., Svizzera, Milano, 1961; Les Guides Blues, Suisse, Parigi, 1967; E. Egli, Die Schweiz, Berna, 1970.